La proposta di Bersani: adesso paghino i ricchi Di Pietro: governo rotto

Il leader democratico risponde al ministro dell'Economia: "L'Italia deve riprendere il suo ruolo di punta". E poi: "Chi ha di più deve dare di più". Il solito Di Pietro dice: "Noi sapremmo fare meglio del governo"

Roma - "Serve una seconda Maastricht, altrimenti ad uno ad uno il mercato ci ammazza tutti". Ecco la proposta del leader del Pd, Pierluigi Bersani, espressa durante l'intervento dopo l’informativa del ministro dell’Economia Giulio Tremonti sulla crisi. "C’è l’esigenza -ha spiegato Bersani- di una presa di coscienza europea e l’Italia deve riprendere un suo ruolo che è sempre stato di punta. Che la Bce sostituisca la politica non può essere una cosa fisiologica. Mi sta bene che la Bce ci detti vincoli e compatibilità, ma non che ci detti anche le ricette per risolvere i problemi. Non mi sta bene che ciò avvenga per uno tra i dieci più grandi Paesi del mondo".

I punti di Bersani Riduzione della spesa pubblica, a partire dal numero dei parlamentari; liberalizzazioni e lotta all’evasione fiscale, chi ha di più deve dare di più. Sono i quattro pilastri su cui si regge il piano di fuga dalla crisi dettato dal segretario del Pd, Pierluigi Bersani, di fronte al ministro dell’Economia Giulio Tremonti. "Quando si viene qui ancora oggi a dire che le scelte politiche le dobbiamo fare, perbacco, cosa abbiamo aspettato in queste settimane?", ha premesso Bersani per poi spiegare: "Non c’è bisogno di essere allarmati, perché siamo un grande Paese e ne verremo fuori. Ma preoccupazione e decisione quelle sì, ci vogliono".

Liberalizzazioni e tagli Poi, il segretario del Pd, è passato ad elencare: "Riduzione della spesa: privilegiamo un taglio delle spese non tanto sul sociale ma su tutta l’area pubblica amministrazione. Partiamo domani mattina e facciamo il dimezzamento del numero dei parlamentari. Di lì in giù, occupandoci di piccoli comuni, accorpamento delle province e via dicendo. Liberalizzazioni: usciamo dalle nebbie. Ordini professionali, farmaci, rc auto, separazione Snam rete gas, siamo contro la privatizzazione forzata non contro la liberalizzazione". Poi Bersani ha detto la sua sulla riforma costituzionale in merito all'inserimento del vincolo del pareggio di bilancio nella Costituzione: "Per fare una legge costituzionale in tempo da record ci vogliono sei mesi, non so se abbiamo sei settimane o sei giorni".

Politica italiana nel cuore della crisi E sulla crisi che sta investendo il Paese dice: "Noi non dovevamo arrivare qui, non c’era ragione nei fondamentali dell’Italia per cui essere così esposti nella bufera mondiale. L’economia doveva essere gestita con qualche riforma e la gestione della spesa pubblica. Questo non toglie nulla alla nostra responsabilità e al contributo che daremo". Per Bersani dunque "la situazione politica italiana è nel cuore della crisi, non possiamo essere zittiti su questo: come mai in Irlanda, Portogallo, Grecia e Spagna si è cambiato il governo? Il tema riguarda la possibilità di chiamare il maggior numero di forze a collaborare". 

Fare qualcosa per la crescita Occorre fare "qualcosina anche per la crescita. Quando si fa 30 bisogna fare 31 per dare un pochino di stimolo" all’economia. "Abbiamo problemi strutturali, la bilancia commerciale fa paura. Se non cresciamo un po'...", ha aggiunto Bersani che poi ha spiegato: "Se il governo parla di misure per rafforzare la disciplina della finanza pubblica, noi andiamo a nozze. Ma il ragionamento sia flessibile, non si discuta di cose che non esistono in nessuna parte del mondo".

Mai pensato a un governo tecnico Quanto all’ipotesi di governo tecnico, il leader del Pd ha detto di non aver mai pensato a un governo tecnico ma a un governo "in cui la politica si assume le proprie responsabilità offrendo personalità di spessore. Non sto parlando per il Pd ma per l’Italia: mi si spieghi perché Portogallo e Spagna cambiano governo e solo l’Italia è a posto? Questo governo è in grado di fare quello che gli chiede Bonanni?".

Di Pietro: questo governo si è rotto "Ritengo che cambiare Governo sia una precondizione per stare meglio. Qualcuno non è d'accordo, ma prima si cambia il Parlamento meglio è per questo Paese". Così il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, durante il suo intervento di replica all'informativa del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, davanti le commissioni Affari costituzionali e Bilancio di Camera e Senato presso la sala Mappamondo di Montecitorio. "Un governo che si è rotto e rompe i cosiddetti, che ha fatto proposte fumose. Tra aria fritta e fumo -ha detto ancora l’ex pm- c’è molto poco, qualche arrosticino di ferragosto. Vogliamo un documento, quali sono le sue proposte, su che cosa dobbiamo collaborare, la prossima volta ci porti un documento scritto sul quale possiamo dire questo condividiamo questo non condividiamo. Oggi ci ha detto una sola cosa, che è stato commissariato dalla Bce: tiri fuori questo documento, l’Italia è un Paese sovrano". "Diteci cosa volete fare di concreto, queste passerelle non servono. Noi esamineremo le vostre proposte senza preconcetti. Ma se non sapete cosa fare, lasciate fare a noi, sapremo fare di meglio".