Da protagonista nei moti del 1849 a base contraerea e deposito dell’esercito

II Forte Begato, posto a 493 metri sul livello del mare, è inserito nella cinta muraria del Righi ed è per il suo articolato complesso, uno dei forti con la struttura più imponente e grandiosa. Le sue origini sono remote, in quanto si hanno notizie di un edificio nella zona già dal 1319.
Ma informazioni precise si hanno in tempi più recenti, quando l’ingegnere militare Giacomo Brusco, nella seconda metà dell’Ottocento, indicò nel posto due manufatti: una batteria ed una polveriera che venivano già utilizzati nel ’700 come posto fisso di Begato per il corpo di guardia.
Dopo diversi progetti che dimostrano l’esistenza della fortificazione precedente, nel 1818 gli architetti del Genio Militare del Regno di Sardegna dettero il via alla Caserma di Begato, costituita da un corpo squadrato con quattro bastioni aggettanti angolari. Si ripeteva così una tipologia di fortificazioni già usata nella fortezza del Castelletto e tipica del tempo. I lavori furono conclusi nel 1830, ma soltanto nel 1836 il Forte fu completato con la copertura del tetto e con un recinto fortificato.
Nel 1849 il Forte Begato fu protagonista dei moti che videro contrapposti l’esercito piemontese e gli uomini della Guardia Nazionale.
Giunti al XX secolo, nel Forte vennero tenuti prigionieri alcuni soldati austriaci durante la grande guerra. Nel secondo conflitto mondiale, invece, la fortificazione fu utilizzata come base contraerea: fra i tanti danni subiti ricordiamo l’abbattimento di uno dei quattro bastioni durante la ritirata dei tedeschi nel 1945.
Alla fine della guerra il Forte Begato fu inutilizzato per un decennio, per poi essere ceduto all’Esercito che fra gli anni ’50 e ’70 lo utilizzò come deposito.
Il resto è storia recente.