Protagonisti anche nel mondo dei Guinness

C’è il gatto che ha catturato quasi 30mila topi, e la cavallina più piccola del pianeta

Protagonisti. Non solo nelle case o nei cortili ma, anche, sulle pagine di storia. Animali da record, tanto da finire nel Guinness dei primati. O capaci di comportamenti così sorprendenti da ricordare quelli tipicamente «umani». Storie da enciclopedia, storie da non dimenticare.
Fra le prestazioni da vero campione, quella di un gatto, lo scozzese Towser che, per le sue capacità, si è meritato persino un monumento all’interno della distilleria per la quale ha svolto, per anni, il suo prezioso lavoro. A caccia di topi, uno dopo l’altro, senza mai permettersi una pausa, pur di tenere lontano i roditori dalle riserve di orzo. In tutto, 28.699 topolini catturati nel corso di una carriera unica, celebrata anche dal Guinness, che l’ha inserito asul podio nella categoria «cacciatore di topi». I successori, a quanto pare, non sono riusciti a emularlo.
Il record di «Thumbelina», ovvero Pollicina, riguarda invece il mondo degli equini. Lei è la più piccola in circolazione: a cinque anni di età, misura soltanto 43 centimetri. Nessun cavallo è così minuscolo: i suoi padroni, una coppia di allevatori, temevano persino che non sopravvivesse a lungo, per via delle zampe davvero cortissime. Invece, Thumbelina se la cava alla grande, anche in mezzo a stalloni e cavalli da corsa. Tranne di notte: per stare al sicuro, dorme nella cuccia con i cani di casa. All’estremo opposto, il rinoceronte nero occidentale (Dicros bicornis longipes): un animale immenso, il più grande in natura, fra quelli terrestri almeno, dopo l’elefante. Nonostante le dimensioni del tutto rispettabili, però, rischia l’estinzione: non solo per la progressiva distruzione del suo habitat naturale ma, anche, per le continue azioni illegali compiute dai bracconieri, che agiscono nonostante il rinoceronte sia protetto, in tutto il mondo, dal Cites, la convenzione che regola il commercio internazionale di specie in pericolo. Sono invece delle vere «professioniste della sopravvivenza» le aragoste: con i loro movimenti lenti e circospetti, riescono ad evitare accuratamente il contagio con i loro simili malati. Ad avvisarle del pericolo di una possibile malattia è l’olfatto: così subodorano il rischio, e lasciano «isolato» il collega non troppo in salute.
Per sopravvivere nelle gabbie degli zoo, invece, gli oranghi creano diversivi. Come la fuga. È successo più volte: allo zoo di Washington, quando a scappare fu un’intera famiglia (poi recuperata grazie a una banana). Uno scimpanzé ha addirittura tentato con il salto con l’asta: complice un ramo, è riuscito a scavalcare con agilità il muro del suo recinto. Forse l’istinto si sviluppa anche perché, a quanto pare, le scimmie hanno una loro polizia: alcuni esemplari, di rango superiore, intervengono per «pacificare» i conflitti fra i colleghi. Del tutto spontaneamente.