La protesta «La violenza eccesso degli studenti»

Tutti i ragazzi che in questi giorni si sono riversati per strada sanno per cosa stanno manifestando? Ogni persona ha il diritto di far valere le proprie opinioni, ma la violenza non è mai un mezzo giusto e corretto. Gli studenti devono capire che la riforma è per loro: un’educazione migliore grazie ad un insegnamento migliore.
Inoltre la riforma prevede misure sulle quali difficilmente si può dissentire: i docenti, per esempio, dovranno garantire 1500 ore di didattica all'anno e saranno sottoposti a valutazioni triennali, insomma addio ai cosiddetti baroni. Stop ai corsi fantasma: razionalizzazione degli indirizzi attraverso una definizione di più elevati requisiti di docenza e disattivazione obbligatoria dei corsi con un basso numero di studenti.
Il 7% dei fondi sarà distribuito agli atenei su criterio meritocratico: 2/3 assegnati in base alla qualità della ricerca e 1/3 in base alla qualità della didattica. La riforma, inoltre, tende a limitare gli incarichi: i rettori potranno durare al massimo otto anni.
deputato Pdl
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Esprimo la mia solidarietà nei confronti dell'Assessore Giovanni Vassallo per il deplorevole atto subito per mano di alcuni manifestanti.
Davanti all'incedere di questi atti significativamente antidemocratici, tutte le Istituzioni dovrebbero essere concordi nel condannare azioni che certamente non contribuiscono a rasserenare il clima politico, già pesantemente teso.
È evidente che non è con gesti di questo genere che si può trovare un dialogo costruttivo tra le parti.
Stigmatizzo l'imbarazzante silenzio della signora Sindaco che non è intervenuta a difesa di un proprio Assessore e non ha riferito in Consiglio circa l'avvenuta interruzione della circolazione sulla Sopraelevata da parte dei manifestanti.
Giuseppe Murolo
Consigliere comunale Futuro e Libertà
Presidente Commissione Affari Istituzionali
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Interveniamo in seguito alle manifestazioni di protesta contro la riforma Gelmini, che hanno toccato il Capoluogo di Regione.
Come nelle altre città di Italia pochi studenti (la stragrande maggioranza degli universitari era infatti a lezione), ignoranti o consapevolmente in malafede di quanto realmente preveda la Riforma Gelmini hanno bloccato la città e dato luogo alle solite scene di violenza d'antan.
Ci stupiamo di come una generazione di studenti vittima quotidianamente del sistema gerontocratico e clientelare dell'Università Italiana scenda in piazza per difendere i privilegi dei Baroni e del sistema formativo universitario, che la riforma Gelmini finalmente va a toccare introducendo criteri di meritocrazia e razionalizzando un mondo in cui abbondano sprechi e parentele che portano l'Università Italiana in fondo a ogni graduatoria mondiale
Siamo a fianco di tutti coloro che oggi silenziosamente e consapevolmente hanno deciso di fare lezione per provare a costruirsi un futuro anziché pensare che il futuro si costruisca bloccando le città e scontrandosi con la polizia.
Alessandro Parino
Presidente Regionale Giovane Italia Liguria
Alessandro Gianmoena
Coordinatore Regionale Giovane Italia Liguria