Protezione civile: ecco i verbali

Parlano gli arrestati.
Balducci: "Ho sempre pagato di tasca mia". Della Giovampaola: "Mai
stato con una donna a pagamento. Le telefonate? Solo sfottò&quot;. Il mistero dello zio: <strong><a href="/interni/gia_svelato_mistero_zio_e_medico_arrestato_smentite_voci_coinvolgimento_importante_politico_bertolaso_allattacco_infangato_massaggi_anticervicale/23-02-2010/articolo-id=424194-page=0-comments=1">è il medico di un arrestato</a></strong>

Gian Marco Chiocci - Massimo Malpica 

È la testimonianza più attesa, nascosta tra le pagine del 21esimo faldone dell’inchiesta fiorentina sul G8. È la versione messa a verbale di fronte ai Pm da Angelo Balducci, ex soggetto attuatore del G8 e dei mondiali di nuoto, ex braccio destro del capo della Protezione civile Guido Bertolaso. L’arrestato più eccellente dei quattro finiti dentro per i presunti appalti pilotati relativi ai «grandi eventi», dalla Maddalena a Firenze, passando per Roma e finendo tra le macerie dell’Aquila. Balducci ha respinto tutte le accuse, sdegnandosi persino di fronte alle contestazioni che sembravano più complesse da confutare.

Macchine e benefit? Roba prevista nei capitolati d’appalto. I presunti «regali» di Anemone, sotto forma di manodopera, lavori per il figlio, autovetture, mobili e lavori di ristrutturazione? Solo illazioni. «Ho pagato sempre tutto di tasca mia», ha sbottato Balducci in carcere. Quanto agli appalti, per lui tutte le gare si sono svolte secondo regola. E di fronte alla contestazione del suo presunto progetto di fuga dopo aver appreso dell’inchiesta in corso, Balducci ha depositato le prenotazioni di aerei e albergo a Berlino: «Andavo solo a vedere il film di mio figlio presentato al festival». Una giustificazione simile è l’unica cosa messa a verbale da Diego Anemone. L’imprenditore, che si è avvalso della facoltà di non rispondere, ha infatti spiegato che non intendeva fuggire, ma aveva solo programmato un viaggio con moglie e figli a Madrid, e sarebbe tornato il 14 febbraio.

Parla anche il dirigente di via della Ferratella Mauro Della Giovampaola. Anche per lui tutti gli appalti si sono svolti regolarmente, e se Bertolaso parlava con gli imprenditori era solo per «verificare lo stato dei lavori» e apprendere eventuali aumenti dei costi. Quanto alla «notte brava» a Venezia, nega tutto: «Mai stato con una prostituta, sono felicemente sposato. Le intercettazioni? Erano sfottò». Intanto i Pm rilanciano, e da una telefonata tra Balducci e Anemone intravedono una «sponsorizzazione» di quest’ultimo presso Bertolaso per la ricostruzione all’Aquila. 

L’interrogatorio di Angelo Balducci

L’anno 2010, il mese di febbraio, il giorno 12, alle ore 14.22, in Roma, Sezione Giudice per Indagini Preliminari, avanti a Dott. R. Lupo, è comparso Balducci Angelo nato a S. Giorgio di Pesaro il 3.7.48.
Stato civile: sposato con 2 figli.
Titolo di studio: Laurea.
Professione/occupazione: Presidente del consiglio superiore dei lavori pubblici.
Se è sottoposto ad altri processi penali: sì, per abuso d’ufficio.
Se ha riportato condanne nello Stato e/o all’estero: no.
Confermo la nomina dell’avv. Franco Coppi e avv. Borgogno Roberto
Il Gip gli contesta i seguenti fatti come da ordinanza del 5/2/2010.
Dichiara:
A domanda risponde: Intendo rispondere.
L’indagato legge una propria memoria.
Per i mondiali di nuoto ero commissario. Mio figlio Filippo ha aperto una scuola di musica e avrebbe voluto aprire una scuola in quel circolo. Oggi lavora come consulente al conservatorio Santa Cecilia.
ADR: Le mie funzioni erano di indirizzo e coordinamento. Vi era un pool di magistrati: consigliere Basili e altri che ora non ricordo che dovevano verificare i programmi.
ADR: Della Giovampaola aveva funzioni sia nella parte progettuale che esecutiva. Doveva stare lì fisso sul posto. Sono stato soggetto attuatore per tre mesi. I tempi per la realizzazione della Maddalena erano strettissimi. C’erano 3.000 uomini a lavorare.
ADR: In primo luogo bisognava allestire le aree. Poi dovevamo spostare l’ospedale.
ADR: La selezione delle imprese doveva avere particolari particolari caratteristiche e dovevano offrire il massimo. Dopo di me è stato nominato soggetto attuatore De Santis.
ADR: Dopo che sono andato via si sono espletate le gare.
Sono a conoscenza che sono state scelte 10 ditte.
ADR: Sono convinto che tutto si è svolto secondo le regole delle gare. Successivamente non so perché è stato cambiato il De Santis con Calvi.
Nel corso d’opera i progetti dovevano adeguarsi alle esigenze dei vari paesi che ogni mese venivano con delegazioni a far sopralluoghi.
Successivamente con una commissione formata da me, abbiamo abbassato del 10 per cento i costi.
La preoccupazione, poiché ho parlato con Bertolaso, era quella che i lavori potevano rallentare se non arrivavano i finanziamenti.
ADR: I lavori sono stati aggiudicati a luglio 2008.
De Santis con la Forleo e con l’assistenza di Della Giovampaola, credo, selezionavano le ditte che dovevano avere il NOS. Le altre sono già costituite.
ADR: Queste anche se sono ditte consortili, ognuna di essere deve avere il NOS.
Il giudice legge all’indagato alcune parti dell’ordinanza e alcune telefonate.
ADR: Nei capitolati vi è una parte che riguarda le messe a disposizione di alcune cose come telefoni, auto o personale. Questi mezzi di supporto sono previsti prima nel capitolato poi nel contratto.
ADR: A Montepulciano si sono alternate tre famiglie, davo vitto e alloggio in cambio di guardania e, alcune volte, di alcuni lavori nel giardino. In verità lavoravano da Anemone e dopo sono venuti da me. Da un anno e mezzo ho assunto una coppia pagata da me.
ADR: Con la famiglia Anemone ci conosciamo da più di 35 anni. Il mio commercialista è anche quello della azienda Anemone.
ADR: Il commercialista mi ha gestito tutto, anche le spese familiari. Tutte le autovetture le ho pagate io. I pagamenti sono stati effettuati prelevando dal mio conto. Il salottino l’ho pagato io.
ADR: I lavori fatti a casa di mio figlio sono stati fatti da una impresa e pagati dai nostri conti.
ADR: Il tappezzieri anche lo abbiamo pagato noi.
ADR: La situazione dei rapporti familiari con Anemone e quelli di lavoro sono cose ben distinte.
ADR: Mi sono sempre preoccupato di tenere separati i rapporti d’amicizia con quelli di lavoro. Lui (Diego Anemone, ndr) abita vicino a noi e a volte abbiamo chiesto a lui di mandarci un operaio che poi ho pagato io.
Il giudice contesta le telefonate del 21.11.2008. pagg. 37 e 38
ADR: La telefonata si riferisce a dei biglietti per un concerto.
Quando Filippo ha lavorato nel circolo io volevo fargli fare un’esperienza più ampia. Io gli contestavo che l’avevo messo nelle loro mani per fargli fare una formazione e dopo un anno e mezzo invece lui non vedeva l’ora di venir via. Si trovava male.
Il giudice contesta le telefonate dell’11/4/2009 e quella a pag. 41 del 5/5/2009
ADR: Avere il nulla osta di segretezza (NOS) è difficile da ottenere. Viene rilasciato dalla Presidenza del consiglio dei ministri. Ci sono vari livelli di NOS. Vengono effettuate delle istruttorie. L’ufficio è presieduto da un generale dei carabinieri ma non so come si chiama.
ADR: Ho temuto di avere i telefoni sotto controllo per l’inchiesta di Roma. Ho saputo da due mesi da alcuni imprenditori sardi che c’erano dei problemi alla Maddalena.
ADR: Nessuno mi ha detto che avevo i telefoni sotto controllo.
ADR: Mi sono rivolto ad Anemone indicandogli Smit perché ha le caratteristiche per la realizzazione di una zona per i campionati di canottaggio. È subacqueo, e si occupa di canottaggio.
ADR: Guadagno circa 2.500.000 l’anno
Il difensore precisa che il rapporto professionale con l’ing. Balducci risale a maggio 2009 in relazione a una indagine di Roma. Il difensore produce due contratti di lavoro riguardanti il figli. Il contratto d’assunzione della B ad aprile 2005. Documentazione riguardante gli appartamenti di via (...). Il difensore chiede la revoca della misura in carcere. Il giudice dispone la trasmissione al Pm per il parere e si riserva di decidere all’esito

L’interrogatorio di Della Giovampaola
L’anno 2010, il mese di febbraio, il giorno 12 alle ore 12.10, in Roma, Sezione Giudice per le Indagini Preliminari, avanti al dottor Rosario Lupo:
è comparso Della Giovampaola Mauro
Attività lavorativa: ingegnere con incarico a termine presso la presidenza del consiglio dei ministri.
Stato civile: sposato con due figli.
Titolo di studio: laurea in ingegneria.
Professione/occupazione.
Beni patrimoniali: l’appartamento donatomi dai miei genitori.
Se è sottoposto ad altri processi penali: sì, per lesioni colpose in qualità di coordinatore di lavori.
Se ha riportato condanne nello Stato e/o all’estero: no.
Se esercita o ha esercitato uffici e servizi pubblici o di pubblica necessità: no.
Se ricopre o ha ricoperto cariche pubbliche: no.
Intendo rispondere. Ero già consulente e dovevo acquisire le pratiche dalle regioni e istruirle. Coordinavo i progetti. Avevo la delega per la presa in consegna dell’area dei cantieri, non avevo le deleghe per firmare atti amministrativi.
ADR: I lavori sono iniziati nel luglio 2008 e dovevano finire entro il 31 maggio 2009.
ADR: Ad agosto sono arrivate tutte le ditte, sono state bonificate tutte le aree e sono state fatte le ordinazioni di materiali. A ottobre sono arrivati via via i finanziamenti.
A novembre sono intervenute le delegazioni internazionali dove facciamo sopralluoghi e noi dobbiamo fare adeguamenti seguendo le loro esigenze. Il primo soggetto attuatore è Balducci, a giugno è stato nominato De Santis, a novembre è stato nominato il professore Michele Calvi il quale ha proceduto alla verifica del programma.
ADR. Non so perché De Santis sia stato sostituito.
Ad aprile c’erano 2.700 unità a lavorare alla Maddalena. Non dovevamo fermare i lavori altrimenti avremmo avuto problemi con i dipendenti che sarebbero stati disoccupati. L’articolo 17 del decreto 89 fa riferimento ai lavori della Maddalena. Le maggiorazioni erano (...). I lavori non dovevano servire solo per il G8 ma per valorizzare la Sardegna. L’approvazione del progetto è stata fatta prima da De Santis e solo poi da Calvi. L’albergo era funzionale per l’evento G8 mentre ancora oggi non è funzionale per attività turistica. L’albergo è costato 80 milioni di euro. Per collegarlo al mare, dieci milioni di euro.
A febbraio il bando per l’appalto è andato deserto. Deve essere fatto un nuovo bando per l’assegnazione.
ADR: la Giafe Spa si è occupata dell’albergo. L’Anemone si è occupata del palazzo di vetro che è costato 100 milioni di euro.
ADR: Anemone Diego l’ho conosciuto nel 2002 in quanto nominato quale progettista per la sala stampa di palazzo Chigi. Il provveditorato alle opere pubbliche ci ha dato l’incarico. Alla fine del 2002 ho trasformato la mia figura di ingegnere in una società Medem che ha operato dal 2003 fino al 2006 quando l’ho riconfigurata in un’altra società più piccola da via XX settembre a via Torlonia. Prima trenta dipendenti, dopo cinque. Ho completato le commesse che avevo in corso e ho provveduto al recupero credito delle pubbliche amministrazioni. All’inizio del 2008 mi sono, come studio, trasferito in via Flavia. Ho ceduto la società a Scerbo Raffaele. Socio di Anemone in Medea era la moglie d’Anemone Diego.
ADR: Tutte le imprese del G8 hanno avuto rapporti con Bertolaso. Spesso veniva a verificare i lavori e si svolgevano le riunioni con le imprese. Piero Murina della Imac è capitato che avesse avuto contatti con Bertolaso. Anche altri imprenditori mi riferivano che avevano incontrato Bertolaso. Era necessario che lui desse indicazioni per tutta l’organizzazione e po il coordinamento dei lavori.
L’impresa era la prima e a sapere il costo delle opere e delle maggiorazioni.
ADR: Io, Anemone e De Santis siamo stati dal Balducci. Erano incontri tecnici e di coordinamento.
Anche con altre imprese abbiamo incontrato il Balducci
ADR: Gli incontri a via della Ferratella erano inerenti alle imprese rispetto alle imprese rispetto ai lavori che dovevano svolgere.
ADR: Io non ho nessun ruolo nella fase dei pagamenti.
ADR: Non sono mai stato con una donna a pagamento. Sono felicemente sposato.
Queste telefonate che mi ha detto (pag. 104 e seguenti dell’ordinanza) era stato solo uno sfottò tra noi.
ADR: La Bmw e l’altra macchina che ho noleggiato a nome della società mia «Medea».
Quando ho ceduto la società, non ho pagato il leasing tant’è che la società mi ha telefonato e io sono stato costretto a saldare con un bonifico di euro 30.000.
ADR: I mobili della mia casa li ho comprati io. Mentre per circa 20.000 euro è stato però un accordo con Anemone a seguito del rapporto che avevamo quando ero il loro professionista.
ADR: I viaggi di lavoro sui velivoli sono stati pagati da me.
ADR: La serata a Venezia non s’è consumata.
Non ho mai avuto favori.
ADR: Nel marzo 2008 quando sono andato alla Maddalena, sono stato in albergo a luglio 2008 ho affittato un appartamento che ho tenuto fino al 31/12/2009.
L’appartamento è di una società della Maddalena che credo di chiami Darfur. Pagato euro 130.00 al mese. I primi mesi sono stati pagati dalla mia società Medea successivamente da me stesso.
Il compenso per il G8 è stato di 680.000 euro.
Il compenso è in percentuale ma dopo il decreto per l’Abruzzo abbiamo abbassato la percentuale. Dopo la decisione che il G8 si spostasse in Abruzzo si decise di portare a compimento le opere abbattendo le ditte i costi
ADR: Quando mi hanno nominato come capo struttura consulente le gare non erano state ancora fatte.
Le scelte sono state fatte seguendo le regole delle gare.
ADR: L’assegnazione è stata fatta all’impresa che ha fatto l’offerta a maggior ribasso.
ADR: Gli inviti sono stati fatti dal Balducci soggetto attuatore commissario Bertolaso.
Le opere sono state fatte a luglio 2008.
ADR: Non avevo competenze in ambito di appalti.
ADR: Non so niente delle società consortili.
ADR: La Fincosit è una azienda specializzata in opere portuali che ha necessità di personale specializzato.
ADR: Mi sono congratulato anche con altri imprenditori oltre che con Anemone, quando arrivavano i pagamenti.
Le difese si riservano di produrre documentazione cui l’indagato ha fatto riferimento.

Quei progetti di fuga? Solo viaggi programmati
In relazione ai presunti tentativi di fuga da parte di Angelo Balducci e Diego Anemone, gli avvocati dei due indagati/arrestati hanno depositato alcune memorie e documenti relativi ai progetti di viaggi all’estero che hanno insospettito gli inquirenti. Secondo gli avvocati Coppi e Borgogno, è vero che Angelo Balducci era in procinto di partire per Berlino, ma il viaggio aveva un motivo molto diverso dal voler darsela a gambe. Stava per partire il festival del cinema della capitale tedesca a cui partecipava il film in cui ha recitato Lorenzo Balducci, figlio di Angelo.
Ecco quel che scrivono gli avvocati di Balducci in proposito:
«I sottoscritti avvocati Coppi e Borgogno a scioglimento della riserva formulata nel corso dell’interrogatorio del 12 febbraio 2010, depositano copia delle prenotazione dei biglietti aerei andata e ritorno Roma/Berlino, con partenza l’11 febbraio, ore 9.50, e ritorno il 14 febbraio, ore 8.30 (volo Easy Jet numero U24684 e U24683) effettuata a nome di Angelo Balducci e signora in data 20 gennaio 2010, nonché copia del voucher di prenotazione alberghiera presso l’hotel Ritz Carlton di Berlino. Tale viaggio a Berlino, lungi dal poter essere interpretato come un tentativo di sottrarsi alla giustizia, trovava una semplice giustificazione nel desiderio dei signori Balducci di partecipare al festival del cinema di Berlino per la presentazione del film che vede come protagonista il loro figlio attore, Lorenzo Balducci. A conferma del carattere del tutto familiare della trasferta si allega altresì copia della prenotazione del viaggio aereo e del voucher alberghiero emessi a nome dell’altro figlio Filippo Balducci e della sua compagna Elena (...). Considerato pertanto che appare evidente l’insussistenza del prospettato pericolo di fuga e che le residue esigenze cautelari menzionate nel provvedimento cautelare, tenuto conto dell’attuale incarico dell’Ing. Balducci (che non comporta alcun coinvolgimento diretto nella assegnazione o nella gestione di appalti), dell’amplissimo materiale di prova già raccolto attraverso le intercettazioni telefoniche, dell’agevole ricostruibilità sul piano documentale di tutto ciò che concerne l’organizzazione e lo svolgimento delle gare per l’assegnazione degli appalti, dei dettagliati chiarimenti forniti dall’indagato in sede di interrogatorio sia in relazione dallo svolgimento delle gare di appalto, che ai suoi rapporti con l’imprenditore Anemone, appaiono anch’esse insussistenti o, comunque, tali da poter essere fronteggiate con una misura cautelare meno afflittiva, i sottoscritti difensori insistono per l’accoglimento dell’istanza di revoca o di modifica della misura cautelare in atto già formulata all’esito dell’interrogatorio di garanzia».
Curiosamente anche Diego Anemone che pure sceglie di avvalersi della facoltà di non rispondere giustifica il viaggio mancato ma programmato in Spagna.
«Mi avvalgo della facoltà di non rispondere - dice a verbale - voglio specificare però che il viaggio a Madrid era un viaggio organizzato che dovevo fare con mia moglie con rientro il 14 febbraio 2010. Deposito il programma di viaggio». Il difensore deposita il programma di viaggio costituito da due fogli dell’agenzia di viaggio con diversi preventivi per la partenza, che sembrano riscontrare la versione di Anemone.

Anemone, Balducci, Bertolaso e il sisma
Ci sono una serie di intercettazioni, i cui verbali sono riportati nel parere negativo espresso dai pm riguardo alla richiesta di revoca della carcerazione per i 4 arrestati che, secondo la procura fiorentina, dimostrerebbero che in piena emergenza terremoto Balducci avrebbe «sponsorizzato» le imprese di Anemone presso Bertolaso perché lavorasse agli appalti per la ricostruzione in Abruzzo. A parlare sono, appunto, Balducci e Diego Anemone, l’undici aprile dello scorso anno. Ecco cosa scrivono sul punto i pm di Firenze: «Al di là del tono a tratti patetico di queste conversazioni deve considerarsi che le stesse vengono registrate in un momento in cui il Balducci si trova fortemente esposto a causa degli articoli di stampa in cui s’è detto; dal tenore complessivo delle conversazioni registrate l’11.4.2009, si comprende che lo stesso Balducci quel giorno ha incontrato Bertolaso, parlandogli della possibilità di impiego delle imprese di Anemone Diego nei lavori di ricostruzione post terremoto in Abruzzo. Dunque, il Balducci rinfaccia all’Anemone che nessuno al suo posto si sarebbe mosso e lo incalza affinché sia trovata un’adeguata collocazione lavorativa per il proprio figlio Filippo.

Si osservi, in merito, che Filippo Balducci, sulla scorta di numerose conversazioni intercettate e di riscontri acquisiti dalla polizia giudiziaria, risulta aver lavorato lungamente alle dipendenze del gruppo Anemone (presso la società Medea Progetti e Consulenze srl, di cui si parlerà più oltre, e presso il Salaria Sport Village, struttura in atto amministrata dall’indagato Rossetti Simone, ma di fatto, sulla scorta di quanto emerso dalle attività di intercettazione, pienamente riconducibile al gruppo Anemone. D’altro canto, proprio le notizie giornalistiche, relative alle possibili collusioni tra il Balducci e l’Anemone Diego, inducono gli indagati a interrompere i rapporti lavorativi tra il gruppo Anemone e il Balducci Filippo. Nel prosieguo si accerterà che il Balducci Filippo e la propria compagna verranno assunti da Gruttadauria Enzo, professionista legato sia al Balducci Angelo che all’Anemone Diego.