Protezione civile spa, la Camera stralcia la legge Fini avverte: "Chi ruba oggi è soltanto un ladro"

L'articolo 16 sarà stralciato domani: il decreto sarà completamente depotenziato. Ma potrebbe essere lo stesso Bertolaso a "difendere" in parlamento il decreto:
domani in commissione Ambiente. Fini: "Inutili paragoni con Tangentopoli, chi ruba lo fa solo per sé"

Roma - Dopo l'apertura del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta a "rivedere il decreto" presentato in Parlamento, l’articolo del decreto emergenze che trasforma la Protezione civile in spa verrà stralciato. "Stralciano l’articolo contestato, cioè l’articolo 16", ha spiegato il presidente della Camera Gianfranco Fini interpellato sul provvedimento approvato dal Senato e che domani sarà esaminato dalla commissione Ambiente della Camera: "Il decreto viene completamente depotenziato".

Domani Bertolaso alla Camera Potrebbe essere Guido Bertolaso in persona a "difendere" in Parlamento il decreto sulla Protezione Civile. Secondo quanto si apprende, Bertolaso dovrebbe essere domani in mattinata alla Commissione Ambiente di Montecitorio, dove approderà il testo del contestato provvedimento. Bertolaso, sempre secondo quanto si apprende, avrebbe avuto oggi contatti con il sottosegretario alla presidenza Gianni Letta. La commissione Ambiente della Camera si riunirà domani mattina alle 10.30 per la discussione generale e alle 12 scadrà il termine per gli emendamenti che saranno votati in giornata.

Il Senatùr: "Stop al ddl" L’ipotesi che la protezione civile diventi una Spa non piace al ministro delle riforme. Il Senatùr crede, indìfatti, che "la protezione civile non debba diventare una Spa e non debba sparire". "Bisogna stare molto attenti a fare certe scelte - ha detto il ministro leghista - Tremonti lo aveva detto da tempo e aveva ragione". "Quando non ci sono i controlli - ha concluso Bossi - nascono i pasticci. Nessuno in politica può evitare di avere i controlli".

Fini: "Chi ruba è solo un ladro" "Oggi chi ruba non lo fa per il partito ma perchè è un ladro", ha spiegato Fini intervenendo a un convegno alla Luis e rifiutando un parallelo fra gli episodi di corruzione attuali e quelli di Tangentopoli. "Non so se oggi c’è una questione morale, indubbiamente il malvezzo e la corruzione ci sono, ci sono sempre stati e ci saranno", ha aggiunto la terza carica dello Stato. "Non condivido la tesi di chi dice che è più o meno come era prima di Tangentopoli quando chi raccoglieva le tangenti diceva che servivano alla politica - ha continuato Fini - spero che nessuno voglia sostenere che la politica è marcia perchè ha bisogno di tanti soldi. La realtà è diversa. I grandi partiti del passato avevano in ogni città decine di impiegati e strutture che non esistono più. C’era il peso mastodontico di questi apparati. Oggi non c’è più". Secondo il presidente della Camera "oggi ci sono tanti episodi di tangenti e corruzione", ma coloro che li compiono "devono essere chiamati come meritano: volgari lestofanti. Evitiamo paragoni impropri".

Il Pd insiste: "Bertolaso lasci" Il Pd contesta l’interpretazione di Bertolaso sul proprio doppio incarico di membro del Governo e responsabile della Protezione Civile: "Bertolaso sostiene che le sue due cariche sono tra loro compatibili dal momento che lui non è sottosegretario alla Protezione civile. Sarà. Secondo il decreto legge che la Camera sta esaminando e lo stesso sito della Presidenza del Consiglio - ribatte il vicepresidente dei senatori Luigi Zanda- Bertolaso è il sottosegretario alla Protezione civile in ambito europeo e internazionale". "La foglia di fico europea - continua Zanda - è evidentemente così debole che il decreto legge ha dovuto disporre a favore di Bertolaso una deroga esplicita alle norme su l’incompatibilità tra incarichi di governo e cariche amministrative. Ma Bertolaso sottosegretario è incompatibile anche per la legge Frattini del 2004 sul conflitto d’interessi che esclude l’esercizio contemporaneo di ruoli governativi e impieghi pubblici di qualsiasi tipo. Conseguentemente, con significativa puntualità, il Presidente Berlusconi, ha inserito nel decreto legge una deroga in favore di Bertolaso anche alla legge sul conflitto d’interessi".