Province, prove di «unificazione» tra Novara e Biella

Per ora è solo «una collaborazione politico-istituzionale per mettere a sistema le risorse dei due territori». Ma potrebbe portare alla creazione di un unico polo amministrativo del Nord-Est del Piemonte, con le province di Novara, Vercelli, Biella e Verbano-Cusio-Ossola.

Per ora è solo «una collaborazione politico-istituzionale per mettere a sistema le risorse dei due territori». Ma potrebbe portare alla creazione di un unico polo amministrativo del Nord-Est del Piemonte, che ricomprenda le province di Novara, Vercelli, Biella e Verbano-Cusio-Ossola.
Per cominciare a parlarne i presidenti delle Province di Biella e di Novara, Roberto Simonetti della Lega Nord e Diego Sozzani del Pdl, si sono incontrati ieri sera. Durante l'incontro hanno «posto le basi di una condivisione programmatica delle due amministrazioni nell'ottica di un rilancio di tutto il quadrante Nordorientale della regione». A rendere «auspicabile una sinergia interprovinciale», annotano, «ci sono molti interessi in comune: dall'agricoltura, con il riso i fiori e i vini, al turismo, a partire dalla tipicità dei Sacri Monti che attribuisce a questa zona del Piemonte una particolare connotazione spirituale», fino alla possibilità di una gestione condivisa delle risorse idriche e dei rifiuti. Con il recente riassetto della sanità regionale, inoltre, l'Aso «Piemonte Orientale» già riunisce i nosocomi dei due capoluoghi e i presidenti sono convinti che la vocazione tessile biellese e il patrimonio artigianale di tutta la filiera del laniero, se rapportati con il «polo logistico» novarese, al centro dei corridoi europei e a due passi da Malpensa e Rho-Fiera, possano costituire, insieme, la base di partenza di quello che si annuncia come molto più di un semplice «gemellaggio». Nell'attesa che le rispettive segreterie elaborino un protocollo d'intesa ufficiale, le due giunte provinciali cominceranno a confrontarsi su alcune «aree tematiche» comuni. «La felice concomitanza nel Piemonte Orientale di numerose amministrazioni rispondenti, pur negli interessi di tutti, alla stessa area politica - osserva Sozzani - facilita percorsi condivisi e potrebbe presto portare a una prima stesura di un Piano Territoriale interprovinciale».