La provocazione: "Togliamo poteri al Quirinale" E sul web scatta la propaganda di Repubblica

Ceroni propone di cambiare l'articolo uno della Costituzione spostando il fondamento della democrazia dal popolo al parlamento: "L'attività delle Camere viene spesso mortificata". E assicura: "Berlusconi non sa nulla". Ma Repubblica lancia subito una campagna mediatica sul web

Roma - "L'attività del parlamento viene spesso mortificata". Remigio Ceroni, parlamentare del Pdl, difende la propria proposta di legge presentata lunedì scorso che punta alla modifica dell'articolo uno della Costituzione e spostare il fondamento della democrazia italiana dal popolo al parlamento. Insomma, meno poteri al presidente della Repubblica. Una proposta che, seppure non veda il coinvolgimento del premier Silvio Berlusconi, fa subito scattare la campagna mediatica di Repubblica. La proposta di Ceroni viene subito pompata dalla stampa per fare disinformazione e cavalcata dalle opposizioni al solo scopo di attaccare il governo.

"L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro e sulla centralità del Parlamento quale titolare supremo della rappresentanza politica della volontà popolare espressa mediante procedimento elettorale". E' questo l’unico articolo della proposta di legge costituzionale (atto Camera 4292) che di fatto stabilirebbe una gerarchia tra i poteri dello Stato. Nell’introduzione al testo, Ceroni spiega che i due commi di cui è formato attualmente l’articolo 1 della Costituzione "vanno coordinati tra loro in modo che dalla loro lettura emerga il profilo fondamentale della forma Stato voluta dalla Costituente".

"Spesso ci troviamo - spiega il deputato del Pdl - dopo aver approvato una legge, con il presidente della Repubblica che non la controfirma. Dobbiamo ripristinare gerarchia ed equilibrio dei poteri, in assenza del quale si deve riportare l'ordine Per questo è necessario stabilire la centralità del parlamento". Ceroni assicura che si tratta di una proposta di legge fatta a titolo personale. Non ne ha parlato con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi né con i dirigenti del partito. "Ho fatto alcune riflessioni in questo periodo - spiega - a mio avviso credo che vada riaffermata la centralità del parlamento". Per l’esponente del Pdl quello che è da evitare è "il nascere e svilupparsi di un’eversione e soprattutto il sopravvento di poteri non eletti dal popolo e privi di rappresentanza politica".

Non sarebbe comuqnue un tentativo di delegittimare l'unico strumento realmente in mano al popolo: il referendum. "Spesso se ne è abusato - spiega Ceroni - raccogliere 500mila firme non è difficile, ma non è detto che porti effetti positivi". Si potrebbe addirittura indire un referendum per ogni legge. Insomma, parlamento uber alles. Nella relazione di accompagnamento alla riforma, si sottolinea che né il presidente della Repubblica né il governo né la Corte costituzionale né la magistratura sono titolari della rappresentanza politica quale espressione della volontà del popolo sovrano. "Perché questi organi non sono eletti dal popolo". Non solo. "Oggi in Italia, i poteri del parlamento e del governo sono debolissimi e sono tenuti sotto scacco dalla magistratura e dalla Corte costituzionale - conclude Ceroni - con un’interpretazione sempre più espansiva delle norme costituzionali ma in violazione dei principi ispiratori della Costituzione stessa, questi organi privi totalmente di rappresentanza politica si arrogano compiti ed attribuzioni che non spettano loro".

Come c'era da aspettarselo la proposta del deputato Pdl ha subito scatenato un feroce dibattito. Con la stampa progressista che ha attaccato duramente la maggioranza. Repubblica ha subito scatenato i propri lettori invitandoli a condividere su Facebook il primo articolo della Costituzione. Il leader del Pd Pier Luigi Bersani suggerisce al Pdl di "scrivere direttamente che la Repubblica italiana è fondata su Scilipoti". E Antonio Di Pietro tuona: "C’è un attentato alla Costituzione che va avanti da tempo. Il presidente del Consiglio sta sbriciolando il senso delle istituzioni per piccole leggine che servono solo a lui". In realtà, come si è detto, la proposta è a carattere personale - particolare su cui la stampa progressista sorvola. Tuttavia, appare chiaro come la sinistra punti ancora una volta a portare il dibattito sullo scontro istituzionale.