Al Qaeda, Obama: dal Pakistan attacchi agli Usa

Il presidente Usa lancia la nuova strategia contro il terrorismo: "Sconfiggere e smantellare al Qaeda è il
maggiore obiettivo degli Stati Uniti". Il piano prevede l’invio di 4.200 soldati in Afghanistan per addestrare le forze di
sicurezza locali. Entro giugno l’Italia
invierà 200-250 militari

Washington - Dopo essersi occupato per settimane di banche, industria dell'auto e mutui per la casa, per cercare di ridare fiato a un'economia in profonda crisi, Obama focalizza ora la propria attenzione su un'altra emergenza: la lotta al terrorismo internazionale. "Al Qaeda sta preparando un attacco contro gli Stati Uniti dal Pakistan", ha detto il numero uno della Casa Bianca durante la conferenza stampa in cui ha annunciato la nuova strategia in Afghanistan e Pakistan, sottolineando che il confine tra i due paesi "la zona più pericolosa del mondo per gli americani".

Al Qaeda in Afghanistan e Pakistan Per il popolo americano la regione di confine tra Afghanistan e Pakistan è diventata "la più pericolosa del mondo" perchè al Qaida è i suoi alleati sono in quella regione. Il presidente Barack Obama ha annunciato la nuova strategia "complessiva" per l’Afghanistan e il Pakistan: "Sconfiggere e smantellare al Qaeda è il maggioro obiettivo degli Stati Uniti perché al Qaeda ed i suoi alleati sono un cancro che rischia di uccidere il Pakistan dall’interno". Da qui l'appello diretto in prima persona al Pakistan affinché "dimostri il suo impegno per sradicare al Qaeda dal suo territorio". Il Pakistan ha salutato come "molto positivo" il nuovo approccio del presidente Usa. Il ministro degli esteri pachistano, Shah Mahmud Qureshi, ha, infatti, spiegato che il Pakistan "intende giocare un ruolo attivo, costruttivo in questo frangente perché riteniamo che la nostra pace e la nostra sicurezza siano legate all’Afghanistan".

La nuova strategia Il presidente ha presentato la nuova strategia "per smantellare e vincere" la rete del terrorismo. "Nessuno dei passi della nuova strategia in Afghanistan e Pakistan sono facili e nessuno deve essere intrapreso dall’America da sola - ha spiegato il presidente Obama - il mondo non può permettersi di pagare il prezzo se l’Afghanistan torna a sprofondare nel caos. Abbiamo una responsabilità comune all’azione perché da questo dipende la nostra pace e la nostra sicurezza". Proprio per questo Obama ha già ordinato l’invio di altri 17mila soldati in Afghanistan, richiesti da molti mesi dal generale McKiernan. "Questi soldati e marines aggiuntivi porteranno la lotta contro i talebani nel sud e nell’est e ci daranno una più ampia possibilità di agire in partnership con le forze di sicurezza dell’Afghanistan e dare la caccia agli insorti lungo il confine - ha detto il presidente americano - questo incremento di truppe servirà anche a dare più sicurezza in vista delle importanti elezioni presidenziali del prossimo agosto".

I contatti con Nato e Onu Con le Nazioni Unite gli Stati Uniti daranno vita a un nuovo Gruppo di Contato per l’Afghanistan e il Pakistan che metta assieme tutte le nazioni che hanno una parte nella sicurezza della regione: gli alleati della Nato e altri alleati ma anche gli Stati dell’Asia Centrale, le nazioni del Golfo e l’Iran, la Russia, l’India e la Cina. Obama ha, infatti, spiegato che l'America "non sarà sola nella lotta contro al Qaeda". "Nessuno di questi Paesi - ha detto Obama - trae benefici da una base dei terroristi di al Qaida e da una regione che precipita nel caos. Tutti questi Paesi hanno interesse nella promessa di una pace duratura, di sicurezza e di sviluppo nella regione". L’America ha, infatti, chiesto agli alleati Nato "non semplicemente truppe ma altre risorse: appoggio alle elezioni afghane, addestramento delle forze di sicurezza e un maggiore impegno civile verso il popolo afghano". Un maggiore impegno è chiesto anche all’Onu sul fronte del coordinamento degli aiuti internazionali e il rafforzamento delle istituzioni afghane.

Karzai: "Ottima strategia contro gli estremismi" "La nuova strategia dell’Amministrazione Obama sull’Afghanistan aumenta le possibilità di successo contro la minaccia del terrorismo e della guerriglia", ha affermato il presidente afgano, Hamid Karzai, affermando che la nuova strategia statunitense sarà di beneficio sia al popolo afgano che all’intera regione. In particolare, Karzai ha accolto con favore l’invio di altri 4mila militari americani che saranno impegnati in compiti di addestramento delle forze regolari afgane.

L'impegno italiano L’Italia invierà 200-250 militari in più in Afghanistan "entro fine giugno" per tre mesi per garantire la sicurezza durante il periodo delle elezioni presidenziali che si terranno ad agosto. Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha spiegato, quindi, che anche l’Italia è pronta a dare il suo contributo dopo la nuova strategia delineata dal presidente Usa Barack Obama.