Al Qaida, il terrorismo in «franchising»

Dalla Spagna all’Asia: ecco quali sono le principali cellule islamiche che seguono i dettami di Bin Laden

L’esercito segreto di Al Qaida in Europa, le brigate del consuocero di Osama bin Laden, i «leoni» kamikaze del Marocco, i tagliatori di teste di Al Zarqawi ed i militanti islamici con gli occhi a mandorla sono i nuovi gruppi, veri o presunti, della galassia del terrorre globale. Dopo l’11 settembre e la disfatta del santuario talebano in Afghanistan, Al Qaida è diventata un’organizzazione terroristica in «franchising». Nuove generazioni di radicali islamici, attratti dall’Irak, si accaparrano il marchio e formano cellule nei Paesi d’origine, o in quelli che li ospitano, come l’Inghilterra. Non hanno collegamenti diretti con Bin Laden, ma ne abbracciano l’ideologia e decidono da soli quando e come colpire. Il primo comunicato di rivendicazione dell’attacco nel cuore di Londra, che non era stato preso sul serio sui forum islamici, portava la firma dell’«Organizzazione segreta di Al Qaida in Europa». Omar Bakri Mohammed, esule siriano a Londra ed infuocato predicatore, nell’agosto dello scorso anno aveva parlato in un’intervista della nuova formazione, «Al Qaida in Europa» sorta a Londra, «ben organizzata e con una forte attrattiva fra i giovani». Infine Bakri aveva rivelato: «So che stanno per lanciare una grande operazione». Lo scorso anno, sul loro sito in Internet, era apparsa la minaccia che l’attacco di Madrid dell’11 marzo si sarebbe ripetuto a Londra. Bakri, dal giorno delle bombe, è sparito ed il telefonino risulta sempre spento.
La nuova rivendicazione di ieri ha riportato alla ribalta le brigate Abu Hafs Al Masri, nome di battaglia di Mohammed Atef, consuocero di Bin Laden ucciso dagli americani nel 2001. Atef sognava che Al Qaida si dotasse di armi di distruzione di massa e nei campi di addestramento afghani faceva compiere test con rudimentali bombe chimiche.
Diventate tragicamente famose con la rivendicazione degli attentati di Madrid del 2004, che hanno provocato 191 morti, le brigate si sono addossate anche la paternità dell’attacco kamikaze contro la sede dell’Onu a Bagdad dell’agosto 2003, in cui morì l’inviato speciale in Irak, Sergio Vieira de Mello e della strage dei nostri soldati a Nassirya. In realtà i due attentati sarebbero stati condotti da terroristi suicidi legati al gruppo terroristico di Abu Musab al Zarqawi, che ha infiltrato suoi emissari in Europa, i quali potrebbero essere a loro volta in contatto con le brigate Al Masri. Gli attentati kamikaze a Casablanca del 16 maggio 2003 furono pianificati da un convertito francese all’Islam, Robert Pierre, alias Abu Abderrahmane, grazie alla cellula composta da 16 aspiranti kamikaze che aveva scelto il nome di «Eterni leoni». La cellula seguiva l’Islam radicale del nuovo gruppo Salafiya Jihadiya, che ha stretti rapporti con il Gruppo islamico marocchino combattente (Gcim) legato ad Al Qaida. Uno degli Eterni leoni che non si era immolato, Abdelaziz Benyaich, preso in Spagna, era in contatto con i marocchini arrestati per la strage di Madrid. La nuova rete del terrore che sta utilizzando il marchio di Al Qaida, ha la sua punta di diamante in Irak. «Unità e Jihad» (Jamaat al-Tawhid wa’al-Jihad), il gruppo originario fondato da Abu Musab al Zarqawi si è trasformato nell’ottobre 2004, nell’Organizzazione di Al Qaida nella terra dei due fiumi, raggruppando le cellule jihadiste più sanguinarie. L’Irak si è sostituito all’Afghanistan come fronte principale che attira aspiranti kamikaze dall’Europa e nuove reclute pronte a rilanciare in patria l’insurrezione islamica.
Una sorte toccata all’Arabia Saudita, patria di Bin Laden, dove la cellula più pericolosa del «comando di Al Qaida nella penisola arabica» si chiamava «brigata Falluja», dal nome dell’ex roccaforte del terrore nel triangolo sunnita in Irak. Il capo di Al Qaida in Arabia Saudita, Saleh al Oufi, è un ex poliziotto che nel frigorifero di uno dei suoi covi teneva la testa di Paul Johnson, il dipendente della Lockheed rapito e decapitato dai terroristi.
La nuova piovra che si riconosce nell’ideologia di Al Qaida ha espanso i suoi tentacoli anche in Estremo Oriente, grazie alla Jemaah Islamiyah. I suoi militanti hanno fatto saltare in aria quasi duecento persone a Bali nel 2002. L'obiettivo finale è la creazione di un califfato fondamentalista che comprenda l'Indonesia e le Filippine.