Quando il male ha il volto di un angelo

Anna Maria sembra uscita da una bottega d’arte del Rinascimento. Botticelli come lei. Il viso da madonna fiorentina, illuminato dalla luce dell'amore spirituale, potrebbe essere la Venere che nasce o la Primavera vestita di fiori. Solo le mani hanno qualcosa di strano. Sono mani sporche di sangue. Amarilli invece è poesia allo stato puro, l’angelica pastorella cantata da Teocrito nell’Idillio e da Virgilio nelle Bucoliche. Amarilli, cioè Splendente, Brillante. Un nome perfetto per nascondere angoli bui come la notte, cose che nessuno deve sapere.
Guardatele bene. Le nuove Dark lady della nera non hanno più lo sguardo allucinato di Doretta Graneris, l'aria sinistra di Rina Fort, il viso di pietra di Gigliola Guerinoni. Hanno la faccia pulita, da bambina, senza un filo di trucco, ragazze della porta accanto, si dice ogni volta, maledettamente carine. Sembrano tutte figlie di Elisa di Rivombrosa, hanno la bellezza che va di moda adesso, tre metri sopra il cielo o nelle notti prima degli esami, sembrano tante Laura Chiatti, Cristiana Capotondi, Martina Stella. Ma con sorrisi senza innocenza e un malessere dentro che non va via. Una volta si faceva presto a capire di chi diffidare, quella lì ha una faccia che non mi piace, si diceva. Adesso invece quelle facce piacciono da matti. E non ti puoi fidare nemmeno di tua sorella. «Una ragazzina timida e dai grandi silenzi» ricorda Daniel, primo fidanzato di Erika De Nardo, «una ragazzina tranquillissima, brava e studiosa» dicevano i compagni di scuola di Amarilli Caprio. E quando al carcere di Monza arrivò Elisabetta Ballarin, la bella delle Bestie di satana, le guardie restarono incantate: «Sembrava una bambina, fai una bella fatica a pensare che sia un'assassina». Angeli all'apparenza ma chissà con che inferni nascosti dentro, Lucifero in fondo era un angelo pure lui.
Prendi Anna Maria Botticelli. Studiava psicologia, alunna modello, la prima della classe. Aveva un’amica del cuore, Mariena Sica, bella come lei, ma il suo contrario fisico, e un modo crudele di ammazzare il tempo. Nadia Roccia fu attirata in garage con la scusa di una tesina sul ruolo degli anziani nella società antica, la strangolarono per gioco, perché non sapevano cosa fare del pomeriggio. Anna Maria disse che quell’omicidio gliel’aveva ordinato un sogno, gridò, alternando lacrime e risate, che non era colpa sua se quel gioco era sfuggito di mano. Ingenue e feroci. Ma molti si innamorarono di quell’incantevole orrore.
Elisabetta Ballarin invece aveva studiato dalle Orsoline prima di trovare un posto da commessa in un Duty free della Malpensa, Gianni Brera, amico del papà, aveva soprannominato Lillybeth quell’amore di bambina dagli occhi blu. Tutto in ordine, tutto a posto, tranne il fidanzato, Andrea Volpe, capo delle Bestie di satana, dieci anni più di lei, pieno di tatuaggi e di idee fuori di testa, uno che più di lei amava il diavolo e i pitoni. Elisabetta l’avrebbe aiutato a seppellire Mariangela Pezzotta che lui aveva finito a badilate. Respirava ancora. Eppure sono in tanti ora a sospirare per Elisabetta. O prendi Amarilli Caprio. Lavorava in un call center e scriveva poesie, una è persino entrata in un’antologia: «Voglio volare con ali di cera» stringendo «forte la mano dell’Icaro mio impazzito». Una come tanti, che non dava troppa confidenza, con un piccolo piercing al naso, carina da morire. Ma nel giro la chiamavano la compagna Capri, il suo compito era arruolare brigatisti rossi. Chi poteva mai sospettare di quel viso senza trucco e senza inganno?
Ragazze straordinariamente normali, come se il male fosse una cosa straordinaria, ma sarà forse normale strangolare l'amica del cuore nel garage, o seppellirla ancora viva, o finire il fratellino a coltellate nella vasca da bagno, sarà forse normale diventare Bestia di satana o Brigate rosse, o la donna del capo della Uno bianca, come Eva Mikula. Ma il male e il bello, peggio se mescolati, emozionano, fanno paura, scatenano fantasie. Per questo questi angeli dalla faccia sporca hanno eserciti di fans innamorati: nessuno in carcere riceve tante lettere come loro, scritte a penna, in bella scrittura e chissenefrega degli sms. Compresa l’ultima arrivata, Amanda Foxynoxy, bugiarda, esibizionista, sciupamaschi e chissà adesso cos'altro.
Suicide perfette anche se in tutto questo fare male e farsi male c’è anche un po' di tenerezza vera. Anna Maria lotta con la sclerosi multipla a placche, sorride a volte a qualcosa che nessuno può vedere, Elisabetta si innamora delle voci che sente durante l'ora d'aria del maschile «e mi manca il mare e le coccole di mia mamma», Erika De Nardo sogna una vita normale «e magari farmi una famiglia». Bella come mai, crescendo è diventata il ritratto della mamma. Perché il male cambia sempre faccia, a volte prende persino quello della vittima. O forse è solo il bene che ritrova la propria.