Quando il pesce è protagonista

(...) ci sono tutti, dall’approfondimento dei temi in discussione all’importanza dei partecipanti, all’autorevolezza unita all’entusiasmo dei maggiori sponsor istituzionali e privati: Regione, Camera di commercio, Fondazione Carige, oltre alla stessa Fiera di Genova, all’Acquario e a Costa Edutainment. E naturalmente a Slow Food, la creatura di Petrini che ha dato l’abbrivio all’iniziativa. Anche quest’anno, comunque, la favola (vera) di Slow Food parte da: «C’era un mare di pesci...», per raccontare convegni, incontri, laboratori e degustazioni che approfondiranno i temi della produzione ittica sostenibile, degli ecosistemi acquatici e del consumo responsabile relativo al mare. Non basta: la manifestazione, a cadenza biennale, intende anche rappresentare una significativa occasione di dibattito sul futuro del Mediterraneo, soprattutto in considerazione delle norme più restrittive sulla pesca che entreranno in vigore nel 2010 per i Paesi comunitari.
Centrale, in ogni evento targato Slow Fish, sarà il ruolo giocato dall’educazione del gusto, attraverso le buone pratiche da adottare per aiutare il mare, il mercato, i presidi del mare, le comunità del cibo, i laboratori dell’acqua e quelli del gusto. Fra le novità di quest’anno, il «personal shopper», l’esperto che accompagna i visitatori tra i banchi del mercato; l’«Alice nel mare delle meraviglie», spazio dedicato alle scolaresche dove si impara a riconoscere il pesce azzurro e non solo; «Gusto o sbagliato», percorso per i più piccoli alla scoperta dei cinque sensi, e infine «Pensa che mensa», sul tema della ristorazione scolastica. «Quando cominciammo questa avventura, nel 2004 - ha ricordato ieri il presidente della Regione Claudio Burlando -, i temi sulla piccola pesca, il consumo sostenibile, la difesa dell’ambiente sembravano solo romantici. Ora le idee di pochi sono diventate le idee di tanti e il mondo si dimostra più aperto ad accettare l’abbinamento tra sviluppo e sostenibilità. La Liguria ha investito molto su questi argomenti, attraverso scelte di tipo economico e politico, e siamo convinti che manifestazioni come Slow Fish possano aiutare anche le amministrazioni locali ad affrontare il momento di crisi».
Tanto basta per tenersela stretta, questa iniziativa, tacitando le sirene degli altri mari che vorrebbero accoglierla a braccia e portafogli aperti. «Ma Slow Fish deve restare qua. Punto - replica Margherita Bozzano, assessore regionale al turismo -. Genova è la sua sede naturale». Che suona come una constatazione e - forse - anche come appello.