Ma quante sono le auto blu? A Brunetta non tornano i conti

Escludendo le «targhe speciali», ad esempio le auto delle forze dell’ordine e le ambulanze, in giro per le strade del Paese, ci sono 90mila automobili pagate dai contribuenti. Stima prudenziale, ma abnorme se è vero gli Stati Uniti ne hanno in tutto 70mila e la Germania 54mila, come hanno osservato il Codacons - che su questa base presenterà un ricorso alla Corte dei conti - e l’Adoc. La cifra uscita da Palazzo Vidoni sembra ancora più consistente se si mette nel conto che, tra le realtà escluse dal censimento, ci sono tutte le società pubbliche. Comprese le Poste e la Rai che ha da poco deciso una dieta del 50 per cento al benefit motorizzato fino a ora concesso anche a direttori e conduttori.
Nel dettaglio, Brunetta ha specificato che le vetture a disposizione dei politici - «auto blu-blu» le ha chiamate - sono circa 10mila; quelle con autista a disposizione dei dirigenti e alti burocrati - «auto blu» - 20mila. Restano 60mila «auto grigie», che risultano essere nei garage della Pa, ma senza autista. Tante. Troppe. «Un parco macchine non ben definito», ammette Brunetta, convinto che in molti casi nascondano auto blu vere e proprie.
Il ministero ha censito anche gli autisti blu. Sono in tutto 40mila, in media 1,4 per ogni vettura pubblica. Ogni 80 lavoratori pubblici, quindi, c’è un autista.
Consistenti anche i costi. Ogni auto, blu o grigia, pesa sui bilanci pubblici 3.300 all’anno solo di benzina e bollo. In tutto 99 milioni di euro all’anno. Ma anche in questo caso la stima è per difetto visto che si riferisce alla sola gestione: benzina a bollo. È esclusa ad esempio la spesa in conto capitale per le vetture (249mila di proprietà e 35mila a noleggio) e il costo degli autisti, che dovrebbe superare nel complesso gli 800 milioni di euro all’anno. In altre parole, leggendo tra le righe i dati del ministro, viene fuori che spostare comodamente travet, sindaci, governatori e assessori, costa agli italiani una cifra compresa tra il miliardo e il miliardo e mezzo di euro all’anno.
Non sorprende la prudenza delle amministrazioni molto reticenti nel rispondere. Solo una su quattro ha aderito all’appello, ma rappresentano più del 40 per cento dei dipendenti pubblici. Quindi il campione per arrivare al «numero magico», assicura il ministro, è valido. Tra quelli che non hanno risposto spiccano le Regioni. Solo 5 su 20 hanno risposto. Tra i volonterosi che hanno aderito all’invito di Brunetta non mancano casi curiosi. Qualche assaggio dell’operazione trasparenza: il Comune di Torino possiede 375 auto grigie, 17 auto blu-blu e 8 auto blu. La Provincia di Brescia 69 auto grigie, 4 auto blu e un’auto blu blu. Anche il Comune di Potenza sembra non badare a spese: sono 58 le auto grigie, 20 quelle blu e tre blu blu. Spicca anche il dipartimento di ingegneria dell’Università di Perugia, con 5 vetture con autista in uso esclusivo, le 13 della Federazione italiana scherma, le due dell’Istituto Nazionale per studi ed esperienze di Architettura navale o le 14 dell’Università del Sannio.
AnS