A Quarto niente servizi, arriva solo cemento

Un cubo di 5 piani al posto della fabbrica Til Fischer, in via Antica Romana di Quarto. È quello che sarà costruito, in barba ai propositi di non cementificazione, dopo che il consiglio comunale ieri pomeriggio ha votato e approvato la variante al Puc proposta dalla giunta. Stando al piano urbanistico comunale, infatti, quell'area dismessa, doveva essere destinata a servizi. Ora, sarà destinata ad un edificio residenziale. Una votazione su cui il consiglio si è spaccato: la pratica è passata con 20 sì della maggioranza, ma tra i 6 no ci sono anche quelli di Bruno (Rifondazione), Burlando (Sel), Cappello e Bernabò Brea (Misto) oltre a quelli di Piana (Lega Nord) e Guido Grillo (Pdl). Astenuto il Pdl insieme ad Arvigo (Altra Stagione) e Del Pino (Sel). Un presente non votante, Nacini (Sel).
926 firme raccolte in pochi giorni. E la minaccia di scendere tutti in strada «per dimostrare che se gli abitanti di circonvallazione a monte vanno in macchina, si blocca tutto». Parola di Lilli Lauro, consigliere comunale del Pdl, che in aula Rossa a palazzo Tursi ha affrontato l'annosa questione dei lavori sulla funicolare Sant'Anna. A lei, e a Emanuele Basso, capogruppo dell'Altra Genova, l'assessore Paolo Pissarello ha spiegato che i lavori stanno procedendo come previsto: «Saranno finiti a gennaio, secondo le previsioni di Amt». «Sarebbe importante che venisse messo a punto almeno un servizio sostitutivo - osserva ancora Lauro-, un pulmino su cui poter contare. Magari da aspettare alla fermata, ma che ci sia. Adesso, a Castelletto si viaggia tutti compressi sul 36».
«Quello di Fegino è un nodo complesso» dice l'assessore ai lavori pubblici, Mario Margini, in merito al cantiere delle ferrovie. «I lavori, di competenza delle Ferrovie, avanzano lentamente per alcuni problemi di appalti - spiega Margini -, ma oltre ai lavori sulla linea, in quel punto è da ripensare tutto il piano di bacino. Per quanto ci riguarda, abbiamo iniziato la parte dei lavori sull'alveo del torrente nella parte bassa. È una zona che si è allagata già più volte, il punto è evitare che vi si accumuli altro materiale».