Quei bimbi liguri mendicanti nella Londra dell’Ottocento

Quando furono pubblicate, nella prima metà dell’Ottocento, furono prese subito come pagine di un romanzo, lontano mille miglia dalla realtà. E invece, in quelle pagine che raccontavano di Oliver Twist e delle sue vicende in un’Inghilterra opulenta (per alcuni) e misera (per molti, tra cui troppi bambini), Charles Dickens mostrava nient’altro che la fotografia spietata della vita quotidiana. Ebbene, ora si scopre che c'erano anche parecchi bimbi liguri tra quelli costretti a mendicare a Londra nell'Ottocento, sfruttati e ridotti in schiavitù come Oliver Twist da suonatori e mercanti ambulanti che se ne impadronivano facendoseli cedere dalle famiglie più misere. Alla loro vita drammatica e durissima è dedicato Nanin, Oliver Twist alla ligure, che giovedì prossimo, 10 luglio, a Genova, in piazza San Matteo, aprirà il festival estivo di Lunaria Teatro, con repliche l'11 e il 12 e un'ampia circuitazione sul territorio. L’iniziativa è promossa dalla Provincia di Genova che ha deciso di figurare fra gli enti sostenitori del festival anche in considerazione dell’alto valore morale e sociale della testimonianza.
Nanin, con la regia di Daniela Ardini, è ispirato alla ricerca dello storico Giorgio «Getto» Viarengo che riporta anche la relazione del deputato Guerzoni nel 1872 «sul turpe traffico di fanciulli che padri snaturati e tutori fedifraghi gettano nelle braccia di luridi mercanti perché siano sfruttati in servili mestieri e in abiette palestre sui trivi delle grandi metropoli del mondo; vera forma rediviva di schiavitù creduta sepolta, vera tratta di bianchi in pieno secolo XIX». Lo stesso parlamentare nella riunione della Commissione Grazia e Giustizia che discuteva il progetto di legge, poi approvato con quindici articoli, per arginare la piaga di questo mercato umano della miseria, indicava i luoghi dove il problema era maggiore. Con espressioni che toccano profondamente l’animo: il principale bacino della servitù infantile - è la testimonianza che si apprende dalla relazione - operava in alcuni villaggi della riviera ligure e dell'Appenino Apuano, come Santo Stefano d'Aveto, Borzonasca, Varese Ligure, Cicagna, e i dintorni di Chiavari nel Genovesato. La metà di questi bambini schiavi moriva, e solo il venti per cento riusciva a tornare dagli incubi di questa forzata emigrazione.
E qui si intrecciano storie individuali di cui si è venuti a conoscenza anche molto a distanza. Tra i minori oggetto di questa sorta di turpe traffico di esseri umani indifesi c'erano anche delle bambine, come Anna Bacigalupo, nata a Chiavari e morta tredicenne in un ospedale di Londra «vittima del suo padrone a cui era stata affidata dai propri genitori» e affetta «da malattia infame», come il pudore del console italiano definiva la sifilide contratta dalla ragazzina costretta a prostituirsi.
Lo spettacolo che ricorda adesso tutti questi bambini, appunto Nanin, sarà rappresentato anche nella Villa Rocca di Chiavari il 31 luglio, a Uscio il 5 agosto, a Velva di Castiglione Chiavarese l'8 agosto, a Vallenzona di Vobbia il 14 agosto e a Calvari di San Colombano il 4 settembre, in occasione dell'Expo Fontanabuona.