Quei giocattoli da collezione

Nella selva dei mille giocattoli per i bambini c'è un'unica legge. Quella della pubblicità. Qualcuno potrebbe inventare la bambola o il mostro (i maschi sotto gli 8 anni è questo che vogliono) più originale e rivoluzionario del mondo: senza un passaggio in tv, rimarrebbero sugli scaffali dei negozi. Perché i piccoli e (molto) voraci consumatori di oggi sono più che mai soggetti allo strapotere del piccolo schermo. Certo, poi il successo è un'altra cosa. E allora capita di entrare in un qualsiasi negozio di giocattoli e di trovarsi in mezzo a due fazioni. Gormiti da un parte, Winx dall'altra. In mezzo, una miriade di giochi che cercano di sopravvivere alla dittatura dei due nuovi leader del favoloso mondo dei bimbi dai tre ai sette-otto anni.
Scaturiti dall'immaginazione di Leandro Consumi, 35enne brand manager di Giochi Preziosi, gli abitanti dell'isola di Gorm sono diventati un fenomeno mondiale, basandosi su concetti semplici come la natura mixata ai poteri magici e l'eterna lotta fra il bene e il male, fra i mostri buoni e quelli malvagi. Natura e magia, bene e male tornano anche nella storia delle Winx e ne hanno sancito il successo, anche se ambientazioni e personaggi sono agli antipodi di quelli dei Gormiti. Concepite dalla fantasia di Iginio Straffi e Don Lamberto Pigini, duo inusuale a capo di Rainbow, studio di produzione di Loreto, nelle Marche, le Winx frequentano corsi di magia, si innamorano e fanno shopping, vivono una vita normale ma fatata e piacciono per questo. Con la loro bontà e il loro glamour, hanno superato anche le streghette americane Witches. Per una volta, dunque, dopo anni di dominio americano e nipponico, è la rivincita del made in Italy. Per fortuna, però, non sono solo mostri e fatine a tenere in pugno i giovanissimi consumatori. Così, come raccontano da uno degli storici negozi di giocattoli di Milano, per i maschietti dopo i Gormiti, ci sono Power Rangers (qualche anno fa primi in classifica) e supereroi. Primo fra tutti Batman, che nei prossimi mesi avrà ancora più successo grazie al film appena uscito nelle sale. Alle bambine, invece, oltre alle Winx (che come i Gormiti, hanno lanciato una serie infinita di accessori: dal palmare alla macchinetta per fare i tatuaggi ad acqua), piacciono le Fashion Polly, versione in miniatura della più anziana Barbie.
I SEMPREVERDI
Alcuni giochi però non hanno bisogno di farsi pubblicità. Sono da tempo oggetti rari e adesso entrano nel mondo dei collezionisti. C’è chi fa follie per loro: aste, spese folli, forum su internet: bisogna averli e chi ne ha ancora conservato qualcuno a casa sa di avere con sé un piccolo tesoro. Ecco che allora i mattoncini di Lego con i quali fra gli anni '80 e i '90 sono cresciute intere generazioni, hanno ancora il loro mercato fra gli appassionati, proprio come succede con i Playmobil. Altro pilastro dell'infanzia è il Cicciobello. Con le dovute modifiche (ad esempio è stato tolto dal mercato il Cicciobello di colore), il bambolotto-bebè resta uno dei più richiesti, specie a Natale. Fra gli intramontabili c'è anche la Barbie, che negli ultimi anni è pure resistita (anzi l'ha oscurata) alle insidie della rivale, la più trasgressiva Bratz.
I REVIVAL
Dato che la storia è fatta di «cicli e ricicli», anche nel mondo dei giocattoli, come nella musica e nella moda, ci sono i revival. Dopo il ritorno di uno dei simboli degli anni '80, il cubo-rompicapo di Rubik, ecco che si rivedono anche Puffi e Barbapapà. Se il cubo è stato rilanciato grazie al primo film americano di Gabriele Muccino, «La ricerca della felicità», i Puffi sono tornati alla ribalta per il loro 50esimo compleanno, Barbapapà perché ha spento 30 candeline. Chi sarà il prossimo? Magari il leggendario Big Jim.
I CLASSICI
I giochi di società stanno al tempo libero come il tubino nero sta al guardaroba. Vanno bene per ogni occasione, li amano i bambini, ma ci possono giocare anche i grandi. Insomma, sono un classico che va sempre, oltre che un collante per le famiglie. Che siano Scarabeo o Trivial (solo per citarne due), negli anni non sono cambiati. Gli unici ad aver assunto nuove forme e contenuti sono quelli legati alle trasmissioni tv. Ieri c'era il Rischiatutto, con i «cicalini» in latta, oggi c'è Passaparola. Certo cambiano le atmosfere, e i nuovi quiz hanno meno fascino, ma il concetto è lo stesso. Un altro classico, tanto amato da figli e genitori, sono i peluche. Loro non passeranno mai di moda. E le automobiline. Che siano in miniatura o telecomandate.
I TECNOLOGICI
Castelli, soldati, supereroi e mostri. Un mondo fatato destinato a svanire di colpo dopo gli otto, massimo i nove anni. Perché poi i bambini crescono, e le esigenze cambiano. E allora verso gli undici non c'è preadolescente - maschio o femmina che sia - che non abbia in casa una Playstation o un Nintendo Ds. Una consolle la prima, una sorta di mini computer tascabile il secondo, diventano i compagni inseparabili di ogni giornata, complici i mille giochi che si possono installare (l'ultimo targato Nintendo è dei Pokemon). Alienanti? Forse, però non dimentichiamo che già un tempo c'erano i videogiochi e che negli anni '70-'80 impazzavano i flipper. Certo, vuoi mettere una partita a Subbuteo, o al calcetto dell'oratorio?