Quel «bacio celeste» tra Venere e Giove

Congiunzione astrale tra i due pianeti più luminosi del sistema solare. Ma tra loro c’era anche un «intruso»: la stella Alpha Virginis. Il fenomeno visibile anche senza l’uso del telescopio

Nino Materi

Era stata annunciata come una vera e propria «love story», ma in realtà si è trattato di una rapida «effusione»: di quei «flirt» che non fai in tempo a iniziare, che li hai già dimenticati. Il mese di settembre è cominciato infatti con un romantico bacio nell’ora degli innamorati: il tramonto. A scambiarselo non c’erano però due fidanzati, ma due pianeti: Venere e Giove, i più luminosi del sistema solare; per qualche ora tanto vicini da sfiorarsi. O almeno così ci è parso di vedere a occhio nudo. Già, perché il fenomeno - alla fine - si è dimostrato meno eclatante di quanto fosse stato annunciato alla vigilia del rendez-vous celeste.
Venere e Giove, che nei nomi ricordano le antiche divinità della Bellezza e della Guerra, da tempo si stavano avvicinando l'uno all'altro, in una sorta di «corteggiamento» astrale che proprio nei primi giorni di settembre ha toccato il culmine. I due pianeti, infatti, si sono avvicinati ogni giorno di un grado e, finalmente, il primo settembre abbiamo potuti guardarli in tutto il loro splendore, per poi vederli di nuovo allontanare, «come nel più classico dei finali dei melodrammi di un tempo».
Per un attimo, accanto a Giove e Venere, ha fatto capolino anche Spica, l'astro più bello posto alla base della costellazione della Vergine, «come a suggellare - sottolineano gli astrofili dal cuore tenero - da buon testimone, la promessa d'amore dei due pianeti». Anche Spica, comunque, ha contribuito a rendere lo spettacolo più suggestivo: chiamata anche Alpha Virginis, è tra le 15 stelle più luminose di tutta la volta celeste. Per vederla è bastato puntare gli occhi su Venere e poi scendere con lo sguardo verso il basso, «come a voler seguire, non a caso, la scia luminosa di un ipotetico mantello che protegge la bella Venere da occhi indiscreti».
«Un fenomeno particolarmente bello da osservare, come ogni congiunzione tra pianeti, ma non così raro come sembrerebbe. Giove e Venere si sono avvicinati infatti in una congiunzione che non è stata straordinariamente stretta», spiega Emilio Sassone Corsi, presidente dell'Unione Astrofili Italiani (Uai) che riunisce i maggiori appassionati ed esperti di astri e pianeti del nostro paese.
«L'estate - scherza Corsi - è tipicamente una stagione durante la quale, si sa, piace particolarmente stare con il naso all'insù e sbirciare la volta celeste. L'attenzione mediatica dedicata a questo evento è forse dovuta a ciò. Tengo però a sottolineare che non sarebbe corretto parlare di una congiunzione astrale come di un fenomeno astrologico. Gli occhi puntiamoli al cielo, ma i piedi piantiamoli per terra. Questo fenomeno non avrà assolutamente nessun effetto sulla nostra vita di tutti i giorni».
«I due pianeti, tra l'altro - spiega il presidente dell'Uai - sono vicini solo ai nostri occhi. Un caso esemplare di illusione ottica. Giove dista dal Sole 5 volte la distanza Terra-Sole, circa 750 milioni di kilometri dal sole. Venere invece dista 100 milioni di kilometri dal sole, ma dal lato opposto». L'evento, come già detto, è stato reso più peculiare dalla presenza di un altro elemento, vale a dire dalla presenza della stella Spica. «Una stella molto luminosa, di prima magnitudo, la più luminosa della costellazione della Vergine». In passato altre congiunzioni più strette tra i due pianeti hanno provocato reazioni emotive, fino ad arrivare a scambiare i due astri per una coppia di Ufo.
«In realtà - conclude Emilio Sassone Corsi - le congiunzioni tra pianeti rappresentano essenzialmente uno spettacolo suggestivo ed una occasione particolare per godersi delle bellissime immagini al crepuscolo. Il che, comunque, di questi giorni non è poco».
I «baci» - quelli veri - lasciamoli agli umani.