Quel futuro certo e luminoso per i ragazzi di San Patrignano

Un'intera giornata a San Patrignano in occasione per il We Free Day. Un continuo incontro con uomini e donne coraggiosi che nella comunità fondata da Vincenzo Muccioli sono rinati e hanno trovato lo spazio per un futuro migliore

Rimini - Prima di tutto San Patrignano è un mosaico di volti. Volti di donne e uomini coraggiosi il cui desiderio per qualcosa di più grande gli ha fatto vincere una sfida altrimenti insostinibile. Persone in carne e ossa che ti accolgono tra le viti appena vendemmiate e le distese di verde sulle quali corrono i cavalli. 

"La droga è qualcosa che minaccia sempre più da vicino i ragazzi, in mezzo ad una indifferenza sempre maggiore di istituzioni e famiglie". Con queste parole Andrea Muccioli ha aperto i lavori del We Free Day, un'intera giornata interamente dedicata ai giovani e al contrasto di quel cancro chiamato droga. "E' ora di finirla e di svegliarsi, in Italia si spendono pochi soldi per la prevenzione. Anche perchè si sta diffondendo un atteggiamento di tolleranza e di non pericolosità". Nella durezza delle parole del figlio di Vincenzo Muccioli, padre di San Patrignano, c'è tutta la sfida a un male che si combatte a fatica, ma che in questa comunità hanno imparato a sconfiggere. "Lo batti con l'amore per te stesso - mi ha raccontato ieri Massimo - un amore che poi si trasmette in tutte le cose che fai".

Sono arrivato a San Patrignano per moderare un forum insieme a Linus e a Angelo Langè, lo sbirro anti-droga di Cocaina. Ero pronto a portare tutta la mia "esperienza" in qualità di redattore del Giornale.it e di autore del romanzo Unhappy hour. Così non è stato. Dopo pochi minuti, in giro per la falegnameria, le classi, la cantina dei vini ho subito capito che era San Patrignano a insegnarmi che un futuro migliore per quei ragazzi divorati dalla droga esiste e si può toccare con mano. 

Massimo ormai ha tre figli. Orgoglioso del maggiore mi mostra pure una foto col cellulare. Massimo ce l'ha fatta, ha vinto la sfida. E con orgoglio mi racconta di quando Vincenzo l'ha accolto a San Patrignano e gli ha dato la possibilità di rinascere. E' Massimo a portarmi in giro per la comunità, a mostrarmi - con fierezza - il lavoro che i 1500 ospiti della comunità portano avanti ogni giorno. Dai mobili costruiti in falegnameria alle viti che producono un ottimo vino, dall'olio agli uffici di grafica. "Quando Vincenzo ha iniziato - mi racconta Massimo - aveva già tutto in mente. Ora che Andrea l'ha preso in mano, San Patrignano cresce con la stessa velocità con cui si aggiornano i computer". 

Appuntamento centrale della giornata è stato proprio un simbolico abbattimento di un immenso muro fatto di droga. A tirare giù i mattoni della morte c'erano i ragazzi della comunità, lo stesso Andrea Muccioli, il ministro della Giustizia Angelino Alfano, il sindaco di Milano Letizia Moratti e alcuni esponenti dell'esercito colombiano. Mattone dopo mattone è venuto giù tutto. Uno spettacolo rincuorante. "Il problema droga è una sfida globale che richiede una risposta globale - ha spiegato Alfano - il Paese paga per la tossicodipendenza un costo in termini di processi, situazione detentiva, sicurezza sociale e assistenza, ma la somma di questi quattro costi non è nulla rispetto al costo più grande in termini di infelicità, al rischio di una generazione di giovani declinante, sempre più incapace di sperare".

Dipende da noi. Questo lo slogan della giornata. Uno slogan che mi è stato proprio chiaro nel parlare con le persone che ieri si sono lasciate conquistare da San Patrignano. Quando Monica parla della comunità, le si illuminano gli occhi. Sebbene non viva più qui da anni, sa che questa sarà sempre la sua famiglia. "Un grande analista di Standford mi dava per spacciata - racconta Monica - qui, invece, mi hanno accolta e ora sto benissima". Rinata.

I ragazzi della comunità lavorano. Infaticabili. Nella cucina su tre piani preparano un pranzo eccellente: futuri chef. Nella segheria disegnano e costruiscono mobili robusti e di designa: futuri falegnami. Nella cantina vendemmiano e imbottigliano vini prelibati: futuri viticoltori. Perché San Patrignano regala proprio questo ai ragazzi: un futuro.