Quel ministro diventato giardiniere

Luciana Caglio

A pari titolo, come tiene a precisare il protagonista di questa doppia carriera, divisa fra Parlamenti e aiuole. Da entrambe le attività, condotte parallelamente con passione e impegno, ha ricavato un appagante prestigio internazionale. «Sono cresciuto come politico e come giardiniere, un abbinamento che appartiene alla tradizione inglese. In Gran Bretagna, e soltanto qui, può succedere che un ministro, occupato con il taglio delle rose, faccia sapere al suo “premier” di richiamarlo più tardi».
L’episodio, che risale alla fine degli anni ’50, quando Peter Smithers faceva parte del governo, allora presieduto da Harold MacMillan, è rievocato nelle pagine del libro autobiografico L’avventura di un giardiniere, che sarà presentato, domani, a Lugano da Paolo Pejrone. In Ticino, a Vico Morcote, dove si stabilì nel 1969, sir Peter Smithers ha infatti trovato il luogo ideale per realizzare un parco botanico, oggi centro di studi naturalistici e attrazione turistica di grande pregio. Ma non fu, e l’autore lo sottolinea, «un hobby da pensionato perché giardiniere si nasce», bensì lo sbocco logico di una passione, sempre coltivata con scrupolo scientifico: a fianco del lavoro politico, lungo le tappe di un brillante cursus honorum, conclusosi con la carica di segretario generale al Consiglio d’Europa. Proprio sulle rive del Ceresio, doveva individuare le condizioni climatiche adeguate al trapianto di piante esotiche e a ibridazioni da cui sono nate specie rare e nuove. Tutto ciò sotto il suo occhio, incuriosito e competente, di giardiniere e di fotografo, che da quest’esperienza ricavò le osservazioni e le immagini, consegnate a un volume, pubblicato nel 1985 dalla Royal Horticultural Society e adesso tradotto in italiano.
Il giardinaggio, tuttavia, non ha soppiantato la politica. Nella sua abitazione di Vico Morcote, che, costruita sopra un torrente ricorda la casa della cascata di F.L. Wright, - «Anzi è più bella e più solida», osserva orgogliosamente -, sir Smithers non vive in esilio: «La Svizzera neutrale è un osservatorio privilegiato per seguire gli eventi mondiali, in cui mi sento coinvolto. Dopo l’11 settembre ho scritto una riflessione sulle conseguenze del terrorismo». Insomma, una vita piena e partecipe, a 92 anni. Questa l’età, insospettata, di Smithers.

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