Quella sintonia

Vi è una sintonia tra la vigorosa affermazione del cardinale Bagnasco al Meeting di Rimini sul carattere di Chiesa di popolo del cattolicesimo italiano e il dialogo tra i ministri del governo Berlusconi e quello del governo ombra del Partito democratico a Firenze.
La Chiesa italiana ha seguito sia il tema della evoluzione della Lega Nord che quello della sinistra italiana con grande attenzione per il vincolo spirituale e storico che essa ha con l’Italia, con la sua identità e con la sua unità. In particolare la nascita della Lega Nord creò un grave problema per la Chiesa, perché il movimento di Bossi nasceva dalle terre di più intensa partecipazione politica e culturale cattolica, ma in opposizione alla Democrazia cristiana e all’unità politica dei cattolici attorno ad essa praticata dalla gerarchia. I momenti più duri della contrapposizione tra Lega Nord e Chiesa cattolica italiana avvennero quando la Lega abbandonò nel ’94 l’alleanza con Berlusconi e sostenne una maggioranza con la sinistra. In quegli anni apparvero il separatismo e il celtismo nella loro forma più radicale.
Oggi il Pd e la Lega dialogano dopo la definitiva vittoria di Berlusconi alle politiche e trovano una base di intesa sul tema delle differenze territoriali ma nell’unità dello Stato e della nazione.
L’opera di Berlusconi ha realizzato le basi di un dialogo di unità della nazione tra forze contrapposte radicalmente tra di esse.
Forse quello che si intende per seconda Repubblica è proprio il passaggio dalla asprezza del conflitto a una prospettiva di ridefinizione della nazione. Berlusconi, assumendo su di sé il peso di tutto lo scontro, tanto che egli è escluso intenzionalmente dal confronto con il Partito democratico a Firenze ed è oggetto di una raccolta di firme contro di lui, ha creato il clima di un confronto sul cambiamento della forma di Stato e di governo, cominciando dalla base cioè dal problema fiscale, oggi il più avvertito.
Il presidente della Conferenza episcopale ha già ricevuto il ministro degli Interni e ascolterà da Bossi il progetto di riforma fiscale. Ed è in questo clima che egli vede il raggiungimento di quell’unità popolare e nazionale in cui la Chiesa di popolo vive la sua vita e la sua testimonianza.
Bagnasco ha parlato al convegno di Rimini, che ha la sua cultura fondante di don Giussani in Comunione e Liberazione, ed è il movimento ecclesiale che ha più sentito della vocazione del cristiano a impegnarsi nella politica in riferimento a valori naturali e storici come appunto la nazione. Il dialogo è ora agli inizi e avviene nel quadro di una grave difficoltà per il Paese, dovuta alla crisi finanziaria e alla tensione internazionale.
Il ruolo dello Stato nazione appare evidente in un tempo in cui la sicurezza civile ed economica appare così significativa.

bagetbozzo@ragionpolitica.it