Ma questa sentenza è un no alle nozze

La Cassazione dice una cosa chiara che sarà snobbata. E cioè: «No alle nozze gay». Ecco: oggi vedrete sintesi ardite che di fatto sosterranno il contrario. Invece la questione in fondo è molto semplice: la Suprema Corte ha sentenziato ieri la necessità di allargare la gamma dei diritti per le coppie omosessuali. Senza specificare quali, ma parlando genericamente del diritto a una vita familiare. Giusto. In fondo è un’ovvietà: la società cambia e codici e norme vanno aggiornate. Fatti salvi i principi, tipo le differenze di genere, è legittimo e spesso sacrosanto che il legislatore si adegui.
I gay esistevano da sempre, ma prima di nascondevano. Ora no e il Parlamento ne deve tenere conto: non è giusto, per esempio, che un gay non possa accedere al reparto ospedaliero nel quale è ricoverato il compagno, perché i regolamenti spesso prevedono solo l’ingresso dei familiari. Banale, certo. Eppure fondamentale.
Allora che fare? Anche qui per sintetizzare, basterebbe che il Parlamento metta mano alle successioni, allargando la possibilità di lasciare in eredità una parte consistente del proprio patrimonio anche fuori dalla cosiddetta legittima (fatti salvi i diritti inalienabili di eventuali figli). Più libertà per tutti e quindi anche per i gay. Stesso criterio per la pensione di reversibilità. Perché non inserire la possibilità di lasciarla a un terzo, quindi a un compagno o a una compagna?
Questo avrebbe due effetti positivi:
1) allargherebbe i diritti delle coppie omosessuali. Concretamente e non idealmente. Perché lo Stato può entrare nelle norme, non certamente nell’emotività.
2) Concedere legittimamente più diritti dimostrerà che quella per le unioni omosessuali, purtroppo per tutti (a cominciare dai gay) non è una lotta di civiltà ma ideologica. Accadrà, infatti, che chi chiede in maniera scomposta più diritti, non si accontenterà: vorrà le nozze a tutti i costi, per vincere una battaglia di posizione.
A quel punto cadranno molte bugie e moltissimi interessi nascosti dietro il paravento della libertà individuale.