«Questa sinistra vuole spaventare gli intellettuali»

Il comitato indipendente coordinato da Peppino Orlando, cattolico, storico esponente della sinistra, oggi deciso a sostenere i candidati Enrico Musso e Renata Oliveri, non diventerà una lista civica «perché noi non abbiamo bisogno di poltrone in cambio, e soprattutto perché i due candidati scelti del centrodestra sono già indipendenti». Orlando è un fiume di parole per spiegare la sua scelta di appoggio ai due candidati della Casa della libertà. Scelta legata alla forza e alla capacità delle due persone in lizza per diventare sindaco e presidente della Provincia. Orlando spiega anche il suo malessere nei confronti di un centrosinistra che ha rinnegato la sua storia. «Dobbiamo affidare la nostra città ai diktat di una certa sinistra che vuole impedire alla sua candidata di fare una lista civica, che ha paura di inserire la parola “socialista” nel nuovo partito democratico, e che ha fulminato Zara per scelta di Fassino? Una sinistra che - spiega Orlando - spaventa chi non sta con lei. Per questo oggi molti intellettuali della società civile che stanno nel mio comitato non vogliono dichiararlo».
La scelta di Orlando desta scalpore anche tra i lettori del nostro Giornale. In particolare, il professor Claudio Papini scrive sulle «apprensioni che sta generando a sinistra il tentativo di Peppino Orlando. Si ripete una situazione del genere ogni volta che localmente si va ad elezioni. Coloro che intendono contribuire alle fortune del centrodestra, desiderano farlo ma in maniera la più anonima possibile. Certo, vivono e lavorano a Genova e c'è sempre il rischio che qualche dritta di certi partiti al sindacato cominci a produrre guai in azienda. Per non parlare dei fastidi che possono derivare dall'occhiuta macchina degli apparati pubblici. Ed è, nello stesso tempo, un dato di costume che andrebbe (per es. nelle facoltà universitarie specifiche) indagato a fondo. I decenni della degenerazione economica hanno avuto un riscontro sociale rilevantissimo. Come è stato fatto notare assai bene, il Tg3 locale è squilibrato per l'80% (guarda caso!) a favore della sinistra (proviamo poi ad osservare le varie televisioni locali e non mi sembra che anche lì si pratichi la par condicio). Passiamo alla carta stampata - aggiunge Papini - dove si evidenzia che è la stessa musica (stucchevole) che suona. Una simile degenerazione ha molti complici e collaboratori (attivi e passivi) ma denuncia irrimediabilmente delle debolezze di costume che stanno all'origine e che sono, purtroppo, un dato largamente maggioritario. Credo che realisticamente questo tratto non dovrebbe mai essere dimenticato nemmeno da coloro che hanno sommamente a cura le tradizioni di Genova e della Liguria. Se gran parte della cosiddetta società civile si è fatta addomesticare o comprare tout court con una tale profondità, vuol dire che essa non era autenticamente portatrice di valori che la differenziassero in modo netto dal regime delle masse democristiane e socialcomuniste. Ora, sotto molti aspetti qualitativi e quantitativi - conclude Papini -, questi valori si sono progressivamente disintegrati».\