Questo libro è un catalogo delle opinioni vietate dal politicamente corretto

Pensate di essere liberi di esprimervi come vi pare? Provate a esporre tesi anticonformiste durante una cena

La libertà d'espressione è meravigliosa e noi tutti siamo convinti di poterla esercitare. Fino a quando scopriamo che le cose non stanno esattamente così. Infatti, per chi professa certe idee, non incendiarie ma comunque non allineate al pensiero unico, c'è la riprovazione del mondo culturale, che si esprime in due modi: il silenzio e l'insulto delegittimante.

In libreria domina ormai il Saggio Unico, figlio del Pensiero Unico. È solare: su alcuni temi si può parlare in un solo modo, quello prescritto dal politicamente corretto. L'islam? È una religione di pace. Il libero mercato? Il vero responsabile di tutte le ingiustizie del mondo. L'accoglienza indiscriminata degli immigrati? Un dovere morale e una necessità per sostenere l'economia del Vecchio continente. A proposito, l'Europa? Una magnifica istituzione senza la quale saremmo ancora più poveri e perpetuamente in guerra come nel XX secolo. L'appartenenza al genere maschile o femminile? Uno stereotipo culturale da superare. Avere figli? Un diritto. L'adozione alla coppie omosessuali? Un diritto. L'eutanasia? Un diritto.

Tutti abbiamo diritto a tutto. Abbiamo perfino diritto a dire che le cose elencate, o almeno alcune di esse, non ci trovano d'accordo. Ma se lo esercitiamo, ecco il nastro adesivo sulla bocca per impedirci di parlare e le accuse infamanti: ignorante, xenofobo, razzista, islamofobo, omofobo. Non se ne potrebbe almeno parlare, confrontarsi, dibattere? In teoria, sì. In pratica, no. Se non ci credete, guardate lo spazio occupato dalle idee anticonformiste nelle librerie, nei programmi televisivi, nei festival, nei convegni. È prossimo allo zero. Per questo, il libro di Camillo Langone "Pensieri del lambrusco. Contro l'invasione" (Marsilio, pagg. 180, euro 16; in libreria dal 3 giugno) è un'autentica rarità. L'autore, firma de il Giornale, mette in fila tutte le ideologie che considera rovinose per se stesso e per l'Italia. Ne esce un catalogo delle opinioni vietate dal politicamente corretto. Langone, spesso partendo dalla notizia di cronaca, a volte di cronaca culturale, colpisce senza paura proprio nei punti più controversi, e ci mostra che quando un'idea, perfino buona, viene trasformata in ideologia, produce disastri. Nel mirino ci sono i nuovi -ismi: l'ambientalismo, l'americanismo, l'animalismo, l'estinzionismo, l'esibizionismo, l'europeismo, l'immigrazionismo, l'islamismo... Pagina dopo pagina, gli intellettuali che vanno per la maggiore sono ferocemente dissacrati (vedi il teologo-non teologo Vito Mancuso alla voce ateismo). Al loro posto, autori che insegnano a pensare: Guido Ceronetti, Sergio Quinzio, Michel Houellebecq e altri.

Cosa c'entra il lambrusco del titolo? Di fronte alla liquidazione dell'Italia, meglio rifugiarsi «nell'unico vero vino autoctono italiano» invece di ricorrere a «dozzinali vitigni alloctoni». Già, perché alla fine, il libro di Langone si e ci interroga su cosa significhi essere italiani ai nostri giorni. Per i nichilisti, nulla. Ma Langone non è un nichilista.

Commenti

Agev

Dom, 29/05/2016 - 12:18

Quando gli schiavi vanno al potere fanno solo leggi da schiavi quali sono e creano solo miseria su ulteriore miseria sia materiale che spirituale e soprattutto emanano leggi ancora più idiote e restrittive che nessun potere avrebbe pensato di fare . I reali poteri sottili conoscendo l'uomo e tutte le realtà della miseria umana si stanno servendo di questi piccoli uomini per continuare ed eternizzare il loro piccolo potere. Gaetano

Ritratto di Giano

Giano

Dom, 29/05/2016 - 14:22

Guarda guarda, esattamente quello che scrivo da anni, anche su questo quotidiano Dico spesso che di immigrati, gay, trans, neri, musulmani di può parlare solo bene; altrimenti si viene accusati di essere razzisti, xenofobi, omofobi e islamofobi, alla stregua di criminali (e bisogna stare attenti, perché la legge Mancino è una spada di Damocle). Sono “categorie protette”, come gli invalidi. Peccato che se si esprimono opinioni contrarie al pensiero unico, che non siano a favore delle suddette “categorie”, molto spesso i commenti vengono censurati. Allora, come si spiega che se certe cose le scrive Langone vanno bene, anzi vengono elogiate in prima pagina, ma se le scrivono i lettori vanno censurate? Caro Gnocchi, certe tesi anticonformiste non solo non si possono esprimere durante una cena, ma nemmeno su questo Giornale. Allora, come lo spiega?

joecivitanova

Dom, 29/05/2016 - 14:55

Non so se nel testo l'autore del libro si sofferma a chiarire quello che sto per cercare di commentare qui; il libro non è ancora uscito e quindi, ovviamente, non ho avuto modo di leggerlo. Coloro che ti trattano in faccia da razzista, xenofobo e via dicendo se non la pensi politicamente in modo 'corretto', non sono i peggiori, se pur 'ossessionati'. I 'politicorretti' (o corrotti, se preferite) sono quelli (per me, per lo meno, che sono l'uomo qualunque che non conta niente) che ti ascoltano in silenzio, senza dire una parola e con lo sguardo basso, e poi, piano piano, nel corso del tempo a venire, vigliaccamente, falsamente, in maniera subdola ed ipocrita, ti allontanano da loro e da tutti e da tutto quel che conta il più possibile, diffamandoti come serpi viscide di nascosto e strisciando, per non farsi vedere. G.

Ritratto di Ausonio

Ausonio

Dom, 29/05/2016 - 17:30

anche questo libro è politically correct avendo omesso l'unico pensiero che oggi ti porta in galera: revisionismo o semplici dubbi sull'olocausto

Ritratto di wilfredoc47

wilfredoc47

Dom, 29/05/2016 - 17:32

Il '68, rivoluzione fasulla di menti labili spinte da marpioni delinquenti, un niente che ha prodotto il disastro e condotto l'individuo ad essere insignificante membro di un gregge alla mercé di lestofanti pupari comunistoidi.

Ritratto di Giano

Giano

Dom, 29/05/2016 - 18:48

La conferma di quanto dico è che oggi, su 5 commenti inviati stamattina, su questo libro di Langone, l'unico pubblicato è questo; 1 su 5, una buona media, no? E voi sareste quelli del "Fuori dal coro"? Tanto vale leggere Repubblica o L'Unità.

Ritratto di Giano

Giano

Dom, 29/05/2016 - 23:12

(2) Non si possono esprimere idee non omologate al pensiero unico, si rischia la censura. Guai, per esempio, a criticare Luxuria, Cecchi Paone ed il suo TG4 gay friendly, i servizi su Belen Rodriguez, dare giudizi estetici sulla Kyenge o contestare l’eccessivo spazio a notizie gossipare da Novella 2000. La censura è certa. Pochi giorni fa, commentando un articolo sull’ennesimo naufragio di barconi in cui si diceva che “Si teme una strage”, mi permettevo di sollevare qualche dubbio sul fatto che gli italiani “temano una strage”; anzi. Ma non si può dire, è vietato insinuare pensieri poco benevoli sui migranti. Concludevo con queste parole che sembrano estratte dal libro di Langone: “Ce lo vieta il pensiero unico di regime, quello al quale tutti i media sono omologati; stampa e telegiornali parlano tutti lo stesso linguaggio pietoso e compassionevole. Opporsi all’omologazione è “quasi” reato.”.

Ritratto di Giano

Giano

Dom, 29/05/2016 - 23:16

(3 e passate i commenti) Non si possono esprimere idee non omologate al pensiero unico, si rischia la censura. Guai, per esempio, a criticare Luxuria, Cecchi Paone ed il suo TG4 gay friendly, i servizi su Belen Rodriguez, dare giudizi estetici sulla Kyenge o contestare l’eccessivo spazio a notizie gossipare da Novella 2000. La censura è certa. Pochi giorni fa, commentando un articolo sull’ennesimo naufragio di barconi in cui si diceva che “Si teme una strage”, mi permettevo di sollevare qualche dubbio sul fatto che gli italiani “temano una strage”; anzi. Ma non si può dire, è vietato insinuare pensieri poco benevoli sui migranti. Concludevo con queste parole che sembrano estratte dal libro di Langone: “Ce lo vieta il pensiero unico di regime, quello al quale tutti i media sono omologati; stampa e telegiornali parlano tutti lo stesso linguaggio pietoso e compassionevole. Opporsi all’omologazione è “quasi” reato.”.

Ritratto di Giano

Giano

Dom, 29/05/2016 - 23:20

(4) Eppure siamo su un quotidiano che dice di essere “fuori dal coro”, dove si presenta un libro di Langone sui danni del pensiero politicamente corretto. Dove il sottotitolo di questo articolo dice : “Pensate di essere liberi di esprimervi come vi pare? Provate a esporre tesi anticonformiste durante una cena.”. Io toglierei “durante una cena”, perché vale anche durante un pranzo, una colazione o un picnic fuori porta. Il divieto di esprimere tesi anticonformistiche ormai è totale, se non a rischio di pagarne le conseguenze. Lo sa bene il direttore Sallusti che ha ricevuto un richiamo per aver usato in un titolo la parola “zingari”. Allora, se è vietato perfino usare una parola che abbiamo usato da secoli, e che ritroviamo in tante opere letterarie e musicali, di che libertà stiamo parlando?

joecivitanova

Lun, 30/05/2016 - 01:09

..cosa pretende qualcuno..non riesco proprio a capirlo..!!..Sicuramente sarà la mia..'censura' mentale..!! G.