"Qui spazio". "Qui Quirinale". Dialogo tra Napolitano e l'astronauta Nespoli

Colloquio in diretta televisiva tra il presidente della Repubblica Napolitano e l'astronauta italiano Nespoli a bordo della stazione spaziale internazionale. Il Capo dello Stato: "Investire sulla ricerca spaziale è una necessità per il Paese, non un lusso"

Roma - "Presidente, grazie per questa visita virtuale a bordo della stazione spaziale internazionale". "Sono io che la ringrazio a nome degli italiani. Ingegner Nespoli, quando torna sulla Terra, mi venga a trovare al Quirinale. Spero che possa venire anche lei, comandante Meroy". "Verremo senz’altro, insieme a tutto l’equipaggio". Si è concluso così il collegamento radio-televisivo fra Giorgio Napolitano, nel suo studio al Quirinale, e l’astronauta italiano Paolo Nespoli, a bordo della navicella impegnata a svolgere la missione Esperia. Accanto a Nespoli la comandante della missione Pamela Meroy, sorridente, che al momento del saluto ha dedicato al presidente della Repubblica italiana un’agile piroetta, per dimostrare cosa si può fare con gravità zero.

Il colloquio Napolitano ha sottolineato l’importanza delle missioni spaziali compiute in collaborazione internazionale; missioni che consolidano le prospettive di cooperazione pacifica fra i Paesi, offrono alla ricerca scientifica e all’industria spaziale italiana l’opportunità di dimostrare le proprie capacità. Nespoli e la Meroy hanno parlato dall’interno del Nodo 2, il modulo che nei giorni scorsi ha fatto tribolare gli astronauti. Questo modulo, hanno ricordato Napolitano e Nespoli, è di costruzione italiana. È stato realizzato "dall'allora Alenia. Ed è - ha spiegato Nespoli - un elemento fondamentale per lo sviluppo della costruzione della stazione internazionale: a esso si collegheranno il laboratorio europeo Columbus e quello giapponese Kibo".

Orgoglio italiano "Ingegner Nespoli - ha detto Napolitano - le rivolgo il più cordiale saluto e l’augurio della comunità nazionale. Siamo tutti consapevoli e orgogliosi della missione che lei sta compiendo. Consapevoli dell’importanza del suo contributo a questa missione rilevante dal punto di vista scientifico e tecnologico. Siamo molto orgogliosi di come l’Italia vi partecipa attraverso la sua presenza e quella dell’industria spaziale e della ricerca italiane". Il programma della stazione spaziale internazionale, ha aggiunto il presidente della Repubblica, è da apprezzare anche perché "disegna una rete fra Italia, Europa, Stati uniti e l’intera mondo della ricerca e dell’esplorazione spaziale". Napolitano ha concluso affermando che investire nella ricerca spaziale, dunque, non è un lusso ma una necessità del Paese.