La rabbia dei lettori/"Gianfranco Fini come Follini"

«Visto che il Pdl non gli va, faccia i bagagli e traslochi da un’altra
parte, magari a sinistra. Così finalmente il governo potrà concentrarsi
sulle cose serie senza perdere tempo in polemiche insensate»

«Il Pdl non mi va più», tuona Gianfranco Fini. «Prego si accomodi, la porta è aperta», ribattono i lettori del Giornale che lo invitano a trovarsi al più presto un’altra sistemazione. L’ultimo strappo del presidente della Camera rispetto alla linea (peraltro uscita vincente dalle urne) governativa, del quale si dava conto ieri, ha suscitato le ire di molti elettori del centrodestra. Tanto che il parallelismo tra Fini e Follini, che fu autore a sua volta di una rottura (nei fatti, oltre che nelle parole) non pare più una forzatura, ma la pura e semplice registrazione di un dato. Prima e dopo il celebre «fuori onda» durante il quale l’ex presidente di An si lasciò andare a considerazioni «imbarazzanti» (e imbarazzate) nei confronti del presidente del Consiglio, il Pdl ha vissuto momenti difficili. Quello andato in scena due giorni fa sarà quello decisivo?

Penso che da un paio d’anni a questa parte la figura politica più meschina, infida, insopportabile sia Fini. Da me non ha mai avuto un voto né, a maggior ragione, lo avrà in futuro.
Lucio Russo
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Egr. Direttore Feltri, per fortuna che Fini (che delusione!) le aveva dato del fuori di testa, la verità e che lei lo aveva smascherato con mesi di anticipo! Ora immagino che al nord la Lega in molte zone possa tranquillamente raggiungere percentuali «bulgare», che tanti si disaffezioneranno alla causa del Pdl. Infine, se fossi Silvio manderei tutti al diavolo e mi ritirerei a vita tranquilla: pensionato, ricco e felice senza troppi rompiballe in giro.
Riccardo
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Durante il dibattito sul libero mercato promosso da «Libertiam», il presidente della Camera Gianfranco Fini ha affermato: «Gli immigrati sono determinanti per pagare le pensioni ai nostri vecchi». Come cittadino e pensionato mi sento in dovere di comunicarle che sono stufo di sentire stupidaggini di questo genere, in quanto sono convinto di essermi strapagato personalmente la pensione durante il mio periodo lavorativo versando lauti contributi all’Inps. Se le stesse somme le avessi versate a un’assicurazione privata ora potrei godere di un premio mensile stratosferico e un trattamento sanitario da nababbo. Il mio cruccio attuale è che ho versato e continuo a versare tasse per strapagare un presidente della Camera che si permette di sparare fregnacce di questo calibro.
Giulio Gaia
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Prendo atto che all’onorevole Fini non piace più il Pdl. E adesso cosa dovremmo dire noi poveri elettori di tutto questo suo disagio? Faccio l’agente di commercio, vedo ogni giorno le difficoltà che gli imprenditori devono affrontare per tutelare il lavoro e gli investimenti di una vita, e adesso più che mai che c’è la necessità di un governo forte e affidabile, questo signore che del governo fa parte si è stancato! Bene ci dica ora cosa vorrà fare da grande il sig. Fini. Ho un’idea, potrebbe lavorare!
Lettera firmata
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Voterò di nuovo il Pdl quando verrà aggiunto SF alla precedente sigla: SF sta per «senza Fini». Fino a quel momento voterò Lega.
Lorenzo Bocca
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Leggo sul Giornale di ieri che Fini dice: «Il Pdl non mi va più» . Io penso che Fini, come tutti i gregari, pretenda di non esserlo e perciò si agita (vedi Franceschini, Casini, Follini). Se questo mio pensiero è corretto, tutto il suo agitarsi per diventare più importante o, meglio, nel caso specifico, il più importante, rimarrà nella sua gregarietà come tutti i signori dal «bavero alzato» che in genere sono destinati alla periferia.
L. Boni
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Si dia inizio ai festeggiamenti, finalmente Fini se ne va dal Pdl. Era ora. Che bello liberarsi di uno che, seduto sulla poltrona della terza carica dello Stato, magnanimamente regalatagli dal Cavaliere, ha solo fatto danni contrastando polemicamente la sua parte politica per farsi bello a sinistra. Un’esortazione anche per l'on. Granata: si faccia consigliare da Follini il sentiero giusto per fare una grande carriera come lui ha fatto con gli ex comunisti.
Gianfranco De Grandis
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Seguo con interesse le vicende del governo, ma non riesco a capire perché quando c'e qualcosa che funziona, diciamo benino, in Italia , subito ci sono quelli che devono mettersi di traverso. Perché Fini fa di tutto per rompere: non avrebbe futuro né con l’opposizione ne tanto meno con An visto che la maggior parte dei suoi delfini non lo seguono più?
Renzo
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Bene, il signor Fini ha stancato. Prima di andarsene, cosa gradita, faccia un esame di coscienza accurato. Fini come Casini una volta arrivato sullo scranno di presidente del Parlamento non ha fatto altro che dare fastidio alla propria parte politica adducendo scusanti che non stanno né in cielo né in terra. Berlusconi farebbe bene a chiedere agli ex An chi vuole restare e chi no e regolarsi di conseguenza;fare piazza pulita.
Valentino Castriota
Trepuzzi (Le)

È davvero insopportabile il comportamento di alcuni ex An nei confronti del Partito comune. Sembra di essere tornati ai tempi di Almirante, quando l’istrionico capo dell’Msi prendeva in giro i suoi elettori dichiarando guerra alla classe politica dominante e poi vendendole i suoi voti. Non può essere tutto sacrificato sull’altare del potere personale. Fini non prenda in giro gli italiani, si dimetta se tanto gli disgusta il Pdl.
Carlo Chioccarelli
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Il signor Fini ha finalmente gettato la maschera! Berlusconi ha avuto ragione a volere un solo grande partito,ma non aveva calcolato la smisurata ambizione del signor Fini,il quale da un anno non fa altro che criticare ogni iniziativa del governo. E che dire di quella «macchietta» dell'onorevole Granata che si permette di «anticipare la minaccia della caduta del governo»?
Vigliotta Giuseppe
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Fini allo scoperto: «Il Pdl non mi piace»... ma allora non hai capito niente! Dal giorno in cui sei diventato presidente della Camera sei una lamentela continua... dici e non dici, sei d'accordo e non sei d’accordo. Sproloqui durante una campagna elettorale, ma a noi che ti abbiamo seguito incondizionatamente. non ci pensi? Non pensi di tirare troppo la corda? Tu caro Fini con il governo del «fare» non c'entri proprio niente.
Antonio Germino
Todi

Questo ex giovanotto in lacrime di commozione alla visione del film Berretti Verdi, e ora pieno di entusiasmo per far crescere i berretti rossi, perché non esce quale corpo estraneo da Pdl e fonda un nuovo partito?
Paolo Ceccaroni
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Sono d’accordo con il presidente Fini, finché lui e tutti quelli che la pensano e si comportano come lui faranno parte del partito anche a me «Il Pdl non mi va più». Spero che ci abbandonino presto togliendoci una pesante palla al piede.
Lettera firmata
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Se Fini e suoi fedelissimi sono pronti a far cadere il governo, sarei proprio curioso di sapere chi all’ex missino darà il voto la prossima volta. La boria di Fini era nota, perché ha sempre barattato le contraddittorie idee per emergere personalmente, ignorando l’interesse dei propri elettori: il fatto che si sia unito a Berlusconi per nascondere la sua piccola quota dietro il massiccio consenso di Forza Italia, la dice lunga. E oggi sputa su chi l’ha portato in alto, cercando platee improprie e, quando capita, anche all’estero per dare più risonanza alle malevoli critiche al proprio leader: è quanto di più subdolo un politicante di mestiere, come l’ex missino sdoganato dai forzisti, possa fare.
Giacomo S.
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Gentile Direttore, evviva! Noi del Pdl-Lazio molto probabilmente non votiamo. Meglio così. Con il Generalissimo Fini pronto a trasformare un battaglione di «turanaso» (ossia gente costretta a votare turandosi il naso una candidata forse non proprio eccellente da lui imposta), in una sua «truppa fedelissima» da scagliare contro il Cavaliere per dimostrare la presunta «potenza di An» nel Lazio. Povero Berlusca, con che razza di elementi ha a che fare. 
Antonio
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La destra e Fini in primis non hanno capito che se muore Sansone muoiono tutti i filistei. Non si aspettino il voto dei sostenitori del Popolo della libertà.
Mattiello Giovanni
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Caro Direttore, concordo pienamente con lei che il Sig. Fini deve smetterla di fare il bamba; se non ci fosse stato il Cavaliere lui sarebbe ancora all’opposizione. Un politico serio deve smettere di attaccare i compagni di partito, un giorno sì e l’altro pure: si tolga dalle scatole con buona pace di tutti i suoi sostenitori (che non sono molti). La prego continui ad attaccarlo per le fesserie che racconta quotidianamente.
Ugo Vedovati
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Io credo che il vero problema è che il Fini soffre della «patologia del comando». Ha sempre comandato, da segretario del Msi a quello di Alleanza nazionale, da quando ha cercato di associarsi con Segni e non si rassegna a non poterlo fare. Probabilmente è più forte di lui! Purtroppo (per lui) nel Pdl non ha potuto e quindi ecco perché finalmente ha avuto la trasparenza di dire che il Pdl non gli va più. E così, a mio modo di vedere, sobillato dalle sirene della sinistra, si è trasformato nel loro "cavallo di Troia" per far cadere il governo di Berlusconi. Le hanno tentate tutte ma temo che questa volta possano riuscirci. Che chi ci rimette, in fin dei conti, sia il paese, a loro non gliene frega niente.
Paolo
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Visto quanto sta succedendo nella presentazione delle liste del centrodestra, con l’incredibile superficialità e incapacità di chi doveva presentarle (ritardi, timbri, luoghi ecc.)credo che nel Pdl il presidente Berlusconi sia ora che dia una bella svegliata a chi nell’ombra o in piena luce sta tramando contro. Personalmente non ho ben capito perché si ostini a dire che con An (Fini e Co.) va tutto bene mentre lo sanno tutti che non è vero. Si sbarazzi al più presto del fuoco amico altrimenti rischia veramente di perdere i molti consensi finora conquistati e di restare impallinato.
Cesare Giordani
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La situazione all'interno del Pdl credo abbia toccato il fondo con gli ultimi eventi di Roma e Milano e, le ultime dichiarazioni di Fini, non fanno che confermare l'insostenibilità della convivenza. Non sarebbe meglio che il presidente facesse, prima delle elezioni, un discorso chiaro che sia un ultimatum per i soci aennini? Il popolo di Forza Italia vuole chiarezza e, soprattutto, che il programma elettorale si attuato con fermezza e determinazione. 
Roberto Mantini
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