A Radio Radicale Il delirio di Vattimo: «Per fargli male doveva sparare»

L’edizione riveduta e aggiornata al fattaccio di piazza Duomo del «pensiero debole» di Gianni Vattimo va in onda sulle frequenze di Radio Radicale: «Sull’aggressione a Berlusconi penso quello che hanno già detto Rosy Bindi e Antonio Di Pietro: se in Italia c’è un clima esasperato è colpa del presidente del Consiglio che non si fa processare. Così si può anche spiegare che qualcuno prenda dei “Duomi” e li tiri in testa... (risatina, ndr)».
Ma l’intervista choc al filosofo dell’Italia dei Valori va avanti con altre «perle»: «Mi dispiace che gli abbiano tirato della roba sulla testa, dopo tutto è stato incauto... se quello avesse voluto fargli male veramente avrebbe dovuto sparare». Quindi l’interpretazione personalissima dei mandanti: «Il Giornale scrive che era tutto organizzato dalla sinistra cattiva, secondo me è stata la stessa mafia che lo sta sostenendo ad attaccarlo, mandando in piazza uno che l’ha colpito un po’ troppo duramente. Mi ricorda l’effetto che ha avuto l’11 settembre su Bush, che ha sfruttato molto bene la tragedia. I deliri di Vattimo non potevano non contemplare una teoria del complotto mai sentita: «Era il momento in cui il premier aveva bisogno di solidarietà, è accaduto tutto in modo così provvidenziale, ora tutti si commuovono... Una botta in testa, se non muori, non deve fare così male: dopo un po’ passa...! (altra risatina, ndr)». La domanda cruciale: non sarebbe il caso di abbassare i toni? Risposta del (n)eurodeputato al servizio di Tonino l’incendiario: «Sono disposto ad abbassare i toni. Anzi, altro che clima di odio: gli italiani sono fin troppo pazienti con Berlusconi». Fine delle trasmissioni.