Rai e Mediaset contro Sky ingaggiano pure Bruce Lee

Boom di ascolti per Rai 4 e per i canali di Boing (ottavo a livello
nazionale) e Iris. Per la prima volta la piattaforma supera il 10%

Debutta Sky in versione generalista (con Sky Uno), e Rai e Mediaset affilano le armi sul digitale terrestre (e non solo), la tecnologia tv destinata a coprire l’intera penisola entro il 2013. La piattaforma dtt nel mese scorso ha superato il 10% di quota di ascolto mensile (per la precisione il 10,7% come riporta il rapporto Dgtvi su dati Auditel elaborati dallo Studio Frasi) e conquista nuove fette di audience con i programmi dei canali più seguiti nella sua versione free: Boing, Iris (entrambi targati Mediaset) e Rai4, rete del servizio pubblico in onda da quasi un anno solo sul dtt e che comincia a raggiungere buoni numeri. Ma al di là dell’exploit di Rai4 a spingere il digitale terrestre è soprattutto la vasta offerta di Mediaset che va dai canali tematici, ai film, alle serie tv e all’intrattenimento (e che comprende anche una formula pay, Mediaset Premium, che con la nuova offerta ha raggiunto la quota considerevole di 3 milioni e 225mila tessere in un anno).

Sky però non sta a guardare. Oltre alla campagna acquisti da tv generalista, la tv di Murdoch sta impugnando il contratto di servizio della tv di Stato, che vincolerebbe viale Mazzini a distribuire i suoi programmi su tutte le piattaforme disponibili, per ottenere che Rai4 trasmetta anche sul (suo) satellite. La richiesta ha una spiegazione nella buona performance di Rai4. Se si guardano i dati dell’unica regione all digital (la Sardegna, pilota del cosiddetto switch off, il passaggio nazionale dalla tv analogica a quella digitale), il quarto canale Rai - che gli esperti definiscono una rete semi-generalista -, viaggia su una media mensile del 2,2 per cento di share, con picchi che superano il 3%, un risultato notevole (per capirci, La7 ha una media intorno al 2-3% nazionale).

Ma a trainare il dtt non c’è solo Rai4, anzi. Boing, per esempio, il canale dtt di Mediaset per ragazzi, ottiene ottime fette di ascolto al punto da conquistare l’ottavo posto a livello nazionale, subito dietro a La7, e piazzandosi al primo posto tra tutte le reti tematiche sia analogiche, sia satellitari che digitali terrestri (in tutti i campi dallo sport al cinema alle serie tv). Nel suo target di riferimento (la fascia d’età under 14) Boing diventa la sesta rete assoluta con il 3,69% di share. Cresce anche Iris, canale che propone film (oltre 1000 pellicole all’anno), musica classica e lirica (93 ore nel prime time) e telefilm (ce ne sono 72). Negli ultimi due mesi poi sono arrivati altri canali sul digitale terrestre: RaiStoria (di Minoli), Dahlia Tv (che ha rilevato l’offerta pay-per-view di La7), e poi le tre reti Mediaset nella formula «time shifted», cioè con lo stesso palinsesto delle analogiche ma ritardato di un’ora. Tra qualche poi mese dovrebbe partire Rai5, un canale che sfrutterà le immense risorse delle Teche Rai. E anche Mediaset ha in programma nuovi lanci entro l’anno che si aggiungeranno ai 3 canali nazionali in simulcast e Boing, Iris e Mediashopping.

Ma il buon risultato di Rai4 (anche se certo, limitato a una regione test), come si spiega? Si può dire che la quarta rete Rai ricalchi l’impronta di Fox. Ovvero molte serie tv americane, film dalla library Rai, e una piccola parte di autoproduzione. Per esempio, è in cantiere una versione italiana di In Treatment, la serie tv «psicoterapeutica» dell’americana Hbo (in Italia va su Cult), di cui Rai4 ha comprato i diritti per sfruttare il format. Altro acquisto è The Legend of Bruce Lee, serie tv cinese sul campione di arti marziali (prima puntata su Rai4 il 4 aprile). Le poche altre autoproduzioni guardano al successo dei video su internet. E spunta qualche personaggio, come l’ipertatuata Francesca Romana Ronchi (nella foto), figlia ventisettenne del ministro Andrea Ronchi, che conduce un magazine domenicale che parla di web.

Ma la contesa tra i network si sposta anche sul satellite. Rai partecipa con Mediaset e Telecom al progetto Tivù, una piattaforma satellitare (che vedrà la luce forse a settembre) concorrente a Sky e che potrà trasmettere - a differenza di Murdoch - tutta l’offerta del digitale terrestre dei tre network. Si affilano i coltelli: a luglio scade il contratto che lega RaiSat a Sky, e viale Mazzini sta valutando l’ipotesi di non rinnovarlo (ma ci perderebbe 63milioni di euro). E che poi all’orizzonte di viale Mazzini c’è pure l’idea (controversa) di criptare i suoi tre canali generalisti per renderli «invisibili» ai decoder Sky. Tutti fronti di una guerra molto più grande. Appena iniziata.