Rai, inchiesta su Santoro. Di Pietro lo difende

Infuoca la polemica sugli attacchi di Santoro alla Protezione civile. <strong><a href="/a.pic1?ID=343513">Garimberti e Masi</a></strong> preannunciano &quot;approfondimenti&quot;. Su internet<strong> <a href="/a.pic1?ID=343511">i fan del giornalista si ribellano</a></strong>: &quot;Ignobile speculare sui morti&quot;. <strong><a href="/a.pic1?ID=343510">Cicchitto: &quot;Nessun pluralismo, solo insulti ai nemici&quot;</a></strong>. Merlo (Vigilanza): <strong><a href="/a.pic1?ID=343514">&quot;Gusto del macabro&quot;</a></strong>

Roma - Pro o contro Santoro. Pro o contro Annozero. Questa volta c'è qualcosa di più. Non è più la libertà di informazione, non è più la libera circolazione di idee. E' qualcosa di più. Questa volta ci sono di mezzo vite umane spezzate, gesta al tempo stesso semplici ed eroiche, il Paese tutto stetto attorno all'Abruzzo violato. 

Giovedì il tribunale mediatico di Santoro non ha messo alla gogna solo la Protezione civile, ma l'Italia intera. Ieri l'imbarazzo delle più alte cariche dello Stato. Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha parlato di "indignazione profonda" per una "trasmissione indecente". Non è stato da meno il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi: "Una tv pubblica non può comportarsi in questo modo". ma non tutti sono d'accordo. Ovviamente non lo sono il leader dell'Idv Antonio Di Pietro, che sul proprio blog inveisce contro il governo definendolo "indecente" e accusandolo di "depistare l’attenzione dell’opinione pubblica", e Marco Travaglio che, in streaming sul blog di Beppe Grillo, torna ad attaccare la "macchina organizzativa" .

L'affondo di Di Pietro L'attacco dell'ex pm è duro, senza diritto di replica. Una difesa a spada tratta del conduttore di Annozero. "Le intimidazioni avvengono nei confronti di quelle persone che cercano di restare indipendenti e di non cedere alle loro consuete pressioni e minacce - si legge sul blog del leader dell'Idv - l'unica indecenza rispetto alla trasmissione è la pretesa di Berlusconi e Fini di poter pilotare l'informazione al fine di descrivere una realtà che non esiste. E, così, far credere che ciò che è accaduto in Abruzzo sia solo colpa del destino". Pur ammettendo che è "difficile prevedere un terremoto", Di Pietro punta ugualmente il dito contro il governo dal momento che "le scosse si succedevano ormai da alcuni mesi". Parla di "incuria", "cattiva costruzione" e "pessima manutenzione". Palazzi costruiti decenni fa. Uffici ed edifici pubblici edificati in passato. Per Di Pietro la colpa è -sempre e comunque - del governo Berlusconi, reo (si legge sempre sul sito) di non aver stanziato fondi per la messa in sicurezza degli edifici pubblici e per la protezione civile. Infine l'accusa: "Pretendere di mettere il bavaglio ad un giornalismo che approfondisce la verità dei fatti è da criminali".

L'apologia di Travaglio Lunga difesa anche di Travaglio che, nel consueto appuntamento Passaparola in streaming sul sito di Beppe Grillo, torna a "criticare la macchina organizzativa", colpevole di essersi dimostrata incapace di pianificare il lavoro della Protezione civile e dei soccorritori. "Pianificazione - ha sottolineato Travaglio il quale rinnova il proprio attacco a Guido Bertolaso - che avrebbe dovuto essere fatta, anzi che dovrebbe già essere pronta con dei piani di evacuazione e soccorso standard, a ogni allarme. L’allarme c’era, c’era da mesi". Quindi l'affondo finale: "Qui entriamo nel merito delle critiche che ha fatto Annozero, unica trasmissione in Italia in mezzo a una marea di messe cantate piene di retorica, piene di sciacalli veri".