Rai, Masi a Santoro: "Annozero viola le regole" E Romani denuncia: "Trasmissione oltre i limiti"

Ennesimo monologo di Santoro. L'obiettivo è sempre lo stesso: colpire Silvio Berlusconi. Il conduttore di Annozero accusa il premier di imbavagliare la stampa. Ma il direttore generale della Rai non ci sta e si dissocia: "Annozero viola le regole". E' scontro in diretta

Roma - Ennesimo monologo di Michele Santoro ad Annozero. L'obiettivo è sempre lo stesso: colpire Silvio Berlusconi. Così, dopo averlo accusato di insultare i giornalisti e di mettere un bavaglio alla stampa, Santoro è tornato ancora una volta sul caso Ruby. Ma il direttore generale della Rai, Mauro Masi, non ci sta e si dissocia: "Annozero viola le regole". Molto duro anche il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, che accusa Santoro per "aver superato ogni limite".

Nuovo teatrino di Santoro "Celentano mi ha chiesto più volte: perchè dici sempre al pubblico di non applaudire? Io lo faccio, rispondevo, perché altrimenti dovrei rassegnarmi al fatto che intorno a me non ci sia più un pubblico normale, ma le claque io non ne voglio". Durante l'anteprima di Annozero, Santoro torna sulla telefonata di Berlusconi all'Infedele e stigmatizza duramente i comportamenti dei politici italiani. Poi, già che c'è, punta il dito contro la circolare di Masi ai direttori di rete sul pubblico equamente diviso. Invitando il pubblico a ascoltare la puntata in silenzio, "come ad un concerto di musica classica", dando "dimostrazione di compostezza e civilta", Santoro ha quindi denunciato che "ogni giorno si rischia di perdere un pezzo di libertà". "I politici - ha, quindi, spiegato il conduttore di Annozero - possono fare nelle trasmissioni quello che vogliono". Da qui le accuse alla Rai. Secondo Santoro, infatti, il pubblico è obbligato dall'azienda a "diventare fotocopia dei politici e dimostrare interesse e applaudire in ogni caso".

La denuncia del dg Masi Immediata la reazione di Masi che, al termine del monologo di Santoro, ha subito telefonato in diretta. "Mi debbo dissociare - ha spiegato il direttore generale di viale Mazzini - si dissocia l’azienda, nella maniera più chiara, dal tipo di trasmissione che sta impostando, che è come quella impostata la settimana scorsa perché ad avviso mio e dei miei legali viola il codice di autoregoalamentazione sulla trasmissione delle vicende giudiziarie in televisione". L’intervento telefonico di Masi ha subito suscitato la reazione di Santoro. Tanto che, per qualche minuto, Annozero si è trasformata in un duro botta e risposta in diretta fra i due. "Lei - ha ribattuto il conduttore - ci sta dicendo di non fare la trasmissione? Lei si prende la responsabilità di fermare la trasmissione?". "Io non interrompo la trasmissione", ha ribattuto Masi.

Santoro alla ricerca del pretesto Santoro ha subito cavalcato la posizione espressa dal direttore generale della Rai per fomentare lo scontro. "Allora ritira quello che ha detto, che violiamo le regole?", ha tuonato Santoro. E Masi ha replicato a stretto giro: "Ho sempre garantito -che lei andasse in onda". "Noi stiamo violando regole? Risponda", ha allora insistito Santoro. "Non sono io che lo debbo dire - ha puntualizzato Masi - dissocio me stesso e l’azienda da un tipo di trasmissione che potrebbe violare il codice di autoregolamentazione". Scontro chiuso. Anzi, riaperto. "Non potevo fare altrimenti - ha poi spiegato Masi - avevo il dovere di difendere l'azienda dalle possibili conseguenze derivanti dalla violazione del codice". Già in serata, infatti, dopo aver preso visione della scaletta della trasmissione, Masi aveva ribadito per iscritto al conduttore di Annozero la preoccupazione per un taglio del programma che metteva al rischio la Rai da nuove sanzioni, anche economiche. "E' arrivato il momento in cui ognuno deve assumersi le proprie responsabilità - ha concluso il dg di viale Mazzini - io mi sono assunto le mie a tutela dell'azienda e dei telespettatori".

Il governo: "Superati i limiti" Secondo il ministro Romani, "sono stati nuovamente violati i diritti di dignità, onore, reputazione e riservatezza costituzionalmente garantiti alle persone coinvolte in un’indagine o in un processo, così come stabilito dal Codice di autoregolamentazione in materia di rappresentazione di vicende giudiziarie nelle trasmissioni radiotelevisive". "Codice dell’Autorità per le Garanzie delle Comunicazioni - ha sottolineato Romani - concordato dall’Ordine dei giornalisti, dalla Fnsi, e sottoscritto da tutte le emittenti televisive, fortemente voluto dal Capo dello Stato e richiamato anche dal codice etico della Rai". Nelle prossime ore il governo si attiverà nelle sedi opportune per richiedere "la più stretta osservanza delle regole così gravemente violate".

L'opposizione cavalca la polemica In soccorso di Santoro è subito arrivata l'opposizione. Il Pd ha apertamente accusato Masi di "molestie telefoniche". "Se qualcuno prova a fare giornalismo televisivo, puntuale arriva una telefonata censoria o offensiva - ha detto il piddì Matteo Orfini - stupisce che alle ossessioni del premier si uniformi anche chi, come il direttore generale della Rai, dovrebbe solo ringraziare quei conduttori che con il loro successo arricchiscono l’azienda del servizio pubblico". Molto duro anche l'Idv Leoluca Orlando che ha parlato di "un’intollerabile intromissione". "Si cerca di attuare una censura nei confronti di trasmissioni libere che provano semplicemente a riportare le notizie - ha tuonato l'esponente dell'Idv - è in gioco la democrazia del Paese". Ma il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone, ha ricordato che Santoro "non è il padrone della Rai, ma qualcuno a cui il principesco stipendio è pagato con i soldi dei cittadini". "Il modo in cui si è rivolto al direttore generale Masi e al pubblico fa pensare a una nuova Piazza Venezia - ha continuato Capezzone - negli anni Trenta c’era la radio, ora il balcone è televisivo. Stasera Annozero sta superando ogni limite".