Ramazzotti: "Basta politici Adesso voterei per Grillo"

Milano - Ma Ramazzotti, anche lei segue la moda: adesso pubblica un greatest hits invece che un album di canzoni inedite.
«In realtà “e2” è praticamente un doppio cd di brani nuovi, e di sicuro è stato quasi più difficile da realizzare. Tanto per iniziare, ce ne sono quattro pubblicati per la prima volta».

E gli altri?
«Ho scelto trentuno dei miei successi: 14 sono stati rimasterizzati nel primo disco. E, nel secondo, ho rivisitato gli altri 17 con altrettanti grandi artisti. Non mi sembra poco, no?».

Tutt’altro, fa un bell’effetto sentirla cantare Fuoco nel fuoco accompagnato dalla chitarra di Carlos Santana.
«L’ho conosciuto quando è venuto a suonare qui a Milano. Ero con una bella ragazza e lui è subito andato di corsa a salutare lei, senza neanche degnarmi di uno sguardo. Un bel tipo».

Anche lei non scherza.
«Sono sempre stato un ribelle. Però ora mi sento maturato: il peggio è dietro le spalle, accetto quello che viene con più consapevolezza».

Ma che piacere il nuovo Eros Ramazzotti, che stavolta parla con i giornalisti uno a uno, evitando le conferenza stampa perché lì «sono da solo contro tutti». Ha quarantaquattro anni e neanche una ruga, viaggia per Milano con un bolide a due ruote «che pesa un po’ troppo» e non ha neppure più voglia di nascondersi di fronte alle domande. Parla, eccome. E il suo miglior biglietto da visita è questo nuovo disco “e2”, che per arrangiamenti e produzione è davvero un’opera mondiale, prepotente e vivace, che si ascolta d’un fiato mettendo a confronto i due Ramazzotti, quello di ieri, o dell’altro ieri. E quello di oggi.

Qual è meglio, dei due?
«È una naturale evoluzione. Come le mie canzoni, che nella nuova versione danno sensazioni diverse rispetto all’originale».

Si dice sempre così.
«Questo greatest hits è previsto dal contratto: avrei potuto accontentarmi di pubblicare 15 pezzi vecchi e un singolo nuovo. In fondo fanno tutti così».

E invece?
«Non ci riesco a prendere in giro la gente, così ho deciso di riproporli in un altro modo. Certo che quindici anni fa un disco così era impossibile. Oggi ci sono le e-mail: uno spedisce un file mp3 e dopo un minuto è già in Alaska».

McCartney dice che il web è solo un altro mass media.
«Sarà. Ma è quello del futuro».

Però lei ha fatto la sua rentrée ufficiale a Miss Italia, che è un rito del passato. E dire che ha cantato Un attimo di pace con i Take 6, un gioiello.
«Ma è stata un’esibizione bistrattata. Avevamo fatto le prove, era tutto a posto ma poi tra la Goggi e Mike Bongiorno c’era una tensione tale che ha rovinato tutto. Però Gianni Morandi mi ha subito detto: “Sei stato grande”».

E che cosa ha detto sua figlia ascoltando la nuova versione di L’aurora con Wyclef Jean?
«L’ha sentita e le è piaciuta. Quando la guardo, mi stupisce sempre: il 5 dicembre compirà 11 anni, naviga su internet, sa l’inglese benissimo, è molto avanti. Mi aspetto molto presto delle sue decisioni difficili da accettare. Come canto nell’inedito Ci parliamo da grandi, il distacco dai genitori è un momento molto duro».

Sarà mica diventato «un bamboccione»?
«Figurarsi: io a 17 anni ero già fuori casa».

Ora i tempi sono cambiati.
«Siamo allo sfascio totale dovuto a una clamorosa perdita di valori. I politici sono troppo lontani dalla gente, che si sente presa in giro».

Ha votato Veltroni?
«Figurarsi, né lui né Letta o la Bindi. Potessi, voterei per Beppe Grillo. Se un parlamentare prende 25mila euro al mese e non fa il suo dovere, noi che paghiamo abbiamo il sacrosanto diritto di lamentarci».

Diventa capopopolo anche lei?
«No, e devo stare attento a quello che dico. In fondo sono solo un cantante».

Con un nuovo disco pieno di duetti. Manca qualcuno?
«Vasco Rossi».

Un sogno.
«Però così lo conoscerebbero all’estero. E poi avrei voluto Annie Lennox e Shakira, ma ci saranno nel prossimo album».

Intanto c’è questo da lanciare.
«Ho in mente un grande evento per il prossimo anno a Roma. Un megaconcerto tipo quello di Ligabue a Campovolo, ma gratis. E con tutti gli ospiti di questo cd a suonare con una grande orchestra. Sarebbe, senza esagerare, un bel Ramazzotti & Friends no?».