Rapallo Carige, quando la cultura fa miracoli per lanciare il turismo

(...) Ecco, prendendo questi due elementi e mettendoli insieme, viene fuori il premio letterario per la donna scrittrice Rapallo Carige, che è uno dei premi più prestigiosi in Italia ed uno straordinario volano per il turismo culturale nel Tigullio.
Insomma, siamo alle solite. C’è una Genova (una Liguria) raccontata che è tutta scura, tutta negativa, tutta da dimenticare. E poi, c’è una Genova (una Liguria) reale che, certo non è tutta perfetta, ci mancherebbe, però ha elementi di eccellenza in vari settori. Che solo la nostra cecità nel cercare sempre e comunque solo quello che non va, riesce a ignorare. Fra l’altro, voglio dire, non dovrebbe essere nemmeno tanto difficile: nel campo di gramigna, un’orchidea colorata spicca di più. E invece, niente. Nemmeno l’orchidea colorata riescono a raccontare, tutti presi dall’entusiasmo per la gramigna.
Nel suo piccolo, il premio letterario per le scrittrici Rapallo Carige, che compie ventiquattro anni sotto le mani di un padre affetuoso come Pier Antonio Zannoni, è un’orchidea del settore. Ad esempio, perchè fa della trasparenza nel voto il suo biglietto da visita. Mi autodenuncio: sono fra i giurati e sto leggendo sul serio i tre libri finalisti e, come tutti gli altri quarantanove, voterò in diretta sul palco sabato 14, con lo scrutinio e la premiazione immediate. (A proposito: istruzioni per l’uso: appuntamento a Villa Tigullio a Rapallo, alle 19: presenta Nathalie Caldonazzo, ospiti Paola Quattrini, Lunetta Savino, Paolo Bessegato e Ami Stewart. A contendersi il premio - che ha nel suo albo d’oro, tanto per fare un esempio, un libro fortunatissimo come Non ti muovere di Margaret Mazzantini - dopo una selezione fra ottantaquattro iscritte, sono rimaste: Elisabetta Rasy con L’estranea, Caterina Bonvicini con L’equilibrio degli squali e Simona Vinci con Strada provinciale tre. Mentre Eliana Bouchard ha vinto il premio opera prima con Louise e Laura Pariani si è aggiudicata il premio speciale della giuria per Dio non ama i bambini. Premi che Francesco De Nicola, docente di letteratura italiana contemporanea in università ha motivato senza retorica).
Ma, soprattutto, il Rapallo Carige è un’orchidea colorata perchè riesce a coniugare tre mondi che sembrerebbero destinati a non parlarsi mai, come quello della cultura, quello di una banca che macina utili e quello del turismo.
Che Mentore Campodonico, sindaco di Rapallo, parli bene di Rapallo e inviti tutti a visitare la sua città d’estate, è nelle cose.
Ma è sentendo i banchieri, quelli che solitamente sono abituati a declinare numeri e dividendi, che vedi il miracolo. Ad esempio, Alfredo Sanguinetto, direttore generale della banca genovese. Sanguinetto è davvero un uomo di cifre - cifre ottime, peraltro - non un romanticone. Eppure, riesce a firmare il più bel manifesto turistico del Tigullio, meglio di mille campagne della Regione, dove c’è un assessorato che sembra avere una concezione omeopatica della promozione turistica: «Quando facciamo i road show con gli investitori stranieri e dobbiamo raccontare la nostra banca, spieghiamo che la Carige ha la sede vicino a Portofino, Santa Margherita Ligure e Rapallo». E, chiaramente, gli basta per partire bene nella sua opera di convincimento.
Oppure, Alessandro Scajola, che della Carige è vicepresidente e si infervora nel raccontare la ratio del premio e il suo legame con il sesto gruppo bancario-assicurativo italiano: «Cosa c’entriamo noi con la letteratura al femminile? Siamo un’ex Cassa di Risparmio, abbiamo una collezione di quadri e una di monete che valgono un museo, tanto è vero che spesso le apriamo al pubblico, ma soprattutto pensiamo che la cultura sia uno degli elementi che ci unisce al nostro territorio».
La sede della conferenza stampa di presentazione dell’edizione 2008 del Rapallo Carige è un albergo romano in cima a Trinità dei Monti, scenario da sogno anche per mettere la bandierina sull’ulteriore espansione dell’istituto di credito genovese nella Capitale. Ma Scajola non si lascia intimidire dalla bellezza romana e si lancia in un elogio di Rapallo degno della cittadinanza onoraria: «Vi dico solo che dovreste venire tutti a Villa Tigullio per vedere il posto dove si assegna il premio: ci sono due lunghe file di alberi che degradano sul mare e, sullo sfondo, le tre gobbe di Portofino».
Non aggiunge altro. Non serve.