Il razzismo del Terzo Millennio? È il salutismo

In parte è una notizia vecchia: infatti è già da anni che le autorità britanniche tendono a mettere i fumatori agli ultimi posti delle liste sanitarie, e sull'Independent del 20 febbraio 2003 si poteva apprendere per esempio che era stata «Scartata l'ipotesi di negare la mutua agli obesi». Si vede che ora i tempi sono maturi, o almeno deve averlo pensato il primo ministro inglese Tony Blair: secondo l'Independent di ieri, appunto, Blair farà il possibile affinché fumatori e obesi e alcolizzati siano curati per ultimi o quantomeno in coda a pazienti con uno stile di vita reputato più accorto.
Sarebbe un giro di vite come si dice storico, perché stravolgerebbe il caposaldo secondo il quale non sono possibili discriminazioni tra pazienti neppure in caso di malattie presuntamente auto-inflitte. E qui infatti sorge il primo problema: come si fa a stabilire che una malattia sia davvero auto-inflitta? Non c'è medico disposto a negare che il patrimonio genetico sia causa predominante nell'insorgenza di qualsivoglia patologia, il che spiega perché ci sono novantenni che fumano due pacchetti al giorno e ventenni salutisti coi tumori ai polmoni; così pure, maliziosamente, non si mancherebbe di far notare che il danno auto-inflitto più frequente e oneroso resta quello dello sciatore fratturato, del calciatore domenicale stirato, del jogger che per una vita intera ha corso respirando benzene.
Ma questi discorsi sono reputati evasivi o dilettantistici, al pari di quelli secondo i quali i fumatori versano all'erario inglese assai più di quanto costerebbero in termini sanitari. Sicché bisogna fare delle scelte tra cittadini e cittadini, ed è questo a trasformare uno Stato laico in Stato etico senza troppi patemi d'animo. Del resto lo sprone è forte, se è vero che l'obesità costerebbe circa dieci miliardi di euro l'anno alla mutua inglese. L'importante è sapere dove stiamo andando. È in questa direzione che va letto il recente benestare della Commissione europea alla possibilità di non assumere un fumatore in quanto semplicemente fumatore: e si badi bene che la nota polemica sugli effettivi danni del fumo qui non c'entra nulla, perché stiamo già dando per scontato che fumare faccia male. Così pure fa male abboffarsi di cibo o di alcol: e tuttavia la discriminazione non riguarda un comportamento illegale, non si tratta di negare lavoro o diritti a un tossicomane o a un violento: si parla di escludere chi fumi magari una sola sigaretta al giorno nel buio della propria stanzetta, si parla di un terzo dei datori di lavoro americani (per ora) che ai colloqui di assunzione già chiede esami del sangue e delle urine per cercare tracce di nicotina, e nel caso dei Vigili del fuoco l'assunzione viene rifiutata a chi fosse stato fumatore anche solo due anni prima.
Si vogliono declassare le scelte personali a curriculum di idoneità sociale, si stanno spalancando le porte a una definitiva intromissione dello Stato-madre nel nostro privato, si vuole ufficializzare una Sanità pubblica che inglobi ormai la dimensione sociale e comportamentale della nostra vita, un pensiero unico e igienizzato che individui una devianza in ogni presunta causa di insalubrità, in ogni stress, in ogni dipendenza, in ogni potenziale instabilità affettiva. Esagerazioni? Vedremo. Sta di fatto che presto, probabilmente, assumere un astemio sarà reputato più conveniente che assumere chi sorseggi del Tavernello una volta la settimana. Negli Stati Uniti, almeno in alcuni Stati, il peso dei bambini è già un preciso e discriminante voto in pagella; i criteri di calcolo dell’obesità peraltro appaiono quantomeno discutibili anche perché cambiano di continuo: l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha determinato delle soglie differenziate tanto che il calcolo della massa corporea, cambiato nel 1998, in Oriente ha portato il numero degli obesi da un miliardo a un miliardo e settecentomila, tutto in una notte, e negli Stati Uniti ha trasformato in obesi persino Tom Cruise e Mel Gibson.
In Italia se ne cominciò a parlicchiare quando il ministro della Salute Girolamo Sirchia propose razioni più modeste nei piatti dei ristoranti, coi panini e i tramezzini a non dover superare i cinquanta grammi: ci fu una mezza sollevazione popolare. Ma ci arriveremo anche noi, sono passaggi obbligati anche se certe campagne neosalutistiche seguiteranno a trionfare più nei Paesi protestanti e meno qui nel suk latino, dove si scontreranno sempre con la nostra consueta arte della mediazione. Ma la strada è quella. Il diritto internazionale ovviamente vieta di discriminare le condizioni fisiche di una persona e le sue probabilità di contrarre malattie, e così pure vieta che le aziende possano indagare in tal senso le persone che vogliano assumere: è per questo che sia lo Stato che le aziende stanno puntando tutto sui comportamenti privati dei singoli, magari sull'onda di autentiche fobie culturali. In alcuni Stati americani, per dire, non assumono scapoli (e non mancano studi secondo i quali gli scapoli vivano meno) mentre in Canada non assumono chi faccia uso di profumo, questo mentre chi appunto ne faccia uso già non può salire su un autobus o su un aereo.
Pazzia? In Nordamerica è normale, è già così da tempo: vinta la guerra del fumo, si sono convinti che gli odori e i profumi (persino l'incenso delle chiese, denominato «incenso passivo») equivalgano a emissioni di sostanze comunque patogene. Anche in Minnesota sono comparse le prime chiese cattoliche che offrono messe «incense-free». Mentre chi si profuma, in Canada, è malvisto come in Europa lo è ormai il fumatore, e presto il bevitore, dunque l'obeso e poi chissà, il caffeinomane o l'interista: ragioni in fondo se ne trovano di ottime. Negli Usa si parla di prevedere la scritta «nuoce gravemente alla salute» per le bottiglie di vino e sulle famose merendine, ciò per prevenire ogni genere di dipendenza alimentare. Già scrivemmo, su questo giornale, di una ricerca che in Italia è stata tradotta sulla rivista Industrie alimentari e secondo la quale il formaggio e la carne andrebbero aggiunti alla lista dei cibi che danno dipendenza, come già sono classificati il cioccolato e il caffè; questi alimenti, si spiegava, rilasciano componenti narcotici simili alla morfina e ne consegue che in giro c’è gente drogata di Taleggio.
Esagerazioni? Vedremo. Per intanto, a partire dal Regno Unito, fumatori e obesi e bevitori stanno per diventare ufficialmente dei cittadini di serie B. Intanto anche lo Stato più libero del mondo, come un tempo Giulio Andreotti definiva il nostro Paese, sta via via attorcigliandosi in leggi e leggine che toccano il nostro privato e che finiranno per imbrigliarci come le cordicelle che bloccavano Gulliver. Un po' alla volta diverremo la versione ingrandita di Singapore, supertecnologici e ipersicuri laddove tutto è prescritto e controllato e sanzionato. Esagerazioni. Vedremo.