Razzo talebano piomba a scuola uccisi 7 bambini in Afghanistan

Per i guerriglieri islamici le donne devono restare analfabete

Fausto Biloslavo

Come ogni mattina, ieri, i bambini facevano lezione nel cortile della moschea, che nei Paesi più poveri dell’Afghanistan è l’unico luogo di incontro. Verso le 9.30, quando erano già piegati sui libri di testo, qualcuno seduto per terra a gambe incrociate, un razzo ha squarciato l’aria con il suo caratteristico fragore di morte. Ha colpito a Salar Bagh, un sobborgo di Asadabad, quasi al confine con il Pakistan. L’ordigno è piombato proprio nel cortile della moschea esplodendo all’impatto. Le schegge hanno falciato subito sei bambini, un altro è deceduto in ospedale e 34 sono stati i feriti, compresi il guardiano della moschea ed alcuni insegnanti.
Ieri mattina nella scuola improvvisata sotto le tende c’erano 180 bambini, sia maschi sia femminucce, fra i 7 e i 10 anni. Quando il boato ha scosso Salar Bagh un brivido lungo la schiena deve aver percorso i genitori, che hanno vissuto sulla loro pelle un quarto di secolo di guerre. Madri con il burqa azzurro e padri che lavorano nei campi sono corsi alla moschea, con il cuore in gola, trovandosi di fronte ad una scena agghiacciante. Sparsi dappertutto c’erano libri di testo, quaderni bruciacchiati e i poveri brandelli umani dei bambini dilaniati dal razzo. I superstiti sono stati soccorsi e portati subito nell’ospedale da campo di una vicina base americana.
Un secondo razzo ha centrato una stazione di polizia nelle vicinanze, forse il vero obiettivo, anche se la follia integralista dei talebani ha spesso colpito le scuole e l’istruzione, soprattutto quella per le bambine. I seguaci di mullah Omar, ancora latitante, hanno decapitato nelle zone meridionali dell’Afghanistan maestri colpevoli di insegnare a leggere e a scrivere alle giovani afghane. In altri casi le scuole femminile sono state date direttamente alle fiamme.
La strage di bambini è avvenuta alle 9,30, le 7 del mattino in Italia, nella provincia di Kunar. Dall’altra parte della frontiera i fuggiaschi talebani e di Al Qaida hanno i loro santuari, da dove sferrano gli attacchi in Afghanistan.
Secondo la polizia locale, «il razzo è stato lanciato da professionisti dal lato pachistano della frontiera». Nel Kunar operano i volontari stranieri della guerra santa internazionale e gli americani hanno perso venti uomini in questa zona, dal crollo del regime talebano del 2001.
Il dolore per la strage dei bimbi è stato espresso anche dal rappresentate speciale del segretario generale dell'Onu in Afghanistan, Tom Koenigs. «In tutte le culture e tradizioni è universalmente accettato che le donne e i bambini debbono restare fuori della spirale della guerra ed è sconcertante che questo principio non sia rispettato in Afghanistan», ha sottolineato Koenigs in un comunicato. «I bambini hanno il diritto essenziale all'educazione ­ ha spiegato l’uomo dell’Onu - e non c'è giustificazione alcuna per un delitto tanto atroce».