Re Giorgio, guaglione presidenzialista

Dopo la cura settennale di Quirinal, farmaco assai più efficace del Gerovital, Giorgio Napolitano è tornato fresco e pimpante come 'nu guaglione

Dopo la cura settennale di Quirinal, farmaco assai più efficace del Gerovital, Giorgio Napolitano è tornato fresco e pimpante come 'nu guaglione.
Una decina d'anni fa lo vedevi accasciato sulla storia pesante da cui derivava. Ora invece è ringiovanito, perfino i nei che punteggiano il suo volto sembrano fosforescenti come le luci di Posillipo sul mare. Lo scuorno di questi giorni per le intercettazioni, poi, lo ha tonificato, infondendogli una vis polemica che non conoscevamo nel moderato compagno partenopeo con la bocca a cuoricino.
Ieri alla cerimonia del Ventaglio, davanti alla Casta stampata, Napolitano si è autodifeso e perfino autoelogiato come mai era capitato. Ma ha espresso, con rispetto parlando, un nonsenso.
Confutando l'opinione diffusa che lui avrebbe introdotto un «presidenzialismo di fatto», ha detto di aver osservato scrupolosamente la Costituzione, «al millimetro». Ma appunto per questo, presidente, il suo presidenzialismo si chiama di fatto e non di forma; lei non ha violato la lettera della Costituzione ma ha svolto di fatto un ruolo debordante nel pilotare la crisi e surrogare un governo, nell'intervenire sui partiti e sulle istituzioni, oltre che nel protagonismo mediatico quotidiano.
Lei dirà che altri, come Scalfaro, l'avevano già fatto, e in quanto a protagonismo Pertini e l'ultimo Cossiga non furono da meno. Ma dopo il crollo della politica, è sorto un semi-presidenzialismo di fatto. Potremmo definirlo paragollismo presidenziale, se non la disturba una certa sgradevole assonanza...

Commenti

GUGLIELMO.DONATONE

Sab, 21/07/2012 - 20:48

Veneziani, sempre grandissimo!

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Dom, 22/07/2012 - 09:33

Ma è un paragulismo con tutta la assonanza, invitarci a scrivere, senza vederci mandare in onda, invalidando il dibattito. Orrenda fine di una normalità web, che per quanto difettosa era di gran lunga preferibile a questa 'innovazione tecnica'. Quando si dice che Monti ha infestato ogni àmbito. !

Ritratto di Enrico Scarpellini

Enrico Scarpellini

Dom, 22/07/2012 - 11:34

Questo "paragollismo" ha una duplice origine: la forma mentis di un politico che, ad onta delle dichiarazioni di principio e della facciata, è stato e rimarrà sempre un esponente della nomenklatura, pur muovendosi all'interno di un movimento ideologico ingessato da troppi dogmi e schemi con una disinvoltura degna dei migliori opportunisti e la necessità di mantenere apparentemente intatte le garanzie costituzionali impedendo però di fatto agli innovatori ed ai riformisti veri di trasferire l'Italia dai primi del novecento, dove la sinistra politica e sindacale l'ha incatenata, al terzo millennio.

Stella

Dom, 22/07/2012 - 13:21

Caro Veneziani, la Sua analisi di Napolitano è perfetta. Sono, come sempre, daccordo con il Suo punto di vista.

Ritratto di Rosella Meneghini

Rosella Meneghini

Mar, 24/07/2012 - 10:14

Questo cucù è permeato di un’ironia quasi carezzevole e la cosa da parte di Marcello mi meraviglia. Personalmente sul NON mio presidente della repubblica (tutto miniscolo perché il titolo che investe questo rosso personaggio è un insulto alla parola stessa; repubblica perché io ho un altro concetto di repubblica e il mio scrive la parola tutta maiuscola poiché riconosce in essa la sovranità del popolo), non mi pronuncio per non essere denunciata per oltraggio alle istituzioni. Se lui è rosso per l’appartenenza politica, io sono rossa per la vergogna di chi mi rappresenta e rappresenta il mio Paese nel mondo.

il nazionalista

Ven, 10/08/2012 - 12:04

Io chiamo Napolitano: il caro leader nostrano, per le somiglianze con la dinastia comunista al potere nel nordCorea. Assurto a difensore irremovibile della Costituzione, l' ha completamente stravolta, cambiando la forma dello stato in una repubblica presidenziale, senza nessuna approvazione del popolo, ma per motu proprio sovrano. Grazie a tale cambiamento, può destituire governi legittimamente eletti e sostituirli con notabili della finanza, opprtunamente nominati senatori a vita, sempre per sua sovrana decisione. La concezione del potere che hanno i comunisti non è cambiata e non cambierà mai!