A Recco nasce la terra dei presepi

Pier Luigi Gardella

Oppressa dal viadotto dell'autostrada, che la sovrasta facendola sembrare ancor più piccola, la chiesa di San Rocco di Recco, conserva ancora un suo fascino ed una memoria storica che i gelosi recchelini custodiscono. Dedicata al Santo protettore dalle epidemie di peste, la chiesa fu probabilmente eretta come cappella già sul finire del XV secolo, quando le pestilenze infierivano nelle nostre regioni ed il ricorso al Santo di Montpellier era diffuso ovunque. Ampliata e portata al suo aspetto attuale nel XIX sec., oggi è una parrocchia cresciuta particolarmente negli ultimi trent'anni, con le nuove costruzioni che in pratica hanno riunito a Recco l'antica frazione di San Rocco. Da più di vent'anni la conduce don Antonio Servetto il quale ha saputo seguire la crescita del quartiere, adeguando la vita parrocchiale e rendendola vivace ed attiva.
Ma in questa chiesa c'è una caratteristica che le ha portato ormai una notorietà fuori da Recco e dallo stesso Golfo Paradiso. Quando don Antonio giunse a San Rocco, nei primi anni ottanta, due catechiste gli regalarono due piccoli presepi. Furono questi semplici oggetti che fecero scattare in lui una voglia di averne altri e da allora ogni occasione, ogni viaggio, sono stati motivo di acquistare un presepe. Poi sono venuti i doni, e la collezione cresceva di numero. Don Antonio ha cominciato a pensare che della vista di questi oggetti potessero usufruirne tutti, parrocchiani e non, ed ha cominciato ad ordinarli in due stanzette della canonica. Il loro numero continuava a crescere ed allora, sempre nella casa canonica, ha organizzato un vero e proprio museo. A tutt'oggi sono esposti 1258 presepi, ma il numero non è definitivo perché, soprattutto in questo periodo natalizio, quasi ogni giorno arriva qualcosa.
Il soggetto della Natività ci viene presentato in mille modi diversi, utilizzando i più svariati materiali e secondo le tradizioni dei più diversi paesi. A partire dalla Liguria e dai presepi napoletani, universalmente riconosciuti come patrie del presepe tradizionale, troviamo presepi provenienti da paesi dove è radicata la tradizione e l'impronta cristiana, l'America Latina o l'Oriente europeo, come pure presepi costruiti in terre dove il Cristianesimo rappresenta solo una piccola minoranza della popolazione, il Giappone, la Cina, l'India. I materiali, abbiamo detto, sono i più diversi, dalla ceramica di Capodimonte, all'ulivo ligure, dalle foglie dei nostri boschi ai sassolini del mare. Piccoli gioielli sono i presepi in argento o peltro, mentre non mancano le curiosità come un minuscolo presepe costruito su un modellino della Fiat 500, o quello dipinto su un autentico uovo di struzzo.
Don Antonio è orgoglioso dei suoi presepi di ognuno dei quali conosce la storia, le particolarità, la provenienza. I giovani della parrocchia lo aiutano, organizzando i turni di sorveglianza, i cittadini di Recco visitano questo singolare museo. Forse vale la pena, magari prima di andare a mangiare la focaccia col formaggio in uno dei tanti ristoranti di Recco, passare da don Antonio, guardare i suoi presepi, e pensare anche solo per pochi istanti all'Evento, che duemila anni fa cambiò il mondo.