Recco perde De Crescenzo Arriva Porzio?

Paolo Lonegro

È ancora un’estate calda per la Pro Recco, che, per il terzo anno consecutivo, si è creata il problema allenatore. Nel 2002 licenziò Gu Baldineti ( uno scudetto ed una Coppa campioni in tre anni), poi Enzo D’Angelo (2° posto in campionato e Supercoppa d’Europa). Ieri ha risolto, dopo una querelle infinita, il contratto con Paolo De Crescenzo. Poche scarne righe, dal club biancoceleste, per chiudere l’avventura ligure dell’ex ct della nazionale: «La Pro Recco Nuoto e Pallanuoto comunica che in data odierna che è stato risolto consensualmente con l’allenatore sig. Paolo De Crescenzo il contratto per la stagione agonistica 2005/06. Al sig. Paolo De Crescenzo vanno i più sentiti ringraziamenti per il lavoro svolto nella stagione passata e i migliori auguri per il proseguimento della propria carriera sportiva».
I retroscena, datati fine maggio, parlano di un innamoramento da parte del presidente recchese Volpi per Pino Porzio, tecnico rampante, legato da un contratto quinquennale al Posillipo. La storiella di Fedro, «La volpe e l’uva», è stata in questo caso messa subito da parte: contattato Porzio, scaricato De Crescenzo ecco che si sarebbe profilato un passaggio clamoroso del tecnico e di quattro o cinque atleti neo campioni d’Italia dal Posillipo, alla Pro Recco. Il buon senso, da una parte ha prevalso: gli atleti non hanno risposto alle sirene milionarie della Pro Recco, ma il discorso panchine ha avuto inevitabili conseguenze. La Pro Recco ha dovuto quindi «liquidare» il tecnico napoletano, ed ora resta solo la speranza che il Posillipo non insista nella pretesa (più che legittima) di applicare la penale a Porzio, che, dopo aver pubblicamente dichiarato di non voler restare più a Napoli, dovrà rispondere della risoluzione del contratto. A parti invertite, insomma, di quanto è successo a Recco.
«A Recco mi sono trovato più che bene – ci ha dichiarato un sereno Paolo De Crescenzo – tanto che resterò a Camogli per l’estate. Ho trascorso in Liguria un anno indimenticabile: grazie anche a collaboratori eccezionali. Il segretario Pino Capurro, il dirigente accompagnatore Gianfranco Mantovani, fino al preparatore atletico Paolo Barbero mi sono stati sempre vicini. Poi i giocatori: dal capitano Alberto Angelini, all’ultimo juniores hanno lavorato con me senza risparmiarsi. In ultimo, ma non come tale, grazie a Simon Botto, mio procuratore, per avermi assistito in tutta questa storia». Adesso non resta che attendere le fasi finali di questa commedia, scritta da un capriccio, che solo male ha fatto alla pallanuoto, che in qualche modo ne è uscita sconbfitta. Paolo De Crescenzo invece ha vinto perché è uomo di sport. Quello vero.