La recita di Rosa l’assassina: «I bambini non si toccano»

Il racconto dei vicini: «La moglie di Olindo simulava il suo dolore per la strage. E il marito voleva andare a trovare il ferito in ospedale»

da Erba (Como)

«Mi dispiace per la signora Valeria e poi per il bambino. Perché, cavoli, i bambini non si toccano. Non si toccano e basta». Era la prima domenica dopo la strage di Erba e Rosa Bazzi, che sei giorni prima aveva tagliato la gola a Youssef, recitava il suo copione da vicina di casa indignata per l’accaduto. Recitava di fronte a Daniela Arcaini, che fino a qualche mese prima aveva abitato nell’appartamento sotto a quello di Raffaella e si era sempre ritrovata, suo malgrado, in mezzo alle liti fra le due donne.
«Avevo trovato Olindo alla causa davanti al giudice di pace che c’è stata due giorni dopo la strage - racconta Daniela -. Mio marito era stato citato come testimone. Olindo mi è sembrato davvero sconvolto e ha detto che voleva andare a trovare Frigerio in ospedale». Non si sa se l’assassino sia andato a trovare il supertestimone, ma si sa che Daniela è andata a trovare l’assassino e la moglie perché si fidava di loro.
«Quando abitavo in via Diaz mi trattavano come se fossi figlia loro, lei mi faceva sempre trovare un piatto di pasta pronto quando tornavo dal lavoro e mi diceva: “Non mangiare da sola, vieni dentro da noi”. Lui, Olindo, mi accompagnava al portone d’ingresso perché avevo paura di Azouz». Daniela Arcaini è anche la vicina che aveva fatto causa al marito di Raffaella Castagna. «Come al solito stavano litigando Rosa e Raffaella, io mi sono messa in mezzo a fare da paciere e quando è arrivato Azouz mi sono presa lo spintone che mi ha fatto cadere a terra. Poi mi ha minacciato, solo che il mio avvocato mi ha detto che Rosa aveva detto ai carabinieri che Azouz aveva minacciato lei, così ho dovuto ritirare la querela e accettare il risarcimento economico. Da quel momento lei mi ha tolto la parola. Però il giorno della causa Olindo mi aveva fatto pena, ho pensato: “Se sta male lui, chissà Rosy”. Invece lei ha ricevuto in casa me, mio marito e mia figlia, che è ancora piccola e ha recitato la sua sceneggiata, se l’era studiata proprio bene. Ho creduto alla loro innocenza fino al giorno della confessione, ma ora mi sento presa in giro e mi vergogno, ora penso che sarebbe stato meglio se fossi diventata amica di Azouz e mi fossi fatta accompagnare da lui per difendermi da Olindo. Ho sempre considerato stupida, nel senso di poco intelligente, quella donna, ma mai avrei creduto che sarebbe arrivata a tanto».