Via la regina dal passaporto E la Gran Bretagna si ribella

Il governo: «Sarà sostituita dalla bandiera dell’Unione europea» Il «Telegraph»: «Inaccettabile»

da Londra

Un po’ più europeo, molto meno Reale. Così sarà il nuovo passaporto britannico che dal 2010 dovrebbe sostituire quello attuale. E nel tentativo di ricordare ai cittadini inglesi che il loro paese fa anch’esso parte dell’Unione europea, il governo ha intenzione di rifare il look a quello che in Gran Bretagna rimane per ora l’unico vero documento d’identità.
Via dunque lo stemma reale stampato sulla prima pagina del libretto insieme al messaggio della Regina che inizia garantendo ad «ogni cittadino del Regno il diritto al libero movimento, all’assistenza e protezione». Al loro posto dovrebbero subentrare lo stemma dell’Unione con le sue 12 stelle e l’incipit del messaggio inserito nel trattato europeo che inizia con «Ogni cittadino dell’Unione».
La frase appartiene all’articolo 20 della nuova costituzione europea, la stessa che fu rigettata due anni fa con un referendum anche da alcuni paesi membri come Francia e Paesi Bassi. Ieri un portavoce del ministero degli Esteri ha sottolineato che i cambiamenti previsti per ora sono ancora al vaglio delle autorità. «Nessuna decisione in merito è stata ancora presa» ha voluto ricordare il rappresentante del Governo. Lo scetticismo degli inglesi verso l’Europa è rimasto sempre molto forte e la proposta di levare ogni riferimento a sua Maestà dal passaporto nazionale è bastata a suscitare un putiferio politico a cui il quotidiano conservatore The Daily Telegraph non ha mancato di dar voce.
I primi a criticare l’idea sono stati naturalmente i Tories, da sempre convinti della necessità di indire un referendum sulla costituzione europea in modo che i cittadini possano esprimere apertamente la propria contrarietà. «Questo è un altro esempio di come la Comunità europea stia guadagnando sempre più potere nei confronti del popolo britannico - ha commentato il segretario ombra dei conservatori William Hague - la nostra gente è orgogliosa del suo essere inglese e i loro passaporti devono rispecchiare chiaramente questo sentire. Non vi è dunque nessuna ragione per cambiare l’aspetto tradizionale del nostro documento». I passaporti inglesi contengono un riferimento alla monarchia fin dal 1915, anno in cui il primo libretto blu venne consegnato ai cittadini. Sono rimasti gli stessi fino a vent’anni fa, quando sono stati rimpiazzati da un documento più piccolo e maneggevole di color porpora con le parole Unione europea stampate sulla copertina. Ora, la nuova versione del passaporto afferma che la Gran Bretagna è obbligata a garantire ai cittadini della Comunità lo stesso trattamento dei suoi connazionali. L’articolo 20 della nuova Costituzione stabilisce infatti che qualsiasi cittadino europeo a cui il proprio governo non garantisca assistenza, può aspettarsi il sostegno da parte di ogni altro paese dell’Unione egli abbia scelto.
Non si sa quanto la gente comune sia consapevole del reale e profondo significato rappresentato da un semplice cambiamento di look, ma una cosa è certa, molti non digeriscono l’idea. A dimostrarlo, il sondaggio on line inaugurato ieri dallo stesso Telegraph che è stato sommerso da risposte indignate. Molti lettori chiedono a gran voce il referendum sulla costituzione europea per poterla rifiutare e altri si chiedono che cosa sia saltato in mente al Governo. «Lunga vita alla Regina, sui passaporti, sui francobolli, sulle monete e sulle banconote» scrive al giornale Wendy Farrington e il messaggio è chiaro. Per lei e per moltissimi altri suoi connazionali la Gran Bretagna è ancora soprattutto un’isola. L’Europa può aspettare.