«Requisiamo tutte le case sfitte in Toscana»

Previsto un contratto di 18 mesi rinnovabile, a canone concordato in cambio di alcuni vantaggi fiscali

Antonio Signorini

da Roma

Sugli espropri delle case sfitte Rifondazione comunista insiste e rilancia. La richiesta di sequestrare gli appartamenti per farli abitare dagli sfrattati, partita da una ciroscrizione di Roma, ripresa in Liguria e ripetuta in Lombardia e Veneto, ha trovato in Toscana una nuova e più dura formulazione. Il gruppo consiliare della Regione non si è fatto scoraggiare dall’imbarazzo creato dai precedenti, né dall’irritazione di Piero Fassino e Francesco Rutelli e ha depositato una proposta di legge destinata a fare ancora più rumore. In sintesi, Rifondazione chiede di procedere «requisizioni temporanee di alloggi per affrontare la drammatica situazione degli sfratti esecutivi e le condizioni di grave disagio sociale dovuto alla impossibilità di rendere concreto il diritto alla casa». Si tratta di «un provvedimento forte - hanno riconosciuto Monica Sgherri e Paolo Gangemi, rispettivamente capogruppo in Consiglio regionale e responsabile enti locali del Prc - ma legittimo per il diritto e la giurisprudenza vigenti, reso necessario dall’acutezza della fase che stiamo vivendo anche nella nostra regione e che viene da noi proposto come prima tappa di una ripresa più strutturale di una politica residenziale pubblica, nell’alveo di una sempre maggiore centralità del diritto alla casa». Un primo passo, quindi, verso il ritorno al mattone di Stato, realizzato ponendo vincoli strettissimi alla proprietà immobiliare.
In concreto, se dovesse passare la proposta del Prc, saranno requisiti gli alloggi sfitti da almeno un anno che si trovano in comuni «a forte tensione abitativa». Chi li occuperà stipulerà un contratto «di diciotto mesi raddoppiabili» pagando una cifra che corrisponde ai «canoni concordati» pagati in parte degli enti locali tramite risorse inserite in un Fondo da creare ad hoc. In cambio, spiega Rifondazione comunista, il proprietario dell’abitazione requisita otterrebbe «numerosi vantaggi sul versante fiscale, primi fra tutti le esenzioni dalle addizionali e dal pagamento dell’Ici». Restano da capire alcuni dettagli. Non è ad esempio chiaro se, come nel caso della proposta dei comunisti della Liguria, gli espropri saranno limitati alla terza casa o se per i toscani si apra la possibilità di vedersi requisita anche la seconda casa al mare.
Ma il senso è soprattutto politico, come politica è la scelta dei tempi. La proposta è stata presentata a un giorno dalla convention sul programma dell’Unione, ha osservato Paolo Marcheschi, consigliere regionale di Forza Italia in Toscana.
«C’è un progetto di Rifondazione comunista di portare un attacco alla proprietà privata», ha commentato Antonio Tajani, capogruppo azzurro all’Europarlamento che a questo punto vorrebbe sapere «se l’abolizione della proprietà privata è uno dei punti qualificanti del progetto di governo di Prodi».
Difficilmente il tema degli espropri troverà spazio alla convention dell’Unione che si terrà questa mattina. Quando per la prima volta un consigliere circoscrizionale del X municipio di Roma propose la requisizione temporanea degli alloggi, si pensò ad un’uscita estemporanea. Poi i gruppi di Rifondazione comunista nei consigli regionali di Liguria, Veneto e Lombardia decisero di battere la stessa strada e i media cominciarono a darne conto, suscitando l’ira del segretario Ds Piero Fassino che, riferendosi proprio a un articolo comparso su questo quotidiano, parlò di «un giornale di propaganda». In realtà, pochi giorni fa lo stesso Fassino e il lader della Margherita Francesco Rutelli dedicarono un intero vertice con Romano Prodi all’offensiva della sinistra radicale. E tra i casi citati dai due leader c’è stato anche quello della requisizione temporanea delle case. Un tema impopolare in un Paese dove la stragrande maggioranza dei cittadini abita in case di proprietà. Le lamentele di Fassino («Nel 2006 parlare di esproprio è privo di senso, meno che mai se si tratta di case») e soprattutto di Rutelli sono diventate un occasione di scontro con il segretario di Rifondazione comunista Fausto Bertinotti. Il leader neocomunista ha precisato di preferire che si colpiscano solo le «grandissime proprietà immobiliari», ma ha anche attaccato Rutelli perché, criticando le proposte dei suoi consiglieri «elude il dramma sociale degli sfratti».