In rete 300mila siti inneggiano all'anoressia

Migliaia di giovani si collegano ogni giorno per condividere le proprie esperienze. L'esperto: "E' una sorta di religione con un decalogo preciso"

Roma - Sono oltre 300mila i siti "pro ana". Qui migliaia di giovani si collegano per condividere esperienze di chili sfumati nel nulla, tecniche per vomitare senza che nessuno se ne accorga e consigli per assottigliare sempre più il proprio corpo quasi a renderlo carta velina.

Gli adepti all'anoressia Sono una sorta di comunità religiosa. Adepti che "venerano" quella che, ai loro occhi, appare un’entità quasi divina, la dea Anoressia, in gergo "Ana". Il pericolo corre anche sul web: a lanciare l’allerta è lo psichiatra dell’università di Torino, Antonio Fassino, in occasione della presentazione del Progetto nazionale per la prevenzione dei disturbi del comportamento alimentare promosso dai ministeri della Salute e delle Politiche giovanili. "Abbiamo effettuato, e pubblicato, uno studio a campionamento - spiega l’esperto - dal quale emerge che, stando collegati alla Rete, nell’arco di poche ore si incontrano almeno 300.000 siti pro anoressia".

Il tam tam corre nei blog Allarmanti i messaggi diffusi. "Si spiegano ad esempio i trucchi - dice lo psichiatra - per non farsi incastrare dai medici e scoprire dalle famiglie, si inneggia all’autodistruzione, si indica come fare a digiunare facendo finta di mangiare". Ma l’aspetto più preoccupante, sottolinea, è che si inneggia alla "bellezza" dell’essere anoressici: "Il fatto - afferma Fassino - è che il digiuno crea una dipendenza vera e propria, come quella dalle droghe. Il digiuno ha infatti l’effetto di uno stupefacente, determinando un vero stato di esaltazione". I siti che inneggiano ad esso sono quindi, soprattutto per i giovani più deboli psicologicamente, estremamente pericolosi: "Se intercettati dovrebbero essere chiusi, ma il problema è che sono incontrollabili e, dopo la chiusura - rileva lo psichiatra - ricompaiono sotto altri nomi".

Il cobntrasto ai siti "pro Ana" Proprio il contrasto ai siti pro ana è uno dei punti del Progetto nazionale di prevenzione, che vedrà anche l’azione degli esperti dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, che interverranno diffondendo sul web messaggi positivi di contrasto all’anoressia con le modalità del linguaggio giovanile, dalle chat ai blog. E dal responsabile della Direzione sistemi informativi del Bambino Gesù, Daniele Caldarelli, l’invito a non sottovalutare i rischi della Rete: "C’è sul web una sorta di religione dell’anoressia, con un decalogo preciso di 10 comandamenti e una preghiera delle anoressiche. La tendenza è quella di raccogliersi in Rete per un delirio anoressico, creando una comunità di adpeti a tutti gli effetti". un fenomeno, conclude l’esperto, "sempre più frequente, molto pericoloso e ancora, purtroppo, poco contrastato".