Rete4, il governo modifica l'emendamento Veltroni: "Quel decreto è una forzatura"

L'opposizione abbandona l'aula tentando di bloccare l'approvazione del decreto tv. Ma l'Udc resta al suo posto e la votazione è valida. Casini: "Non sviliamo il parlamento". La Melandri: "Questo è un blitz, noi continueremo a batterci contro". Di Pietro: "Napolitano non firmi"

Roma - E' uno scontro durissimo quello che è in corso alla Camera dove sono ripresi i lavori sul decreto di attuazione degli adempimenti comunitari, che comprende anche la delicata questione dell’assegnazione di frequenze tv. Su questo punto il governo aveva presentato un emendamento, detto "salva-Rete 4", che ha scatenato l’ostruzionismo dell’opposizione. Al termine della seduta di stamani il governo ha annunciato di voler riformulare l’emendamento, e la nuova versione, ha riferito in aula il vice presidente Rosi Bindi, è stata già presentata. Ma le modifiche, secondo l'opposizione, sono "marginali" e non incidono sulla sostanza del provvedimento.

Veltroni: "Stanno sbagliando" Il fatto che il governo sia andato sotto alla Camera sull’emendamento al dl comunitario che contiene anche la norma salva Rete 4 (l’emendamento respinto riguardava "norme a tutela della fauna selvatica" ed è stato bocciato per due voti, 240 no contro 238 sì, ndr) "dimostra quello che abbiamo sempre detto: stanno facendo una cosa sbagliata e ne sono consapevoli". Lo afferma il segretario del Pd, Walter Veltroni. "Le difficoltà alla prima prova impegnativa - aggiunge - testimoniano come non basti avere sulla carta i numeri, bisogna motivare e convincere. Si tratta di una forzatura, tutti ne sono consapevoli, e le forzature hanno le loro contraddizioni".

Di Pietro: "Napolitano non firmi" "Il presidente della Repubblica, Napolitano, non controfirmi il decreto almeno nella parte in cui aggira il provvedimento europeo. Noi abbiamo chiesto un incontro con Napolitano e speriamo che ci sia prima del voto in aula". Lo ha detto Antonio Di Pietro conversando con i giornalisti davanti a Montecitorio dove si svolge un sit in dell’Italia dei Valori contro il decreto all’esame della Camera.

Soro: "Si vuol bloccare tutto fino al 2012" "La correzione dell’emendamento è semplicemente un atto marginale e irrilevante rispetto alla partita - commenta Antonello Soro, capogruppo del Pd alla Camera -. La questione vera è che si vuole bloccare il mercato delle frequenze radiotelevisive fino al 2012: questo significa escludere l’Italia dalla possibilità di investimenti di concorrenza in questo settore. Noi - avverte - saremo l’unico paese in Europa in cui sarà impossibile comprare e partecipare in un libero mercato all’acquisizione di frequenze radiotelevisive".

Scontro sul numero legale Partito democratico e Italia dei Valori hanno tentato la carta dell’abbandono dell’aula della Camera per far mancare il numero legale nel corso delle votazioni sul decreto legge cui il governo ha presentato un emendamento per salvare Rete 4 dal trasferimento sul satellite. L’altra parte dell’opposizione, l’Udc, però, non ha aderito alla protesta e, grazie alla sua presenza nell’emiciclo, ha garantito il quorum necessario per la validità del voto. In realtà, secondo la rilevazione elettronica del voto sono effettivamente mancati dieci voti ma, in base al regolamento, il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha considerato presenti i quattordici deputati, prevalentemente dell’Idv, che si erano iscritti a parlare sull’emendamento pur senza partecipare alla votazione, prendendo quindi atto che la Camera era in numero legale.

Casini censura Il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, ha criticato l'atteggiamento ostruzionistico di Pd e Idv: "L’abitudine a inizio legislatura di ricorrere a questo strumento di lotta finisce per svilire il parlamento. L’Udc esprime fin da ora che l’abbandono dell’aula e l’ostruzionismo parlamentare non possono essere la prassi di funzionamento tra maggioranza e opposizione. Noi saremo presenti in aula".

La Melandri: "Anche al Senato" Quello del governo "è un blitz". Lo dice il ministro-ombra delle Comunicazioni del Pd, Giovanna Melandri, conversando con i giornalisti in Transatlantico mentre in Aula si esamina il decreto soprannominato "salva-Rete4" sottolineando che la scelta del governo di inserire quell’emendamento in un decreto "dimostra una strana fretta". Quindi, Melandri assicura che "il Pd farà ostruzionismo sia alla Camera sia al Senato".