La ricchezza di avere in casa un arredamento tutto d’oro

Dai vetri alle pelli, dalle lampade ai mobili: ecco come fa luccicare gli ambienti

Un piacere che non è mai stato respinto da nessuno, è quello di avere in casa qualcosa che richiami l'oro. Un oro del quale in questi tempi non felicissimi si è ritornati a parlare perché inaspettatamente ha riassunto il suo ruolo di un tempo, aumentando sempre più il suo valore e confermandosi bene rifugio. Ma l'oro di cui parliamo noi è quello che può decorare la nostra casa, attraverso il rivestimento di tantissimi oggetti, sia adoperando il materiale originale che rifacendosi a tessuti e involucri che ne richiamano soltanto il colore. L'oro, da non confondersi con il giallo, certamente nei nostri arredamenti può trovare una sua collocazione, per sottolineare una certa zona, per mettere in risalto un pezzo importante, per creare una suggestione insolita magari con accostamenti inconsueti. Ricordiamoci che questo materiale è tra i più delicati e quindi occorre sempre trattare gli oggetti che lo presentano con grande delicatezza, senza sottoporli a sforzi eccessivi o a maneggiamenti troppo disinvolti. Una volta questo materiale era sì simbolo di preziosità, ma lo si adoperava soprattutto per statue, orologi da tavolo, intarsi di consolle o di sedie o per cornici. Oggi tutto ciò praticamente non esiste più e dobbiamo accontentarci di un uso di questo ricco metallo molto più borghese e contenuto. Resta indubbiamente il fatto che nei nostri ambienti può rappresentare una nota ricca di personalità, specialmente se abbinato alle tinte bianche e ai maculati, messo a confronto con materiali nobili, accostato anche al semplice cristallo o alla ceramica a far decorazione. In questa pagina una carrellata di come l'oro trovi oggi spazio nell'arredare, ma ricordiamo che se andiamo a ben vedere lo ritroviamo da sempre nella moda e soprattutto negli accessori ( che stanno diventando importanti almeno quanto la moda stessa) e quindi la cosa più giusta è impiegarlo in casa come complemento, come cosa in più, sfuggendo alla tentazione di farlo diventare un protagonista troppo ingombrante, col rischio di fagli fare una brutta figura.
(hanno collaborato:
Albino Boffi

e Gabriella Kuruvilla)