Riccio condannato a 9 anni e 6 mesi

Nove anni e sei mesi di reclusione e una multa di 60 mila euro è la pena inflitta dal tribunale presieduto da Guido Macchiavello (giudici Carpanini e Petri) al colonnello dei carabinieri Michele Riccio (difeso da Claudia Marsala), rinviato a giudizio con l’accusa di assocazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, riciclaggio di denaro e per aver organizzato false operazioni al fine di ottenere promozioni e encomi.
Un verdetto eclatante, perchè, oltre a ridurre abbontantemente la richiesta di condanna a 24 anni del pm Andrea Canciani, cancella l’accusa di associazione a delinquere e assolve 9 degli 11 imputati. In pratica su 45 capi di imputazione, Riccio (distintosi nella lotta al terrorismo, alla criminalità organizzata, e alla mafia in Sicilia), è stato condannato per tre operazioni (Topkapi, Pantera e episodio della raffineria di corso Europa) per ricezione di droga e concorso in spaccio.
Il tribunale ha invece inflitto 24 anni di reclusione al coimputato Giuseppe del Vecchio, ex maresciallo (difeso da Giovanna Novaresi) comprensivi dei 16 anni di un precedente processo per droga.
Tra i 9 coimputati assolti, l’ex pm e ex deputato di Forza Italia, Tiziana Parenti (assistita da Giovanni Ricco), che aveva rifiutato la prescrizionee (il pm aveva chiesto 3 anni e mezzo), i marescialli Gianmario Doneddu (difeso da Fabio Maggiorelli e Maurizio Tonnarelli) che rischiò più volte la vita, come «infiltrato» (il pm aveva chiesto 12 anni), e altri tre sottufficiali, Angelo Piccolo, Vincenzo Parrella e Giuseppe Sesto.
Assolti anche il «collaboratore» Giovanni Gullà e il fornitore di droga Francesco Cutano, difeso da Giuseppe Gallo.