Noi paghiamo i rifiuti, i nordici ci guadagnano

L'Italia ogni anno sborsa 150 milioni per esportarli in Austria e Olanda. Dove li usano (gratis) per riscaldare case e uffici

I treni carichi di immondizia, almeno due o tre alla settimana, risalgono lentamente la Penisola fino al confine austriaco. Molti si fermano in riva al Danubio, non lontano da Vienna, alcuni proseguono fino in Ungheria o in Slovacchia. Poi ci sono le navi, stracolme di pattume: partono di solito dalla Campania e attraccano in Olanda, vicino a Rotterdam, o in Spagna, a Palma di Maiorca. È il made in Italy che sarebbe meglio non avere, che anziché farci guadagnare ci costa soldi, che arricchisce gli altri e impoverisce noi.

Nel 2014, secondo l'annuale rapporto dell'Ispra, l'Italia ha esportato più di 320mila tonnellate di rifiuti urbani: non riusciamo a trattarli, non sappiamo dove metterli e allora li regaliamo. Ma non è un regalo gratis: se mettiamo insieme i costi per il pre-trattamento (indispensabile per fare viaggiare l'immondizia), quelli per il trasporto, e le tasse che versiamo ai Paesi d'arrivo, lo scherzo ci costa quasi 150 milioni l'anno. Soldi che noi paghiamo e che vanno a beneficio dei contribuenti dei Paesi che accolgono a braccia aperte i nostri rifiuti. Sì, perché l'immondizia tricolore all'estero viene bruciata e utilizzata per produrre energia o calore da riscaldamento: dall'Austria all'Olanda, fino a Budapest a Copenaghen interi quartieri sono riscaldati a spese nostre. Noi paghiamo i costi, all'estero risparmiano in metano e olio combustibile (e in più, come vedremo, ci guadagnano in termini di minor inquinamento).

Al danno si aggiunge la beffa considerando che ai 150 milioni di cui sopra dobbiamo aggiungere le multe che periodicamente l'Unione europea ci appioppa per l'ostinazione nel non rispettare le norme europee sui rifiuti, per le discariche abusive e lo smaltimento irregolare. In un'audizione parlamentare del ministro per l'Ambiente Galletti che risale alla primavera scorsa, si mettevano in fila sanzioni per 200 milioni, che nella maggior parte dei casi si ripetono anno dopo anno. «Tra noi e molti Paesi europei, soprattutto del Nord Europa, c'è una differenza di fondo», spiega Nadia Ramazzini, giurista ambientale che con Daniele Fortini, numero uno dell'Ama, l'azienda dei rifiuti romana, ha pubblicato di recente un libro sull'argomento (La raccolta differenziata, Ediesse editore). «All'estero quella dei rifiuti viene considerata una filiera industriale vera e propria, in cui l'immondizia diventa una risorsa preziosa. Qui da noi a farla da padrone sono invece gli aspetti ideologici».

LA PARALISI

Proprio l'ideologia e la cattiva politica sono le protagoniste del braccio di ferro che da mesi si trascina tra governo e Conferenza delle Regioni sulla costruzione di una decina di nuovi inceneritori (da affiancare alla cinquantina scarsa già esistente), che potrebbero contribuire a superare l'endemica emergenza rifiuti della Penisola. Il via libera ai lavori era contenuto nel cosiddetto decreto «Sblocca Italia» approvato nel novembre 2014. Nel testo i termovalorizzatori vengono definiti «infrastrutture e insediamenti strategici di interesse nazionale», si stabiliscono procedure di autorizzazione semplificate. Quando il ministero dell'Ambiente, come previsto, ha messo a punto il decreto legislativo per passare alla fase operativa, le Regioni hanno però alzato un pesantissimo fuoco di sbarramento.

Dal governatore pugliese Michele Emiliano e da quello siciliano Rosario Crocetta le proteste più vivaci: «Io i termovalorizzatori non li farò mai», ha dichiarato platealmente quest'ultimo. Il piemontese Sergio Chiamparino, prima di dare le dimissioni da presidente dalla Conferenza delle Regioni, ha chiesto con una lettera l'istituzione di una «cabina di regia» in cui le decisioni venissero condivise. Il ministro ha risposto che un accordo è possibile ma che non possono essere messe in discussione le scelte già definite, e cioè fondamentalmente quella di costruire i nuovi termovalorizzatori, e così il braccio di ferro è ripreso. In gennaio è previsto un nuovo round di incontri, ma intanto, dopo più di un anno dalla decisione, gli inceneritori sono ancora un lontano progetto.

IL BLUFF DEI GOVERNATORI

Il mantra dei governatori regionali contrari ai termovalorizzatori è il richiamo alla raccolta differenziata. E il riferimento sarebbe serissimo se non fossero proprio le legislazioni regionali a trasformarlo in un paravento che sta tra l'ipocrisia e la truffa vera e propria. Per rendersene conto basta guardare ai 20 Piani regionali di gestione dei rifiuti urbani. «Tutti partono da un presupposto», spiega la già citata Ramazzini. «Che l'obiettivo di raccolta differenziata fissato dalla legge, che era al 65% per l'ormai lontano 2012, sia stato raggiunto. Quindi non resta che da provvedere gli impianti per trattare e smaltire il restante 35%. Il problema è che in quasi tutte le Regioni la raccolta differenziata è ben al di sotto della soglia prevista per legge. E quindi impianti e discariche ufficiali non bastano mai». Per dare un'idea di quanto la maggior parte dei piani regionali siano fasulli basta passare in rassegna le cifre reali sulla raccolta differenziata nelle varie parti della Penisola. Le uniche ad avvicinarsi all'obiettivo del 65% sono Veneto e Trentino Alto Adige (entrambe al 64,6%), ma ci sono Regioni come Molise (19,9%), Calabria (14,8%) o Sicilia, al 13,3%, con Province come Enna o Siracusa tra il 6 e il 7%.

Eppure nella legislazione regionale tutti sono alla soglia magica del 65%. Ed è per questo che nemmeno l'inadempiente Sicilia ha «ufficialmente» bisogno di inceneritori. Quanto a questi ultimi hanno un tradizionale nemico negli ecologisti. All'annuncio dei nuovi impianti associazioni come il Wwf si sono stracciate le vesti contro «una politica retrograda che non ha spazio in Europa e non ha futuro in Italia» e hanno avanzato la richiesta di rito: «definire piani regionali di gestione del riciclo dei rifiuti, che puntino decisamente alla loro riduzione, al riuso e al riciclaggio dei materiali». A parte il riferimento ai piani regionali (si spera diversi da quelli attuali) è anche l'affermazione sull'Europa ad apparire temeraria. Perché nel resto del continente, soprattutto nel virtuoso Nord, riciclo e inceneritori non sono affatto visti in contrapposizione. Anzi, come dimostra il grafico pubblicato in questa pagina, sono proprio i Paesi più attenti al riuso dei rifiuti a scegliere i termovalorizzatori, respingendo il tradizionale deposito in discarica (ormai ridotto a zero in Germania, il Paese che ha inventato le moderne metodologie di riciclo e che «brucia» i rifiuti in una percentuale praticamente doppia rispetto all'Italia). Il problema è che nel resto d'Europa la pensano in maniera esattamente opposta rispetto agli ecologisti italiani. La Svezia, per esempio, bruciando i rifiuti scalda circa 800mila abitazioni e produce energia elettrica per 250mila. Per raggiungere l'obiettivo importa ogni anno un milione di tonnellate di immondizia. Un Paese di sconsiderati inquinatori? Non sembrerebbe.

RISPARMI EUROPEI

Secondo le cifre ufficiali il risparmio nell'uso di olio combustibile è pari a 1,1 milioni di metri cubi e la riduzione delle emissioni di anidride carbonica è pari a quella prodotta da 600mila automobili. Perché a parità di calore prodotto, secondo studi come quelli dell'Epa, l'agenzia dell'ambiente Usa, i termovalorizzatori hanno meno impatto ambientale della maggior parte delle altre centrali e inquinano più o meno come una piccola azienda. Si spiegano così scelte a prima vista incomprensibili se viste dall'Italia, come gli inceneritori nel pieno centro di Vienna (uno disegnato dall'architetto ecologista Hundertwasser) o quelli metropolitani di Parigi. Il caso più estremo è quello della mecca del lusso e dei miliardari di mezzo mondo: il principato di Monaco. In pieno centro, a due passi dall'ospedale intitolato alla principessa Grace e a un tiro di schioppo dalla residenza dei principi, sono accese le caldaie dell'inceneritore di Fontvieille.Quanto all'Italia, abbiamo altri pensieri: ridurre al minimo i danni ecologici legati al mancato smaltimento di 6 milioni di tonnellate di ecoballe sparsi in giro per la Campania; pagare le multe per la discarica romana di Malagrotta (un inferno di immondizia grande come 300 campi di calcio); bonificare e possibilmente chiudere oltre 100 discariche che l'Unione europea considera un pericolo per la salute pubblica. Gli inceneritori, però, per carità, non li vogliamo. Tanto peggio per i principi di Monaco.

Commenti

Ggerardo

Lun, 04/01/2016 - 20:43

ma che furbetti ? Scemi noi !

momomomo

Lun, 04/01/2016 - 20:45

..."... I furbetti del Nord Europa guadagnano sui nostri rifiuti ..."... Eh si, troppo facile così: loro non hanno alla guida governanti italiani........!

Ritratto di andrea626390

andrea626390

Lun, 04/01/2016 - 20:46

Ormai siamo all'incredibile!!!!! Perché FURBETTI?????? Si può sapere perché diavolo mettete sempre questi cavolo di titoli??????

Nano Ghiacciato

Lun, 04/01/2016 - 20:48

ma furbetti loro o cxxxxxxi noi?

Giorgio Mandozzi

Lun, 04/01/2016 - 20:51

Più che di "furbetti" nordici bisognerebbe parlare di "pirla" italiani. La colpa è nostra che ci facciamo strumentalizzare da ecologisti da strapazzo, da verdi "a seconda del vento" e da politici incapaci. Come mai i nordici non muoiono a frotte per i termovalorizzatori usati per produrre teleriscaldamento? Per la semplice ragione che sono costruiti e gestiti in maniera corretta e non sono condizionati dall'imbecillità dei loro politici. Saranno meglio le polveri sottili ed il nostro sontuoso e "sano" inquinamento?

camucino

Lun, 04/01/2016 - 20:53

Non sono loro i furbetti. Siamo noi i cxxxxxxi.

sergio_mig

Lun, 04/01/2016 - 20:58

I fessi siamo noi, sicuramente sotto questi accordi ci sono tangenti rilevanti altrimenti non si capisce perché non lo facciamo anche noi. Il primo inghippo sono gli ambientalisti e i Verdi che si oppongono ai termovalorizzatori e con questa opposizione altri fanno business privati o x i partiti.

camucino

Lun, 04/01/2016 - 21:02

No, loro non sono tanto furbetti. Ma noi siamo TANTO CxxxxxxI. Amen.

Ritratto di cape code

cape code

Lun, 04/01/2016 - 21:04

Sono furbetti loro oppure imbecilli noi?

leserin

Lun, 04/01/2016 - 21:06

Non sono loro i furbi, siamo noi scemi.

little hawks

Lun, 04/01/2016 - 21:06

Grazie ai nostri ambientalisti che ci hanno gravati di leggi e leggine stupide, contrarie ai nostri interessi, che fanno aumentare le tasse, che non ripuliscono l'ambiente dove viviamo e finalmente che rendono ricchi i politici.

Ritratto di gammasan

gammasan

Lun, 04/01/2016 - 21:13

Più che definire "furbetti" quelli del nord chiamerei "stupidi" quelli del sud...

Ritratto di jasper

jasper

Lun, 04/01/2016 - 21:14

Allora teniamoceli i rifiuti così saremmo ancora più furbi.

Ritratto di hernando45

hernando45

Lun, 04/01/2016 - 21:20

Questo "risultato" è FIGLIO dei NO!!!! NO Nucleare, NO TERMOVALORIZATORI, NO RIGASSIFICATORI, NO TAV e chi piu ne ha ne metta di NO. Che i COCOMERIOTAS hanno instaurato nel paese con le LORO stupide bandiere ARCOBALENO. Suerte Italia.

Ritratto di tempus_fugit_888

tempus_fugit_888

Lun, 04/01/2016 - 21:21

Sono loro i furbetti che fanno soldi anche con i rifiuti o siamo noi i kogLy0nY?

amecred

Lun, 04/01/2016 - 21:28

ma quali furbetti! siamo noi che siamo scemi.

luigi.muzzi

Lun, 04/01/2016 - 21:32

il partito del NO è sempre in prima linea

giovanni PERINCIOLO

Lun, 04/01/2016 - 21:34

Non é che austriaci e olandesi sono "furbetti" é che noi italiani siamo "cog.....celli"!

mauro.t

Lun, 04/01/2016 - 21:37

loro i furbetti o noi gli stupidi? provate a vedere esattamente quali sono i costi richiesti da chi tratta queste cose all'estero.. e non dai rendiconto delle regioni province e comuni italiane... cosi si capisce meglio chi siano i furbetti.. ahh e mi raccomando non smettete di indignarvi su facebook che si risolvono i problemi

Gianca59

Lun, 04/01/2016 - 21:42

A me sembra che noi siamo cxxxxxxx perché potremmo far le stesse cose ma come al solito quando si parla di rifiuti va tutto in cavalleria.....

Massimo Bocci

Lun, 04/01/2016 - 22:01

Facile fare i furbetti con un regime di LADRI (PD!!!),gentaglia fitti,fitti, a cui basta e avanza quello che RUBANO,ISTITUZIONALMENTE da 70 anni nelle tasche degli Italiani, perché si dovrebbero sporcare le mani con dei rifiuti.....COME LORO!!!

Ritratto di SCACIOSO

SCACIOSO

Lun, 04/01/2016 - 22:05

Sono certo che dal suo cumulo di pattume, il bimboccio annuncera' la riforma della spazzatura, attendo fiducioso.

Ritratto di Azo

Azo

Lun, 04/01/2016 - 22:11

Potevano essere gli Italiani ad essere i furbi, MA dato che la gente che ci governa, è incapace di vedere oltre il naso, questo succede su tutti i fronti e la popolazione, paga le conseguenze!!!

Ritratto di navigatore

navigatore

Lun, 04/01/2016 - 22:11

che dire al caro RENZI e cricca comunista, dovrebbe imparare da gerti governi come fare partire léconomia quella reale non il continuo prendere per culo, ed io pago, branco di ladri, delinquenti e mafiosi

Ritratto di Civis

Civis

Lun, 04/01/2016 - 22:19

Non è l'ideologia ecologista, ma la grassa IGNORANZA degli italiani, il loro menefreghismo che inquina i terreni e le falde acquifere con migliaia di tonnellate di indifferenziato in discarica. E questo anche in regioni cosiddette virtuose dove in realtà le ecoballe si accumulano o vanno in parte a finire in Regioni vicine, come il Veneto, dove la tecnologia del recupero dei rifiuti è più avanzata che in molte zone europee, dove spesso quasi la metà dei rifiuti è indifferenziata e va nel termovalorizzatore.

Ritratto di do-ut-des

do-ut-des

Lun, 04/01/2016 - 22:31

naturalmente le Regioni non pagono secondo quanto scarto fanno.Siamo tutti alla pari, ma allora cosa mi danno a fare, per praticare la differenziata. Il bello che mi arrabbio pure quando vedo nell'indifferenziata cartoni plastica e bottiglie di vetro quando io faccio km per buttarlo dove trovo i bidoni preposti e a volte la porto direttamente allo smaltimento. In Italia essere onesti è da fessi, veramente.

Clericus

Lun, 04/01/2016 - 22:41

Piu' che furbetti loro direi scemotti noi...

Giorgio5819

Lun, 04/01/2016 - 22:46

Non sono "furbetti" loro, sono idioti gli "italioti" che combattono i termovalorizzatori. Ma si sa di che colore sono. Sarebbe interessante indagare su chi ci guadagna da questo business...

g-perri

Lun, 04/01/2016 - 23:05

E' risaputo che gli italiani non vogliono i termovalorizzatori nelle vicinanze di casa propria. Preferiscono pagare per far esportare i rifiuti al nord Europa e poi pagare ancora per acquistare energia proveniente dal nord Europa. Senza questo giro di pagamenti, come farebbero i furboni a lucrare?

Ritratto di franco-a-trier_DE

franco-a-trier_DE

Lun, 04/01/2016 - 23:47

PERCHè NON LO FATE ANCHE VOI?

Ritratto di Runasimi

Runasimi

Mar, 05/01/2016 - 00:17

Qui non si tratta di lamentarsi per i FURBETTI DEL NORD europa che guadagnano sui nostri rifiuti. DOBBIAMO PRENDERE ATTO DEGLI IMBECILLETTI ITALIANI che da anni ostacolano l'adeguamento del nostro paese alle realtà del mondo in cui viviamo. Siamo ostaggi di masse di stolti che vanno in piazza a dire no a centrali nucleari, ferrovie veloci, ponti per la Sicilia e inceneritori. Oltre a subire questi nefasti mentecatti ignoranti, dobbiamo sopportare anche la vigliaccheria dei politici che li cavalcano per conquistare una sedia in parlamento e vivere da parassiti alle nostre spalle.

Ritratto di Runasimi

Runasimi

Mar, 05/01/2016 - 00:22

Qui non si tratta di lamentarsi per i FURBETTI DEL NORD europa che guadagnano sui nostri rifiuti. DOBBIAMO PRENDERE ATTO DEGLI IMBECILLETTI ITALIANI che da anni ostacolano l'adeguamento del nostro paese alle realtà del mondo in cui viviamo. Siamo ostaggi di masse di stolti che vanno in piazza a dire no a centrali nucleari, ferrovie veloci, ponti per la Sicilia e inceneritori. Oltre a subire questi nefasti mentecatti ignoranti, dobbiamo sopportare anche la vigliaccheria dei politici che li cavalcano per conquistare una sedia in parlamento e vivere da parassiti alle nostre spalle.

giolio

Mar, 05/01/2016 - 06:51

Furbetti !!!!!! NOOOOO!!!!!! sono gente che se ne intende di ambientalismo non si chiamano Emiliano Crocetta e neanche Grillo

ben39

Mar, 05/01/2016 - 07:41

Daltrocanto come si si può paragonare un paese come l'Italia che è venti volte più grande e popolato, con l'Olanda?. Certo altra cultura, storia ed economia del ricco colonialismo, ma se l'Italia avesse avuto un altro tipo governo e struttura o meglio fosse stata uno stato federale senza governo centralizzato, i risultati sarebbero stati migliori in tutti i campi. Basterebbe solo la regione Lombardia per far concorrenza all'Olanda intera.

precisino54

Mar, 05/01/2016 - 08:11

Più che furbetti loro direi cog...i noi che all'insegna di una ecologia aberrante preferiamo regalare risorse e vantaggi al prossimo!

precisino54

Mar, 05/01/2016 - 08:27

x Giorgio Mandozzi - 20:51; il punto è che da noi i dati rilevati puntualmente vengono letti secondo fazione e non asetticamente. dando così corpo a teorie strampalate: la campagna elettorale che portò Pizzarotti ad essere sindaco di Parma era basata su una strenua lotta al costruendo inceneritore-termovalorizzatore addossandogli fantomatiche future tragedie: i dati rilevati nell’immediato della messa in funzione e successivamente hanno chiaramente dimostrato che si trattava di lotta ideologica. Spesso viene passata la teoria che noi non possiamo fare quanto si fa all’estero perché da noi: corruzione, mafia, ecc .... renderebbero pericolosi certi impianti. Solo puro TAFAZZISMO!! Sono certo che nonostante quanto da recente abbiamo appreso degli usi altrui in tanti insistono a dire gli altri più capaci e noi scorretti! Classico caso di sciovinismo al contrario.

Ritratto di frank60

frank60

Mar, 05/01/2016 - 08:29

La mondezza è un business....troppo facile fare i termovalorizzatori, dopo addio business...

guerrinofe

Mar, 05/01/2016 - 11:53

L'unico furbetto qui sei tu ALLEGRI ! SOLO con un titolo cosi riesci a farti leggere! ed incassare.

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Mar, 05/01/2016 - 13:42

Tra i rifiuti, quelli politici s'intende, bisognerebbe metterci anche il sindaco di Napoli De Magistris che gli manda la sua munnezza.