Riforma della giustizia, Spataro attacca Alfano Insorge il Pdl, Gasparri: c'è azione eversiva

Il procuratore di Milano va in Tv e boccia il processo breve: &quot;Il ministro è incorso in un pericoloso boomerang&quot;. Poi: &quot;Terrorismo, guai a lanciare allarmi esagerati&quot;. Cicchitto: &quot;Dopo Ingroia a <em>Annozero</em> ora Spataro a <em>In mezz'ora</em> è in corso l'offensiva del circo mediatico-giudiziario&quot;. Bondi: &quot;La sinistra tace, anomalia&quot;

Ancora critiche da un procuratore ai progetti di riforma della giustizia del Pdl e al processo breve. A proseguire nella polemica e nelle critiche, dopo l'Anm e il pm palermitano Ingroia, il procuratore aggiunto di Milano Armando Spataro, secondo il quale il ministro della giustizia Angelino Alfano, dicendo che solo l'1% dei processi subirà uno stop a causa del provvedimento sul processo breve, è "incorso in un pericoloso boomerang". "Proprio le parole del ministro rendono la dimensione del paradosso - ha detto Spataro intervenendo al programma di Lucia Annunziata 'In mezz'orà -. Non si è accorto di essere incorso in un pericoloso boomerang". "Questo disegno di legge, viene presentato come un provvedimento a tutela del cittadino contro la durata dei processi, e questo mi sembra un brand messo in campo con tecnica aziendale - ha detto -: verranno bloccati molti o pochi processi?". "Il ministro viene in Parlamento dicendo che solo l'1% dei processi sarà soggetto a questo abbattimento - ha ragionato Spataro -. Allora dov'é il problema? Vuole dire che il 99% dei processi funziona egregiamente. Vuol dire che il 99% dei cittadini non si lamenta? Nell'1% forse c'é qualcuno che ha interesse a bloccare il processo".

Allarme terrorismo Secondo Spataro, poi, non vi è "alcun elemento" che possa autorizzare l'affermazione che esistono collegamenti tra il terrorismo di matrice islamica e il terrorismo 'storico' interno. Spataro rispondendo alle domande di Lucia Annunziata ha spiegato che "noi continuiamo a lavorare, le forze di polizia sono preparatissime ma guai, però, a generare allarmi che sono esagerati". "Credo sia interesse di tutti evitare la propagazione di allarmi che generano insicurezza e che possono anche indurre i cittadini a sacrifici della loro libertà personale e dei loro diritti. Questo non è corretto". Lei così smentisce il ministro Maroni? Ha chiesto l'Annunziata. "Ho sentito direttamente un'intervista in cui il ministro Maroni ha precisato il suo pensiero - ha risposto Spataro -: ha detto che non c'é prova di questo ma è giusto lavorarci. In questi termini sono d'accordo. Se invece qualcuno, o lui stesso in passato, avesse detto che questi collegamenti esistono, non sarei per nulla d'accordo".

"No" alla proposta di Casini Meglio fare una legge 'ad personam' che sia chiara per tutelare il premier, come suggerisce il leader dell'Udc Pierferdinando Casini, oppure il cosiddetto 'processo breve'? "Non ho dubbi, non sarebbe bene fare né l'uno né l'altro. Posso anche comprendere che l'onorevole Casini sia mosso da un idealismo politico, ma questo non è compatibile con il principio dell'uguaglianza dei cittadini davanti alla legge". Questa è stata la risposta di Spataro alla domanda che gli è stata posta dalla Annunziata. "La Corte costituzione l'ha già detto - ha osservato il magistrato -: noi non abbiamo bisogno di escamotage. Il problema, in questi anni in Italia, è quello che anche il presidente Napolitano ha evidenziato in più di un intervento: basta con le riforme dettate da esigenze contingenti e dalla necessità di poche persone". "Io sono abbastanza convinto che, col passare del tempo, i rapporti tra magistratura e politica sono migliorati - ha aggiunto - e mi riferisco non a ciò che è visibile, ma a ciò che è sottotraccia: vedo che il presidente della Camera, ma non solo lui, rende dichiarazioni che sono apprezzabili, rendendo onore anche al ruolo della magistratura". "Ora, - ha concluso Spataro - i rapporti tra magistratura e politica sono migliorati ma questo non appare perché c'é un gruppo di politici che, dopo il Lodo Alfano, bocciato dalla Corte costituzionale, con tutto quello che ne è scaturito a carico della Corte e del Capo dello Stato, mette sul tappeto immediatamente un'idea del processo breve che breve non sarà e che non serve a nulla".

Capezzone: una tribuna politica "Con la collaborazione di Lucia Annunziata, si è svolta su Rai 3 una sorta di 'tribuna politica' del procuratore Spataro. Ma è accettabile che un procuratore, senza contraddittorio, si permetta di dire ciò che Parlamento e Governo possono o non possono fare, di dare pagelle preventive a questo o a quel disegno di legge, di bocciare o promuovere una riforma?": così Daniele Capezzone, portavoce del Popolo della Libertà. "Il caso di oggi, dopo la recente performance santoriana del procuratore Ingroia - aggiunge - è l'ennesima prova di una evidente politicizzazione di settori della nostra magistratura, che avrà un unico effetto: quello di far ulteriormente scendere la fiducia degli italiani nell'imparzialità della nostra giustizia".

Gasparri: azione eversiva delle toghe "Spataro, dopo le performance di Ingroia - afferma Maurizio Gasparri - rende ancora più intensa la campagna televisiva a base di menzogne della sinistra giudiziaria. Spataro dopo aver allestito processi a chi ha contrastato il terrorismo fondamentalista, si dedica ad attacchi politici a Berlusconi e mente sapendo di mentire sull'attività del Parlamento. Che gente come Spataro e Ingroia indossino la toga per coprire i propri disegni politici - prosegue il presidente dei senatori del Pdl - è motivo di inquietudine. Siamo di fronte a un'azione eversiva contro la legalità democratica, dove gli Abu Omar e gli Spatuzza diventano i campioni di una strategia tesa a occupare le istituzioni. La volontà popolare non sarà cancellata da queste manovre che violano ogni principio costituzionale".

Bondi: la sinistra tace, altra anomalia "Non c'é un solo Paese nel mondo, neppure quelli più lontani dalla democrazia, in cui un magistrato può dire pubblicamente quello che ha detto oggi Spataro. Ma la seconda anomalia del nostro Paese riguarda il fatto che la sinistra non ritiene, di fronte a questa gravissima vicenda, di esprimere la propria preoccupazione e la propria condanna". Lo afferma Sandro Bondi, ministro della Cultura e coordinatore del Pdl.

Cicchitto: circo mediatico-giudiziario "Dopo Ingroia a 'Annozero' ora Spataro a 'In mezz'orà. Tutti i conti tornano, sia dal punto di vista televisivo sia da quello giudiziario. E' in pieno svolgimento l'offensiva del circo mediatico-giudiziario". Così Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera, commenta l'intervento del procuratore aggiunto di Milano. Spataro, attacca Cicchitto, "é intervenuto su tutte le cose giudiziariamente e politicamente più significative, ha attaccato due ministri della Repubblica (il ministro della giustizia Alfano e il ministro dell'Interno Maroni) e ha contestato l'apposizione del segreto di Stato. C'é ancora qualcuno che ha la faccia tosta di parlare di attentato alla libertà di stampa da parte del governo quando i principali talk-show della televisione pubblica sono usati per dare parola non solo ai politici, ma anche a quel ridotto nucleo di magistrati che sono i protagonisti di questa offensiva contro gli equilibri politici stabiliti dagli elettori. E' una conferma - conclude il dirigente del Pdl - dell'esistenza di una grande anomalia italiana contro la quale è indispensabile battersi a tutti i livelli, nel Parlamento e nel Paese"