Riforme, 2400 emendamential decreto liberalizzazioniE ora Monti valuta la fiducia

Di ritorno dagli Usa Monti assicura: "Non sono affatto preoccupato". Ma martedì il Senato inizierà a valutare il dl liberalizzazioni, già ricoperto da 2.400 emendamenti

"No, non sono affatto preoccupato". Dopo gli applausi incassati negli Stati Uniti, il presidente del Consiglio Mario Monti torna a rivolgere lo sguardo all’Italia e alle misure ancora in cantiere. Si dice "più determinato che mai" a proseguire l’azione sulle riforme. Eppure, a Palazzo Madama, c'è una montagna di emendamenti piovuti sul pacchetto liberalizzazioni: ben 2.400. Così le parole del Professore suonano più come un monito a quanti in Parlamento e fuori tentano di ostacolare l'operato dell'esecutivo. Sono tre i decreti legge al vaglio del Senato e due disegni di legge "di lungo corso" a Montecitorio. "Sulle liberalizzazioni si apre una settimana decisiva - ha avvertito il leader democratico Pier Luigi Bersani - il Pd sarà in prima linea per portare a casa, dopo anni di stallo, delle vere e proprie aperture di mercato".

Il Senato si occuperò di tre leggi di conversione: il Milleproroghe, la proroga delle missioni all’estero e il provvedimento sulle liberalizzazioni. Il primo testo, già approvato dall'Aula di Montecitorio, sarà affrontato dalle commissioni riunite Affari costituzionali e Bilancio già lunedì, mentre la norma che rinnova l’impegno dei nostri militari nelle missioni internazionali di pace, anche questa già licenziata dalla Camera, sarà discussa mercoledì prossimo dalle commissioni riunite Esteri e Difesa. Ma gli occhi del governo (e, più in generale) dell'opinione pubblica) sono puntati sulle liberalizzazioni: il decreto, alla prima lettura parlamentare, sarà vagliato dalla commissione Industria per tutta la settimana a partire da martedì prossimo.

Di ritorno dagli Stati Uniti, il primo banco di prova per Monti saranno - appunto - le liberalizzazioni. E il decreto è già stato sommerso da 2.400 emendamenti. "Non sono affatto preoccupato", ha assicurato il Professore prima di lasciare la sede della rappresentanza italiana alle Nazioni Unite. Perché, secondo il premier, la validità delle scelte dell'esecutivo è stata rafforzata dal confronto con Washington e Wall Street: "Ho visto quali sono gli aspetti cui investitori e governi guardano per valutare le azioni e la politica economica. È stato di molto conforto, perchè quegli aspetti su cui abbiamo molto battuto sono quelli considerati più rilevanti per la formazione dei giudizi da parte di investitori e governi". Il governo sembrerebbe intenzionato ad ascoltare le richieste delle principali forze politiche che lo sostengono in parlamento. Tuttavia, qualora dovesse trovarsi di fronte ad emendamenti in grado di stravolgere il pacchetto, fonti governative hanno fatto sapere che verrà posta la fiducia.