Rignano, il gip è certa: i bambini sono credibili Si cercano foto e video

Il magistrato: nessuno ha difeso i bimbi dai pedofili, 46 su 64 hanno riportato infiammazioni ai genitali. Indivuidate tre case dell'orrore. Possibili altri indagati. Domani gli interrogatori. Gli accusati si difendono: "Siamo innocenti"

Roma - "La credibilità delle dichiarazioni dei bambini sottoposti a violenze non è dubitabile". Così scrive il gip del Tribunale di Tivoli, Elvira Tamburelli, che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare nei confronti delle sei persone coinvolte nell’inchiesta sul abusi sessuali alla scuola Olga Rovere di Rignano Flaminio. Il gip attacca anche sulla gestione della vicenda da parte della scuola: "Le uniche misure adottate per tutelare i bimbi e oggetto di "forti critiche da parte dei genitori" sono consistite, oltre che nel controllo e limitazione della possibilità di accesso alla scuola, nel cambio della serratura alle porte delle aule, divieto di accedere a luoghi esterni, limitazione alle attività e necessità di bambini (cambio di pannolini), quasi che fossero gli stessi bimbi i soggetti da cui cautelarsi". Secondo il gip "lascia davvero perplessi l’assenza, a fronte delle insistite esigenze e richieste dei genitori, di qualsivoglia iniziativa cautelativa a favore dei bambini".

I racconti "I giochi - scrive il gip - si svolgevano a casa di Patrizia (del Meglio una delle indagate), dove c’era una stanza piena di giocattoli. Ma anche costumi teatrali da scoiattolo, da lupo e tuniche nere e bianche, anche con cappucci, venivano indossate dagli adulti". Secondo l’ordinanza nella stanza c’erano anche "catene di metallo e cerotti adoperati adoperati per la bocca". Ma i giochi secondo il racconto dei bambini "si svolgevano anche a casa della maestra Marisa". Nell’ordinanza c’è la descrizione fatta da un bimbo: "C’era una cucina grande, con un tavolo lungo e un letto su cui i bambini nudi (quattro) fingevano di essere i figli, mentre Marisa cucinava fingendo di essere la madre". Nell’ordinanza c’è anche la descrizione di un’altra abitazione indicata al padre di una delle vittime come il "luogo dove erano stati portati più volte a fare i giochi. In questa casa - scrive il gip - spogliavano completamente i bambini e li lasciavano fuori nudi al freddo; poi li mettevano dentro secchi dell’immondizia e infilavano loro dei cappucci con le corna; li facevano quindi rientrare in casa e i grandi, si vestivano di nero e da diavolo con cappucci". Nell'ordinanza si citano tutti "giochi" sessuali descritti dai bambini: quello del "dito a punta", della "penna azzurra", quello dello "scatolone", del "tavolo". Si parla anche del "gioco del lupo e dello scoiattolo", di quello del dottore e di quello "della mamma e dei figli".

Foto e video Anche se gli investigatori per ora negano l’esistenza di foto e materiale video, la presenza di istantanee e filmati, adi cui parlano i bambini, viene citata a più riprese nelle 59 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip. "Gli indagati - si legge nell’ordinanza - facevano fotografie e riprese dei giochi dei bambini. Li costringevano a pratiche sessuali assai cruente, valendosi anche di iniezioni e inoculazione di narcotici e sostanze varie che, ponendoli in una condizione di incoscienza, facilitava evidentemente sia l’ esecuzione di taluni giochi erotici sia le foto e i video".

Irritazioni ai genitali Non si può trascurare il dato messo in rilievo dal pm nella sua richiesta, "relativo alla sproporzione che effettivamente è risultata tra le riferite irritazioni dell’area genitale da parte di ben 46 bambini (per quello che risulta) su 64 alunni frequentanti le classi delle tre maestre indagate". Subito dopo il giudice, nel provvedimento restrittivo, a parziale scusante degli insegnanti non coinvolti e dei pediatri che sono stati sentiti dagli investigatori, e hanno tentato di minimizzare quanto denunciato, c’è il fatto che questi soggetti "non avevano raccordo tra loro sì da analizzare la reale incidenza del fenomeno".

L'inchiesta si allarga Potrebbe allargarsi la rosa degli indagati sui presunti abusi nell'asilo Olga Rovere di Rignano Flaminio. Al vaglio del pubblico ministero di Tivoli Marco Mansi, infatti, vi sarebbe un ulteriore rapporto dei carabinieri di Rignano e di Bracciano che hanno condotto le indagini nel quale si ipotizzerebbe il coinvolgimento di altre persone che avrebbero abusato dei piccoli della scuola materna. Inoltre a carico delle sei persone arrestate ci sarebbero altri indizi che però necessitano di ulteriori sviluppi.

Domani gli interrogatori Sono stati fissati per domani mattina gli interrogatori delle persone arrestate per il presunto caso di abusi sui bambini della scuola materna di Rignano Flaminio. Già oggi i legali di tre dei sei accusati hanno presentato ricorso chiedendo la scarcerazione dei loro assistiti. Lo hanno riferito fonti giudiziarie. Cominceranno domani mattina alle 10 gli interrogatori delle tre maestre e del marito di una di loro, di una bidella e di un cittadino dello Sri Lanka, da due giorni in carcere a Rebibbia con l'accusa di aver abusato di 16 bambini dell'asilo, arrivando anche a narcotizzarli per renderli più docili e pronti a obbedire. A interrogare i sei, che si dicono innocenti, saranno il giudice per le indagini preliminari della Procura di Tivoli (competente per territorio) Elvira Tamburelli e il pubblico ministero Marco Mansi. Proprio il pm di Tivoli ha chiesto al gip di fissare un incidente probatorio. Lo scopo è quello di esaminare l’automobile di una delle persone arrestate. I consulenti dovranno controllare se al suo interno ci sono tracce biologiche riconducibili ai bambini-vittime.

Istanza di scarcerazione Stamattina gli avvocati Giosuè Naso, che assiste la maestra Silvana Malagotti, e Franco Coppi e Roberto Borgogno, legali della maestra Patrizia Del Meglio e del marito Giancarlo Scancarello, autore tv di programmi per ragazzi, hanno presentato istanza di scarcerazione al tribunale del Riesame contestando gli arresti, scattati alla fine di un'inchiesta avviata parecchi mesi fa. Lo riferiscono fonti giudiziarie. "Siamo in presenza di accuse che promanano dalle madri di bambini di 4 o 5 anni. In situazioni del genere, la suggestione, l'isteria e l'equivoco sono facili", aveva detto l'altro ieri l'avvocato Naso, ribadendo l'estraneità della sua cliente alla vicenda.

Dossier sui "falsi abusi" I docenti della scuola  di Rignano Flaminio, in una riunione del Consiglio di plesso meno di tre mesi fa, avevano invitato il dirigente scolastico a distribuire ai membri del consiglio d’istituto - di cui fanno parte anche rappresentanti dei genitori - un dossier sui falsi abusi sui minori. Lo si evince dal verbale del Consiglio di plesso, uno dei documenti di un carteggio in possesso del deputato dell’Idv Stefano Pedica, che lo ha ricevuto dall’ associazione di genitori di Rignano.
Il dossier, come si rileva dall’ omonimo sito Internet, è stato redatto da un gruppo di cittadini che si dichiarano "vittime" di false accuse di pedofilia che hanno "trascinato persone rispettabili in un vortice di inchieste inverosimili". "Alcuni di noi - scrivono sul sito - sono diventati arbitrariamente vittime di indagini, carcerazioni, arresti domiciliari, processi e pubblico linciaggio, per fatti semplicemente non accaduti, che una semplice indagine giudiziaria, imparziale e avveduta, avrebbe potuto facilmente smascherare". Il Centro Documentazione cita vari casi, tutti riguardanti scuole dell’infanzia, che si sono risolti con assoluzioni e pubblica una lunga inchiesta sul "fenomeno dilagante dei falsi abusi nelle scuole materne".
Nella riunione nella scuola di Rignano - alla quale come risulta dal verbale del 7 febbraio erano presenti due delle insegnanti arrestate, Silvana Magalotti e Marisa Pucci - si parla di "segnalare alla preside la presenza di bambini con disturbi del comportamento e di chiedere l’intervento di personale specializzato". A proposito della possibilità di organizzare gite e spettacoli con i genitori, le maestre della scuola materna - si legge ancora nel verbale - "sono del parere di non avviare alcuna manifestazione alla presenza dei genitori finché l’etica professionale di tutto il corpo docente venga riconosciuta e riscattata da tutti i genitori, e finché non verranno chiarite alcune questioni di carattere socio-ambientale relative alle vicende scaturite dopo il 12 ottobre 2006". Di conseguenza, si legge, queste manifestazioni con i familiari saranno ripristinate "solo quando il clima che si è venuto a creare si normalizzerà del tutto con la piena e totale fiducia di tutta l’utenza nei confronti di ogni docente". "A tal proposito - prosegue il verbale - i docenti della scuola dell’ infanzia invitano il dirigente scolastico a distribuire a tutti i membri del Consiglio d’istituto il dossier del Centro Documentazione "Falsi abusi sui minori".