Rignano, vincono i genitori Il processo può ripartire

RomaIl Csm fa marcia indietro e salva il processo sui presunti abusi sessuali che sarebbero avvenuti nella materna Olga Rovere di Rignano Flaminio. Saranno state le proteste dei genitori dei bambini, che chiedono di arrivare al più presto alla verità per dormire finalmente per una notte senza incubi. O il lavoro dei legali dei cinque imputati, che sperano di veder cadere la maschera da mostri dai volti dei loro assistiti.
Il risultato, comunque, è stato raggiunto: il processo a Tivoli andrà avanti. Non è più necessario ripartire da zero perché il giudice Marzia Minutillo Turtur, che se ne stava occupando finché non è stata collocata fuori ruolo dai giudici togati per fare l’esaminatrice al concorso in magistratura, è tornata al suo posto. Con venti voti a favore e due astensioni (quelle dei laici Annibale Marini del Pdl e Glauco Giostra del Pd, ndr) il Plenum di Palazzo dei Marescialli ha revocato la decisione precedente «restituendo» il magistrato al processo e mettendo in Commissione il giudice del tribunale di Grosseto Pietro Molino.
Il rischio di un azzeramento del processo, era nato perché dopo la sostituzione della Minutillo Turtur, l’avvocato Roberto Borgogno che con il penalista Franco Coppi assiste la maestra Patrizia Del Meglio e suo marito Gianfranco Scancarello, si era opposto all’utilizzazione davanti al nuovo collegio delle deposizioni fino a quel momento raccolte. Questo significava capovolgere la clessidra e convocare di nuovo tutti i testimoni. Ma due giorni fa l’Ufficio di presidenza del Consiglio superiore della magistratura ha chiesto l’apertura di una pratica urgente in Nona commissione per richiamare in ruolo il giudice. E ieri è arrivata la decisione tanto attesa a Rignano. Il presidente della Nona commissione, Alessandro Pepe, ha motivato il dietrofront del Csm con l’esigenza di garantire «una più rapida prosecuzione del processo». La pressione dell’opinione pubblica, in questo caso, ha fatto miracoli, ed è stata disposta anche un’accelerazione delle udienze, che da settembre passeranno da una al mese a una a settimana, mentre da dicembre saranno due.
«Quella trovata dal Csm è una soluzione assolutamente condivisibile ed equilibrata», ha commentato il vicepresidente Michele Vietti mentre il presidente della Corte di Cassazione, Ernesto Lupo, ha posto il problema della scelta dei membri per il concorso in magistratura. «Sarebbe utile - ha detto Lupo - avvalersi di magistrati in pensione e questo per prevenire anche problemi come quelli di oggi». Grande soddisfazione è stata espressa da Arianna Di Biagio, portavoce dell’Associazione genitori di Rignano. «Credo che sia una vittoria del buon senso e della giustizia - ha dichiarato -. Il processo continuerà il suo corso, come era giusto che fosse, per noi e per gli imputati. La Minutillo Turtur, oltre a questo, ha più di 1000 processi e la sua assenza sarebbe stata un grave danno per il Tribunale di Tivoli». L’ultima stoccata va però agli avvocati Borgogno-Coppi: «La loro posizione e le dichiarazioni sono irragionevoli perché le udienze sono sempre state registrate».