Rimpasto, il Senatur: "Napolitano ha ragione" Pdl: fiducia già ottenuta

I capigruppo saranno riuniti dopo le elezioni. Il Pdl: "Fiducia già ottenuta". La Lega sfida il Colle, poi Bossi cambia idea: il Colle ha ragione

Roma - All'indomani dell'intervento del capo dello Stato in favore di una nuova verifica parlamentare dopo la nomina dei nuovi sottosegratri, i presidenti delle Camere, Renato Schifani e Gianfranco Fini, hanno fatto sapere che procederanno alla convocazione delle rispettive conferenze dei capigruppo subito dopo il voto alle elezioni amministrative. Mail ministro Umberto Bossi cambia linea e di fende Napolitano: "Mi devo scusare con il presidente della Repubblica perché ha ragione...".

La maggioranza fa quadrato "Rispettiamo tutte le opinioni, ovviamente anche quelle del Capo dello Stato e dei presidenti di Camera e Senato. Sosteniamo che ci sono stati numerosi voti di fiducia che hanno verificato in Parlamento l’esistenza di una solida maggioranza a sostegno del governo". Il capogruppo al Senato del Pdl Maurizio Gasparri è tornato a sottolineare anche questa mattina che "le nomine fatte da Berslusconi sono pienamente legittime". Gasparri ritiene, infatti, che "si debba e si possa andare avanti alla luce delle numerose espressioni del Parlamento a sostegno del governo Berlusconi". La Lega, invec, cala l'asso. "Non vedo motivi di paura per un voto di fiducia, quando si ha una squadra vicente si affronta la partita senza timori - spiega il ministro Roberto Calderoli - certe cose non dovremmo neppure arrivare farcele chiedere dal presidente Napolitano".

Ma Bossi cambia idea "Diciamo che riflettendoci sopra... devo chiedere scusa al presidente Napolitano sulla faccenda dei sottosegretari, perchè ha ragione". Dopo aver incassato la firma sul decreto sul federalismo regionale e provinciale, il Senatur sembra cambiare strategia sulla sferzata di Napolitano. "Ieri sera ho fatto un ragionamento - spiega il ministro delle Riforme - ma poi, pensadoci qualche ora, devo dire che la questione sollevata dal Presidente ha una sua ragione, visto che ci sono tra i nuovi sottosegretari alcuni che avevano votato contro il governo".

L'opposizione all'attacco L'opposizione fa quadrato contro il governo. Per il leader Pd Pier Luigi Bersani, "non c’è più la maggioranza uscita dalle elezioni". "C’è stato un rabberciamento in questa maggioranza attraverso un sistema, diciamolo tra virgolette, di compravendita". A detta del falco finiano Italo Bocchino, invece, "il motivo di questo ribaltone va ricercato nell’esigenza del Pdl di approvare le leggi sulla giustizia e della Lega di approvare un finto federalismo da sbandierare a elettori sempre più col mal di pancia verso Berlusconi". "Tutto ciò - conclude l'esponente del Fli - avviene oggettivamente a danno del paese, che avrebbe bisogno di altro, come noi chiediamo da sempre".