«Rischi? È isterismo antinucleare»

«Isterismo antiscientifico». Il fisico Tullio Regge vive a Torino, non lontano dal confine con la Francia. Ma non si preoccupa molto degli incidenti avvenuti negli ultimi giorni. «Mi ricordo sempre di Oppenheimer».
Il padre della bomba atomica. Che faceva?
«Fumava la pipa, in continuazione. È morto di cancro alla laringe».
Gli incidenti in Francia non la preoccupano?
«No, assolutamente. È una questione mediatica. L’importante è che ci siano controlli seri e informazioni trasparenti».
Le autorità francesi hanno classificato l’ultimo episodio a Tricastin come «livello zero». Che significa?
«Ci sono due spiegazioni: il materiale fuoriuscito è debolmente radioattivo; oppure ha una vita media molto breve, la sua radioattività si estingue in fretta. In ogni caso è così debole da essere simile alla radioattività ambientale, che esiste da sempre».
Quali radiazioni sono pericolose?
«Le emissioni di raggi gamma e gli elettroni. Le altre sono trascurabili».
Nei due episodi precedenti, sostanze radioattive sono finite nelle falde. Non è pericoloso?
«Dipende dall’elemento che si è sparso, e in quali dosi. L’uranio 238 è naturale e non è pericoloso, è debolmente radioattivo».
Che rischi ci sono allora?
«Minimi. L’uranio può essere tossico, ma allora anche il piombo».
Tre guasti di fila: è preoccupante?
«Su quasi 60 centrali nucleari, può succedere. Sono attive da decine d’anni e in Francia non si sono verificate conseguenze spaventose in natura e nell’ambiente circostante. È molto più pericoloso il fumo».
Le autorità hanno agito correttamente?
«Bisogna avvertire subito la popolazione, anche se ci sono solo sospetti. Però nessun isterismo: appena si sente la parola “uranio” c’è chi grida al pericolo. Ma sono dicerie terroristiche».
Questi episodi sono davvero «anomalie»?
«Sì, anche se è fondamentale stare attenti, analizzare accuratamente la dinamica e i materiali dispersi. Se non ci sono danni, come sembra, si tratta di incidenti fisiologici».
In Italia il fronte del no si è già riattivato.
«Certo, si mettono subito a far chiasso. Se ci sono errori o rischi è giusto protestare. Ma senza cadere in forme di isterismo antinucleare e antiscientifico, come sugli Ogm».
Dicono: è la prova che il nucleare non è sicuro.
«Ma che cosa è sicuro? Allora non guidiamo neppure l’auto. Anzi, per numero di vittime l’energia atomica è la più sicura».
E chi vuole approfittarne per bloccare la costruzione di nuove centrali?
«Non dobbiamo dire no al nucleare. Bisogna andare avanti, ovviamente puntando sulla sicurezza e sui controlli. Ma non possiamo bendarci gli occhi».